giovedì 13 settembre 2012

Pigchic di Demetra Dossi: recensione!

Ormai è chiaro: di libri in stile Il diavolo veste Prada non ne ho mai abbastanza! L'ultimo entrato sulla mia libreria non è nuovo, ma è stato ripubblicato quest'estate nella collana dei libri estivi di A. Il libro in questione si chiama Pigchic ed è stato scritto dalla blogger Demetra Dossi.


L'ho letto tutto d'un fiato in treno, non è un libro spesso, ma è un ottimo compagno di viaggio perché vi permette di trascorrere delle ore divertenti e piacevoli mentre lo leggete. Il pregio di questo libro, che non presenta una storia complessa, è quello di raccontare la vita di una fashion blogger in erba, Dafne, del suo gatto Paolo e del suo fidanzato Andrea con scene esilaranti, momenti di cadute di stile (e non solo di stile!) e momenti di crescita sia lavorativa che personale. Incontri più o meno piacevoli e alcuni sorprendenti come quello con Valeria, nota fashion blogger che rimanda sicuramente a Chiara Ferragni.  Il tutto per rincorrere quel posto tanto sognato di stagista a Gevou, rivista di moda gestita da Ludmilla Wintour, sorella gemella della ben nota Anne.

Esiste Gevou?
Esiste Ludmilla?

Non importa, l'importante è capire come e quanto Dafne crede nel suo sogno, come decide di rincorrerlo e se ci riesce o meno. Onestamente, visto come finisce, mi aspetterei un seguito! (Demetra, scrivi un seguito?)


Ammetto di aver letto e visto di tutto sull'argomento moda in questi ultimi anni, le storie a volte si somigliano, ma c'è sempre quel qualcosa di diverso che vi strappa un sorriso e vi regala un momento di evasione.

Come avevo detto recensendo il libro Voglio scrivere per Vanity Fair, certo non siamo di fronte a quei libri tipo Guerra e Pace, ma ripeto che nella vita non si può sempre leggere tomi, mattoni, ogni tanto ci si può anche dedicare a letture più easy, che fanno tanto bene alla mente e al cuore.


Vi consiglio di leggere questo libro se:

- amate la moda

- volete una storia senza impegno

- avete davanti a voi un viaggio in treno

- avete anche voi come Dafne un sogno nel cassetto

- vi piace la moda ma non siete delle modelle e quindi non vi sta bene tutto, tutto, tutto


Libro sconsigliato:

- a chi si prende troppo sul serio

- a chi legge solo libri impegnati

- a chi non sa più sognare

- a chi non vuole dare una possibilità agli esordienti

- a chi crede che la moda sia una perdita di tempo

VOTO



Il caso Twilight

Tranquilli non ci saranno vampiri sbarluccicosi a tenervi compagnia in questo post, nessuna Bella, nessun Edward, nessun Lupo Mannaro, vi racconterò semplicemente una storia simpatica che mi è successa ieri a Torino
Tornando per un giorno nella città dove ho abitato durante gli anni universitari, sono passata a salutare un po' di gente e una mia amica mi ha restituito un libro che le avevo prestato. Il volume in questione è Twilight. Molti di voi sono al corrente della mia avversità verso la Meyer, ho letto un pezzo di questo libro è l'ho abbandonato, lo avevo acquistato alla Feltrinelli con i punti accumulati nel tempo, quindi non avevo speso nulla se non un paio di euro. Onestamente speravo di trovarci qualcosa di più e pensavo che di  a poco avrei preso tutti gli altri, beh...non è stato così!
Quindi oltre alla mia tracolla con dentro: materiale per la tesi, iPad, portafogli, fazzoletti di carta, portamonete, iPod, quadernino appunti di sopravvivenza e libro in lettura (ieri era Pigchic, divorato in quattro ore di treno, ve ne parlerò a breve), mi sono ritrovata con Twilight da incastrare nella mia povera London Bag, la borsa con scritto London che ho acquistato a Londra. Fino a qui voi direte: "Beh, potevi tenerlo in mano...". No, non potevo. Dovevo andare a parlare per la tesi e quindi non volevo presentarmi nell'ufficio della professoressa con quel libro, non volevo nemmeno varcare la soglia di Palazzo Nuovo, l'università, con in mano quel coso! Dovevo trovare una soluzione.
La soluzione era: liberarmene!
Primo tentativo: donazione alla biblioteca del collegio. Buco nell'acqua. Hanno già il libro.
Secondo tentativo: negozio di libri usati su via Po. Secondo buco nell'acqua. Essendo un bestseller non lo acquistano.
Terzo tentativo: tutte le millemila bancarelle di libri usati di via Po. Tanti, numerosi buchi nell'acqua. "Lo abbiamo già!", "No, grazie!", "Ma vende solo questo?" Parentesi. Al tizio che mi ha chiesto se vendessi solo quello: "Se avessi avuto la saga intera, me la acquistavi?".
Insomma: nessuno vuole Twilight.
Morale della storia: mi sono infilata il libro in borsa...e sono andata a pranzo con le mie amiche immaginando a un modo per liberarmi del volume. Ragionando siamo giunte alle seguenti conclusioni:
- Po
- Cassonetto
- Bookcrossing
Per quanto Twilight sia un libro pressoché inutile, che non aggiunge nulla al panorama letterario, ha il pregio solo di aver sconvolto la letteratura vampiresca inventandosi vampiri che brillano al sole, non potrei mai gettarlo nel Po (perché probabilmente troverei uno di Green Peace, che è anche fan della Meyer pronto ad accoltellarmi per questo sacrilegio) o in un cassonetto: è pur sempre un libro e la mia etica da bibliofila mi impone il "take care" di ogni cosa fatta di carta, con una serie di pagine numerate in progressione.
Riguardo il Bookcrossing...non l'ho mai provato, ma abbandonare Twilight sul treno, con un treno PIENO, o lo scambiavano per un pacco bomba, o mi rincorrevano dicendo: "Ehi, ehi lei! Ha dimenticato il libro!"
Morale della storia, dopo tutta questa menata infinita, cos'è successo?
Niente, sono tornata a casa con la mia copia di Twilight e ora è qui che mi fissa e probabilmente se pensasse mi direbbe che sono tremendamente cattiva ad aver pensato di liberarmene. 
Di certo la sfida non è ancora finita. Un giorno o l'altro uscirà dalla mia libreria, statene certi!

martedì 11 settembre 2012

Ugly Betty e il bacio che mancava

Ieri ho terminato due cose una seria...e una serie (ah-ah-ah)!
Ho finito gli esami della magistrale (evvaiiiii) e la serie Ugly Betty.
Inutile dire quanto sia felice di aver terminato gli esami e quanto sia triste dopo aver terminato Ugly Betty
Andiamo con ordine, tralasciamo il mondo universitario e chiedo scusa per eventuali spoiler!
Ho iniziato a vedere Ugly Betty ad agosto, fine luglio al massimo, e, grazie a un utente di you tube che ha caricato tutte le stagioni, mi sono divorata tutte le puntate con una media di tre al giorno e ora mi manca!
Non è la serie tv del secolo, ma onestamente è carina e divertente, i personaggi sono ben studiati e costruiti e il filo logico percorre bene o male tutte e quattro le stagioni. Sappiamo che è stata chiusa a causa del calo di ascolti, ma effettivamente ritengo che tirare ancora per le lunghe la questione "Betty e il suo lavoro da giornalista" sarebbe stato eccessivo. La conclusione è stata tutto sommato decorosa, tranne per un piccolo e direi importante particolare: Betty e Daniel non si baciano!
Diamine, ho divorato gli episodi anche per sperare nel bacio finale...e invece nulla! Che i due si amassero lo si capiva da tempo immemore, ma il bacio, caspita, il bacio!!
Sinceramente spero ci sia un film, un qualcosa, una megapuntata...non so...insomma, uno attende per novanta e fischia episodi un bacio e arriva in fondo e si abbracciano? Poca gioia...
A parte questo, che sarebbe stata la ciliegina sulla torta, è una serie piacevole da guardare, che racconta il tremendo mondo della moda e la vita di una giovane donna che in quattro anni attraversa vicende differenti, che la cambieranno e la rafforzeranno fino a portarla a fare una scelta molto importante nella sua vita.
Betty cresce, cambia e lo fa in meglio, un personaggio forse eccessivamente positivo, buono, ma che onestamente spero esista nel mondo, sarebbe bello se la gente pensasse di più all'esito delle proprie azioni, come fa Betty. Ma il personaggio di Betty non è l'unico che ho amato, Claire è fantastica, Daniel è meraviglioso ed entrambi presentano una crescita personale significativa. 
La coppia Matt e Amanda è spettacolare e nella loro cattiveria risultano tremendamente simpatici e travolgenti, anche se ammettiamo che le loro battute sono spesso cattive.
Wilhelmina, nome ipronunciabile, è la cattiva del gruppo, ma come tutti i cattivi che si rispettino...anche lei ha un cuore tenero e c'è qualcosa che effettivamente la intenerisce. Poi c'è Cristina, l'addetta al guardaroba, che è meravigliosa, Hilda, la sorella di Betty che non le somiglia in niente, Ignacio, il padre di Betty, che è sempre ai fornelli e il nipote Justin che è appassionato di musical.

Vi consiglio di guardarla se volete staccare un po' il cervello, effettivamente la narrazione si semplifica via via con le stagioni, la prima ha molti tratti noir, mentre la seconda e le altre prendono un'altra piega. Tutto sommato però è piacevole da guardare, non fa venire l'orticaria perché la struttura regge alla grande!
Peccato non ci sia quel bacio!

Il cavaliere d'Africa di Ilaria Goffredo: Recensione!

Quando Ilaria mi ha inviato questo libro ero un po' incerta su quello che avrei trovato nelle sue pagine, mi risultava difficile capire chi fosse questo "Cavaliere d'Africa" del titolo, non so perché mi sono venuti in mente echi del film Il paziente inglese (che se non avete visto vi consiglio, anche se ha ben poco a che vedere con questo libro, sono io che a volte associo cose che non hanno niente a che vedere). 
Leggendo la trama però mi sono subito resa conto che l'Africa in questione era lo stato del Kenya, dove la protagonista, Selene, si reca in gita premio per insegnare Italiano ai ragazzi della scuola. Questo libro è un viaggio fisico e personale, un diario, una storia d'amore: l'amore è duplice, l'amore per Edward che raggiunge livelli quasi celestiali, come se il loro fosse un incontro tra due anime e l'amore per un popolo e un paese duro e povero come il Kenya.
E' un libro che alterna momenti di gioia totale a momenti di sconforto, Selene non nasconde mai i suoi stati d'animo di fronte alle vicende crudi e tristi che si presentano davanti ai suoi occhi, così come non li nasconde quando sta con Edward. Come ho detto prima, è un viaggio perché per Selene ogni giorno, ogni istante è un momento di confronto con la sua vita in Italia, la relazione che nasce con Edward l'aiuterà a comprendere maggiormente l'Africa e le sue usanze, sarà un modo per prendere coscienza delle differenze che separano il terzo mondo dal mondo civilizzato. Il loro amore rappresenta l'incontro tra due culture che normalmente si combattono, ma che evidentemente possono convivere e camminare insieme aiutandosi l'un l'altro. Non voglio dilungarmi troppo e scendere nei particolari per permettere ad ognuno di voi lettori di lasciarsi trasportare da Selene ed Edward nell'Africa che solitamente noi non vediamo e che conosciamo solo in modo stereotipato. 

Si capisce perfettamente che l'autrice ha vissuto in prima persona molti dei fatti narrati, dalle sue parole percepiamo un grande amore nel descrivere i Kenioti, le loro abitazioni e il loro modo di vivere, ci sono numerosi dialoghi anche in lingua originale che evidenziano anche quanto Selene/Ilaria sia voluta entrare nel mondo e nella cultura di questo stato. 
Credo sia un libro che presenta diversi livelli di lettura, la lettura base forse potrebbe fermarsi alla storia d'amore, ma il retroscena che l'abbraccia presenta un mondo da scoprire e da comprendere, da cui lasciarsi incantare. 
Ogni pagina ci racconta il mal d'Africa che ha colpito l'autrice, come lei stessa ricorda nella sua biografia: "non passa giorno in cui io non pensi all'Africa". Io in Africa non sono mai andata, ma non è la prima volta che sento queste parole, credo sia davvero un mondo da scoprire, da amare e da cui lasciarsi...contagiare!

Alla prossima!

VOTO




venerdì 7 settembre 2012

Give me a Kindle!


Qualche giorno fa avevo dedicato un post agli ebook, nello specifico avevo parlato del Kindle. Ricordo che io attualmente non ho ancora un Kindle, quindi ne parlo da completa profana.
Cos'è, a cosa serve, a cosa non serve...credo ormai sia chiaro a tutti, così come dove si compri e perché uno dovrebbe comprarlo.
Notizia di ieri sera è l'uscita dei nuovi Kindle: nuovi ebook reader e novità assoluta il Kindle Fire, che è in tutto e per tutto un tablet.
Ebbene sì, anche in casa Amazon è stato partorito un tablet.
E accanto al tablet, ecco il nuovo ebook reader marchiato Kindle: nome in codice Kindle Paperwhite.
Ebbene sì, grazie ad una maggiore risoluzione le pagine del Kindle saranno bianche e, novità assoluta, si potrà leggere al buio. Ora i più inizieranno a storcere il naso, ricordando che lo schermo illuminato fa male agli occhi, ma badate bene: è lo schermo retroilluminato a fare male agli occhi, non lo schermo illuminato, nello specifico oserei dire sovrailluminato. Cosa significa?
Osservate questa foto:


Lo schermo Kindle non sarà illuminato dal retro, come un monitor LCD, come un tablet, ma ci sarà una luce che da sopra illuminerà le vostre letture, come se steste leggendo con una lampada puntata sul libro. 
Insomma, non dovrebbe essere a discapito della vista anche se tutti sanno che è meglio leggere con la luce..ma se proprio siete dei fanatici, forse questo accessorio fa al caso vostro, però...c'è un però.
Carissimi Italiani, attualmente dal sito italiano di Amazon potete acquistare solo ed esclusivamente il Kindle Fire in due modelli quello da 199 o quello da 159, euro ovviamente. Per il Kindle paperwhite dobbiamo aspettare...e sperare che arrivi. Attualmente lo staff di Amazon non sa quando sarà disponibile nel nostro bel paese: e te pareva! 
Onestamente se Amazon decide di venderlo anche in Italia, penso proprio che potrei farci un pensierino, in caso contrario...lasciatecelo almeno prenotare dall'America, caspita! E scusate l'esclamazione, ma sarà noto a molti che non possiamo acquistare dall'America, dove c'è da dire, i modelli di Kindle in commercio, tra ebook e tablet, sono ben sette contro i nostri quattro in Italia... E' vero che in Italia non abbiamo ancora ben capito cosa sia un tablet, cosa sia un ebook reader e quali siano le differenze tra i due, ma se non ci permettete di acquistarli non lo capiremo mai! Per carità i tablet stanno iniziando a diffondersi, ma gli ebook reader li stiamo ancora guardando come se fossero degli odiosi sottobicchieri, o delle strane lavagnette magnetiche. Mi consola che anche su Amazon UK non esista il paperwhite almeno per il momento. Ma se facessimo una raccolta firme, cittadini di tutta Europa?

Speriamo in bene!
Intanto sul sito di Amazon si leggono le prime lamentele riguardo le NON vendite di questi gioiellini sul mercato europeo, signori Kindle: datevi una mossa, qui hanno già i soldi in mano per comprare l'ebook reader e tutti gli ebook che leggeranno, fidatevi!!


martedì 4 settembre 2012

George R.R. Martin and I

Ebbene sì, compare Martin sul mio blog, ma prima che sia troppo tardi vi avviso, cari lettori: non ho mai letto nulla di Martin.
Ora, osservando la foto subito qui sotto vi farete delle domande, vediamo se riesco a precedervi:
1. Perché fa un post su Martin?
2. Perché ha un libro di Martin?
3. Perché il libro di Martin è sopra quattro libri einaudi?
4. Perché c'è una copia di Vogue di questo mese?
5. Che cosa sta cercando di dirci?


Carissimi giovani che transitate da queste parti: andiamo con ordine e risponderò a tutto.
Mesi fa, quando è uscita alla tele la serie del Trono di Spade, avevo da poco scoperto che esistesse il libro. Convinta di "potercela fare" a leggere i libri prima di vedere la serie ho iniziato l'ardua ricerca in libreria. Dico ardua perché i mesi prima dell'uscita della serie, a Torino i libri di Martin in edizione singola, quindi tutti separati, erano INTROVABILI.
Per lo meno...alla Feltrinelli. 
C'era in compenso la pratica versione "vocabolario della lingua italiana" delle dimensioni del Signore degli Anelli, costo iper conveniente, per carità: ma mi spiegate dove sia la trasportabilità di quel libro? Anche se me lo leggo a casa sul divano...rischio comunque di mandare in cancrena le gambe e le braccia! Certe scelte editoriali non le capisco proprio.
Morale della storia mi rassegno.
Mesi dopo, tornando in libreria trovo questo libro qui fotografato. Due libri insieme Il trono di spade più Il grande inverno che compongono A Game of Thrones, peso medio (ma comunque ingombro significativo, beati ebook!!) 15 euro. Decido di prenderlo, tanto ancora una volta era introvabile il primo libro separato dal resto... 
Che dire..a parte che la copertina è vittima della serie (io volevo l'altra quando ancora i personaggi non avevano un volto in carne ed ossa), non sono ancora riuscita a leggerlo. O meglio...non riesco a dire: lo leggo.
Sono spaventata da quello che verrà...insomma, la serie è iniziata, ci sono un sacco di libri che devo ancora recuperare, ben dodici e l'idea di partire oggi da zero: mi mette ANSIA!
E' vero che non mi corre dietro nessuno, ma io ho letto tutti gli Harry Potter man mano, leggerli a pacchetto concluso...potrebbe sembrare spaventoso! E non sono poi nemmeno così tanti! 
Poi magari quando lo comincerò...resterò folgorata e me lo divorerò, uno dietro l'altro!!!
Ma non so...non so... Forse sbaglio e forse mi sto perdendo davvero una bella storia, voi che dite?
Attendo i vostri consigli!!
Ah, quasi dimenticavo...perché la foto sopra?
Beh, volevo farvi vedere lo spessore rispetto agli altri libri e rispetto a Vogue di Settembre, in qualsiasi caso la rivista pesa di più di questo libro...mamma mia!

A presto!


Vidi: La libreria del buon romanzo di Cossé Laurence

Ieri sera, durante una cibernetica chiacchierata notturna con un'amica, abbiamo iniziato a parlare di libri, di quelli letti, di quelli in uscita e di quelli che sono lì su quel comodino ormai stracolmo, che invece di svuotarsi giorno dopo giorno, si riempie sempre più di volumi, carte e quant'altro. 
La mia amica, Alessandra (che tra parentesi è l'addetta alle recensioni dei libri su ArtInTime) mi ha consigliato di leggere La libreria del buon romanzo di Cossé Laurence.
Onestamente non avevo mai sentito questo libro, nè tantomeno lo scrittore. Forse ho appena fatto una figuraccia madornale, perché magari è l'autore francese più noto nel mondo...ma davvero io non lo conosco.
Così sono andata subito a curiosare la trama e ho subito capito che poteva essere davvero una lettura interessante!

LA TRAMA
Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove si vendessero solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che però scatena una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

Facendo due calcoli, uscirò da questo libro con il comodino ancora più ricolmo di libri...pazienza, vorrà dire che non mi vedrete mai scrivere su facebook: non so cosa leggere!!! Anche se conoscendomi...potrebbe anche succedere!



lunedì 3 settembre 2012

Vidi: Sweet Tooth di Ian McEwan

Alzi la mano chi non ha mai letto nulla di McEwan.
Alzi la mano chi ancora non conosce McEwan.
Alzi la mano chi non ha urlato: GENIALE! dopo aver visto Espiazione.

Adoro McEwan! Scrittore geniale, abile tessitore di trame, arguto, sottile, dotato di una grande abilità creativa. Notizia di questi giorni è l'uscita in Italia del suo nuovo libro Sweet Tooth presso Einaudi. Sul subito mi sono detta: devo prenderlo! Poi ho pensato ai prezzi di Einaudi...e la mia voglia di acquisto si è un po'...spenta. Prezzi a parte, presentiamo l'opera!

TRAMA
Siamo tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta. La Guerra Fredda è terribilmente calda e la rivoluzione sessuale con la sua invasione di minigonne non contribuisce ad abbassare la temperatura. In una Cambridge agitata dai primi fermenti della contestazione, Serena studia matematica ma riversa le sue ambizioni letterarie in un giornale studentesco dove cura una rubrica editoriale. Scrivendo di libri scopre di essere diversa dalla massa dei suoi coetanei, generalmente orientati a sinistra: recensisce entusiasta Solzenicyn, Milosz, Koestler e tutti gli altri autori che, direttamente o indirettamente, criticano o soffrono la censura del blocco sovietico. Nel frattempo intreccia una relazione con un professore di storia, Tony Canning, cinquantenne, sposato, che fin dai tempi della guerra aveva collaborato con i Servizi inglesi. Insomma: una spia. Sarà lui a introdurre Serena all'interno dell'MI5, il controspionaggio inglese. E cosa c'è di più eccitante per una ragazza romantica, sognatrice e un po' ingenua che giocare alla spia? Alcuni mesi dopo, a Serena viene affidato un incarico: gestire il finanziamento da parte dei Servizi, attraverso una Fondazione di facciata, di alcuni scrittori, giornalisti, intellettuali "non allineati" all'ideologia egemone ­ socialista, filocomunista o filosovietica ­ dell'intellettualità britannica. Non si tratta di intervenire su ciò che scrivono ma di "facilitargli la vita", sovvenzionandoli, di modo che possano scrivere e pubblicare i loro testi. 

Mi dispiace che ancora non sia possibile vedere un'anteprima della copertina italiana del libro, per ora ci accontentiamo di quella inglese, ma restate sintonizzati! Appena verrà ufficializzata, cercherò di pubblicarla.

domenica 2 settembre 2012

La ricamatrice di segreti di Kate Alcot: Recensione!

La ricamatrice di segreti di Kate Alcot è sulla mia libreria da un po', avevo iniziato questo libro, poi l'avevo accantonato e ho puntato su altro, sono finalmente riuscita a riprenderlo in mano e a terminarlo.
Forse avevo avuto un blocco psicologico per la questione del "Titanic", mi spiego: all'inizio ero felicissima di leggere un libro che fosse ambientato sul Titanic, poi mi sono un po' distaccata perché, ammettiamolo, ne sono usciti a bizzeffe, tutte le case editrici hanno pubblicato o ripubblicato romanzi che trattassero questa triste vicenda. A parte la parentesi: è giusto o meno speculare su una tragedia, che può diventare fonte di un dibattito interminabile, tutto sommato questo libro non mi è dispiaciuto (a parte il finale...che beh, si sapeva!).
Si tratta del primo romanzo di Kate Alcot (e del primo romanzo pubblicato dalla Tre 60, ma a questo dedicherò un piccolo spazio a fine post) e come esordio non è niente male, la scrittrice partendo dalla vicenda storica del Titanic riesce a romanzare e a ricreare le vicende inserendo a fianco di personaggi realmente esistiti, personaggi di pura fantasia, creando così una storia piacevole e scorrevole attraverso le narrazioni di diversi personaggi, scandite cronologicamente dalle date poste all'inizio di ogni capitolo. 
Protagonista dell'intera vicenda è Tess, domestica, che decide di cambiare vita imbarcandosi sul Titanic per diventare sarta, rammendatrice. Questa nave rappresenterà per lei proprio quel salto di qualità perché riesce a farsi assumere come cameriera personale della celebre e lunatica stilista Lady Lucille Duff Gordon e questo le aprirà i "piani alti" della prima classe.
Ovviamente non manca l'amore, rappresentato da due gentiluomini (passatemi il termine demodè, ma qui ci sta) Jim Bonney, un mozzo e il ricco Jack Brementon (non quel Jack!).
La vicenda poi subisce un brusco cambiamento quando affonda il Titanic e i sopravvissuti, una volta raggiunta New York, devono prima di tutto ricostruirsi una vita, come avviene a Tess e poi parteciperanno a tutti i processi del caso che vedono protagonisti soprattutto i coniugi Gordon, sì, la stilista e il marito, accusati di aver pagato l'equipaggio per salvarsi. A quanto sembra infatti sulla loro scialuppa erano presenti solo dodici persone invece di averne un numero pari a quaranta o cinquanta, come tutte le altre. Per la ricostruzione storica si sa che la scrittrice si è documentata bene sulle reali vicende del Titanic, non solo l'incidente, ma anche i processi successivi, come spiega nella nota a fondo libro. 

Riguardo la Tre60, nuova casa editrice del gruppo Mauri Spagnol, che dire: ufficio stampa gentilissimo e disponibile e i libri, beh cartonati con sovracopertina a 9,90 euro l'uno...un prezzo ottimo per il periodo della crisi! Anche per combattere un po' il mercato degli ebook che non piacciono proprio a tutti!

VOTO



La ragazza di Charlotte Street: Recensione!

Quando ho visto che sarebbe uscito in libreria questo libro mi sono detta: devo assolutamente leggerlo! Avevo moltissime aspettative nei confronti di La ragazza di Charlotte Street:
- è ambientato a Londra
- dicono che Danny Wallace ricordi lo stile di David Nicholls
- Danny Wallace ha scritto la sceneggiatura di Yes Man, che per quanto non sia il film più figo degli ultimi anni è sicuramente un buon prodotto
- Danny Wallace lavora in tv
- è un esordio letterario
- la storia parlava di foto
- avevo voglia di una storia che facesse sorridere, una buona storia
Ho avuto la fortuna di trovarlo ad un prezzo super scontato su libraccio.it, come vi avevo raccontato QUI, e dopo aver terminato di leggere La Zona Morta di Stephen King, mi sono subito fiondata a divorarlo.
Che dire: mi è davvero piaciuto molto!
Insomma, la storia all'inizio può sembrare banale: ci troviamo di fronte al solito personaggio che viene lasciato dalla ragazza che ovviamente ha già trovato un ottimo sostituto, migliore del nostro protagonista che, oltre ad essere tornato single, ha avuto addirittura la brillante idea di abbandonare l'insegnamento per dedicarsi al giornalismo. Fino a qui gli ingredienti sono i soliti, ottimamente gestiti da Danny Wallace che riesce ad inserire quel quid in mezzo a tutto questo che costringe il lettore ad incollarsi al libro. Il nostro protagonista, che è bene direi chiamare con il suo nome: Jason, una sera su Charlotte Street aiuta una signorina sconosciuta a salire sul taxi. La ragazza è stracarica di sacchetti e durante l'operazione dimentica una macchina fotografica usa e getta nelle mani di Jason. Grazie a questo espediente inizia la vera storia di Jason che da ex in tutte le cose che ha fatto fino ad ora, ricomincia a prendere in mano la sua vita alla ricerca della ragazza di Charlotte Street. Incoraggiato dall'amico coinquilino Dev inizierà a sviluppare le foto della macchina fotografica così tremendamente demodè e deciderà di dare un nome a questa giovane e affascinante donna, soprattutto perché nelle varie foto compare anche Jason, sullo sfondo certo, ma c'è anche lui e...quanto è strano trovarsi nelle foto di altre persone completamente sconosciute? 

La storia poi, è quasi scontato, ma lo dico, evolve in mille sfumature (grazie al cielo non di grigio, come va di moda di questi tempi...), con ex partorienti e in procinto di sposarsi che ritornano, impegni più o meno legati al lavoro, gite fuori porta...il tutto servito in tavola con la giusta dose di humor e simpatia che rende il protagonista Jason ancora più reale e sicuramente adorabile agli occhi del lettore. Jason non è un play boy, tutt'altro! E' forse l'anti Mr Grey, Jason è un moderno pasticcione, insicuro, un po' sognatore, con la sua buona dose di rimpianti e particolarmente incline a fare figuracce, insomma una persona normale, ma mai banale. 
Che dire, un libro affascinante, da leggere assolutamente, da regalare alle amiche, agli amici, a chi magari ha bisogno di leggere una storia carina, divertente, piacevole. Un libro che segue effettivamente la falsa riga di David Nicholls, proprio per questo motivo mi auguro di leggere presto un nuovo libro di Danny Wallace.




VOTO



La zona morta di Stephen King: recensione!

La zona morta di Stephen King, è stato citato in un post come lettura on the road del mese scorso, è stato davvero una piacevole scoperta. L'ho già detto, ma ci tengo a ripeterlo e non mi vergogno a dirlo, non avevo mai letto nulla di Stephen King, avevo visto diversi film tratti dai suoi libri, ma mai mi era capitato di leggere un suo romanzo. Ad essere sincera qualche anno fa avevo iniziato a leggere Gli occhi del drago, poi l'ho abbandonato, ma non perché non mi piacesse...semplicemente non ero in vena.

Mi sono imbattuta in questo libro dopo la gita al libraccio di Torino insieme alla mia amica Ida e sono davvero contenta di averlo acquistato. Inizio subito con il dire che non è un libro recente, anzi è del 1979, la storia stessa è datata perché è legata alle elezioni presidenziali del 1978 (se non sbaglio), eppure...è davvero un libro da leggere.
Lo stile di Stephen King è meraviglioso, la sua scrittura rapisce il lettore e lo trasporta nelle vicende che crea, che intreccia, con personaggi mai scontati, con piccole scene che a volte sembrano campate in aria, ma poi pochi capitoli dopo scopri che quello che ti aveva detto cento pagine prima è la chiave dell'enigma, e quel personaggio che sembrava un santo è in realtà il più grande serial killer della storia.
La zona morta racconta la storia di Johnny Smith, un uomo che in seguito ad un brutto incidente, dopo essere rimasto in coma per diversi anni, quando si risveglia non si ritrova solo a dover fare i conti con il mondo che è andato avanti mentre lui dormiva, ma la sua psiche, il suo cervello ha subito dei danni che non sono propriamente comuni. Egli riesce a predire le cose, vede situazioni che gli altri non possono vedere, scruta nelle vite della gente semplicemente dopo un semplice contatto. Se fino a qui la storia sembra essere un'emerita cavolata, perché so che qualcuno potrebbe pensarla così, vi assicuro che non siamo davanti a uno di quei libri che vogliono elogiare i santoni, tutt'altro. Il dono di Johnny è fondamentalmente un'ascia a doppio taglio, qualcosa che distrugge invece di arricchirlo di potere, lui non vorrebbe avere la fortuna di vedere oltre, vorrebbe essere una persona normale...ma soprattutto come potrebbe utilizzare bene questo, chiamiamolo così, potere?
Ecco che la vita di una persona normale, la storia con la "s" minuscola si intreccia con la Storia (con la S maiuscola) dell'America della fine degli anni 70, le elezioni sono in corso e si sa che la campagna elettorale americana è on the road e porta i candidati in giro per gli stati per farsi conoscere. La gente ovviamente propende verso chi sembra promettere cose più favorevoli, ma non sempre i politici predicano e razzolano allo stesso modo, anzi!
Johnny insomma da insegnante di una scuola diventerà prima di tutto una specie di profeta e poi dopo essersi sottratto a questa vita come deciderà di vivere?
Ammetto di non essermi addentrata troppo nei particolari, ma vorrei evitare gli spoiler, ne faccio solo uno piccolo, piccolo: onestamente pensavo che la vicenda si concludesse dopo la prima missione di Johnny, quindi una volta individuato l'omicida, in realtà a quel punto il meglio deve ancora venire. Credo che questa sia la palese dimostrazione che Stephen King sia un genio, uno scrittore da ammirare e da studiare! Infatti ho già recuperato Misery da leggere e poi il suo celebre On Writing che è un libro/manuale che racconta un po' il suo rapporto con la scrittura, magari ve lo recensirò!
Carissimo Stephen, che ti piaccia o no...hai una nuova fan

VOTO


Gli eroi delle Paralimpiadi

Qualche settimana fa eravamo tutti in preda al fascino Olimpico, contavamo gli ori, controllavamo il medagliere ogni sera per vedere quale nazione si era aggiudicata più medaglie, ascoltavamo i gossip, le interviste post gara degli atleti, le sciocchezze di certe prime donne. Da qualche giorno sono cominciate le Paralimpiadi e tutto tace. Nessuna televisione dedica spazio alle gare, nessuno si ricorda di questi atleti e della loro doppia fatica nel raggiungere quel traguardo. Per loro più che mai essere all'olimpiade, rappresentare il proprio paese è un traguardo, ogni giorno per loro è una sfida, vederli gareggiare fa venire la pelle d'oca perché loro credono pienamente in quello che stanno facendo, non generano pettegolezzi, voci di corridoio, loro vivono per lo sport, quello vero! Scendono in pista, in piscina, sul campo e gareggiano nonostante tutto, nonostante tutti.
Paolo Villaggio ha dichiarato che le Paralimpiadi sono uno spettacolo triste. Mi dispiace dirlo, ma di triste c'è solo la sua affermazione. Deve ringraziare il cielo ogni giorno di non essersi mai trovato a dover convivere con qualche handicap fisico! 
Credo che nessuno possa sapere quello che si provi fino a quando non si entra in contatto con queste cose. Ho conosciuto nella mia vita diverse persone disabili, la cosa che mi ha stupito maggiormente, e che rivedo in questi atleti, è il loro sorriso. 
Loro sorridono. 
Noi siamo dei musoni, non riusciamo a vedere il bello delle cose, non ci rendiamo conto di quanto sia meraviglioso poter vedere le cose illuminate dalla luce del sole, poter vedere il cielo che si fa nuvoloso prima di piovere, poter scendere dal letto con le nostre gambe, poter far da solo ogni cosa. Loro hanno bisogno di qualcuno che sia per loro occhi, gambe, braccia, orecchie....
Penso che le Paralimpiadi ci debbano sensibilizzare, debbano aiutarci a guardare con il cuore, a capire la forza, il coraggio di queste persone e di ugelli che gli stanno accanto, perché i disabili non sono qualcosa di cui aver paura o da nascondere, sono maestri di vita! Loro hanno il coraggio di sorridere nonostante tutto e nonostante tutti. Penso che rideranno alle affermazioni di Paolo Villaggio, parole al vento, che lasciano il tempo che trovano ma che ahimè rispecchiano il pensiero di molti. Non credo di per cambiare il pensiero di queste persone, ma chiedo a loro solo un istante di provare a immedesimarsi in uno di questi ragazzi, provare ad immaginare, anche se so che è impossibile, almeno un briciolo di quello che vivono nel quotidiano...e poi ditemi seriamente se questi non sono EROI.

venerdì 31 agosto 2012

Due anni con voi!

Bene, il mio blog ieri, 30 agosto 2012,  ha compiuto ben due anni...e io sinceramente stavo quasi per dimenticarmi l'evento! Poi oggi mi sono detta: ma forse in questi giorni ricorre la nascita del mio blog! Dopo aver verificato la data di pubblicazione del primo post (sì, io conto quella come data di compleanno) mi sono accorta di avere soltanto un giorno di ritardo...poco male! 

Allora, TANTI AUGURI LIFE IN TECHNICOLOR!!
Mi sembra ieri quando ho cominciato! Ai tempi ero una persona seria...ora qualche piccolo svarione (passatemi il termine) l'ho avuto, però tutto sommato è cresciuto anche il numero degli iscritti, quindi non dovrei aver fatto troppi danni!!! 

Sperando di riuscire a portare avanti questo progetto ancora per un po', vi avviso che a settembre ricominceranno le tipiche recensioni, le riflessioni...insomma, bollono un po' di cose in pentola, dovete solo restare sintonizzati e prepararvi a leggere!
Non ho letto moltissimi libri in questo mese, ma qualcuno sì, e presto ve ne parlerò...abbiate pazienza e arriva tutto!

A presto cari lettori e grazie ancora per la fiducia!


lunedì 27 agosto 2012

Ebook reader: parliamone!

Scommetto che molti di voi dopo che hanno letto il titolo si saranno guardati bene dal proseguire, ritenendo l'ebook il fratellastro brutto e cattivo dei cari e adorati libri cartacei. Lo è, non lo è, il dibattito è più aperto che mai! Sta di fatto che il mercato degli ebook è in grandissima espansione e vuoi per lo spazio, vuoi per la praticità, vuoi per il versante economico, sento di esserne stata contagiata.

Attualmente gli ebook li leggo da Ipad, quindi da uno schermo led. Per quanto all'inizio fossi compiaciuta dei miei occhi che non si stancavano, ora come ora mi sto rendendo conto dei primi sintomi di affaticamento che nella lettura su carta avvengono dopo molte ore. Confessiamolo: nonostante sia possibile regolare l'illuminazione, leggere dal tablet è alquanto stancante. Dal momento che non voglio diventare cieca, cerco di evitare il più possibile di leggere gli ebook in questo modo, ma spesso mi risulta impossibile. Che fare quindi? 

Da un po' di tempo a questa parte sto cercando di capire quanto sia conveniente acquistare un ebook reader ufficiale. Premessa, prima che qualcuno inizi ad additarmi strillando "Strega" e mandandomi sul banco degli imputati accusata di aver snobbato il libro cartaceo. I libri cartacei continuo a comprarli, ci mancherebbe! Solo che...di alcuni mi piace avere la copia bella, seria, da libreria e da mostrare, mentre di altri...mi basta l'ebook. 
Gli ereaders presenti in commercio sono diversi Kindle, Nook, Ibs, Sony ne propongono svariati modelli con caratteristiche fondamentalmente simili tranne per piccoli sfizi relativi, utili o meno in base all'uso che se ne fa e al proprio portafogli.
Parlando con alcuni amici si diceva che attualmente il migliore per qualità prezzo è il Kindle, proposto dal colosso Amazon, ho avuto la fortuna di sbirciarlo, ma non toccarlo, da una signora sulla navetta dell'aeroporto e vi dirò, mi sembra meglio del previsto. Certo se avessi potuto smanettarci un po' vi direi anche come siano le sue prestazioni, ma purtroppo non potevo. Fortunatamente esistono molte recensioni su youtube che permettono di capire come sono questi ereaders e che dire: sono confusa! 
Non è un acquisto che voglio fare a breve, per carità, ma ci sto pensando per il futuro...perché mi sa che prima o poi mi tocca, poi con tutto quello che leggo...prima o poi incapperò nel mondo del libro digitale.
Voi avete consigli da darmi?
Avete un ebook reader?
Fatemi sapere cosa ne pensate, attendo tanti commenti e consigli!
Alla prossima!


Scene Olimpiche

Di quest'Olimpiade non voglio dimenticare:

Kenneth Branagh che recita Shakespeare
La Rowling che legge Peter Pan
James Bond che va a prendere la Regina Elisabetta, quella vera!
La Vezzali che lotta fino all'ultimo per il suo bronzo
Il podio azzurro della scherma
La nostra squadra maschile di tiro con l'arco che confrontata agli Americani palestrati e abbronzati sembrava scappata dal circolo della bocciofila
La nuotatrice cinese che negli ultimi 50m nuota più veloce dei colleghi maschi
La Pellegrini che si ritira che poi non si ritira che poi si qualifica che poi...non vince
Michelle Obama che sostiene la squadra di basket
I Giapponesi che fanno ricorso per la loro squadra di ginnastica e soffiano l'argento alla Gran Bretagna
L'intervista di Magnini dopo aver perso i 100m
Le lacrime della ginnasta russa
Le lacrime di gioia delle ginnaste americane
La tutina del Coreano che nella finale per il bronzo contro Baldini non faceva contatto
Phelps e le sue innumerevoli e meritatissime medaglie
Il tifo del pubblico inglese durante il canottaggio
L'oro dello slalom su canoa
Il bronzo di canottaggio a due
I make-up delle ginnaste
Le unghie con la bandiera italiana delle ragazze del Beach Volley
Valentina Vezzali che bacia la pedana dopo aver vinto l'oro nel fioretto femminile a squadre
L'oro delle italiane del fioretto femminile a squadre
Il badminton che io ho sempre chiamato tennis con il piumino, ma che ora chiamerò sempre badminton non solo perché è il suo nome, ma perché fa molto stile!!
L'oro degli italiani del fioretto maschile a squadre
Il bronzo della spada
Iosefa Idem che nonostante non sia più ventenne si qualifica e arriva quinta.
Usain Bolt, il nuovo superman!
Il dressage e gli elegantissimi fantini
Le gare di atletica
Le esclusioni per doping
Le lacrime di gioia o di dolore sui volti degli atleti
La bellezza di Londra
...e molto altro ancora.

Credo che l'Olimpiade Londinese abbia avuto un grandissimo successo. Gli Inglesi hanno dimostrato di saperci fare e di essere dei bravi organizzatori. Ora il testimone passa a Rio, in bocca al lupo! 

Vidi: Finché le stelle saranno in cielo di Kristin Harmel

Agosto volge al termine e settembre si avvicina, se la vostra lista dei libri da leggere durante l'estate si sta esaurendo, allora iniziate a preparare quella dei libri per l'autunno e l'inverno, ma occhio che l'estate non è ancora finita e nelle librerie sta arrivando qualcosa di interessante.
Presso Garzanti il 30 agosto uscirà Finché le stelle saranno in cielodi Kristin Harmel, libro molto interessante, che mi piacerebbe leggere vista anche la mia recente visita ai campi di Auschwitz e Birkenau in Polonia. 

TRAMA
Da sempre Rose, nell'attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. È quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno la sua amatissima nipote Hope. Ma adesso, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce al suo ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa. 

Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod.
Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l'Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo.
Sarà proprio lo sguardo curioso e appassionato della giovane Hope a svelarne il segreto fatto d'amore, di vite spezzate e soprattutto – come indica anche il suo stesso nome – di speranza. E a rivelare anche al lettore un segreto ancora più misterioso, una luce inattesa negli anni bui dell'Olocausto, un evento tanto storicamente accertato quanto poco conosciuto, che tuttavia ha salvato dall'orrore le vite di molte persone.

giovedì 2 agosto 2012

Vidi: I libri ti cambiano la vita

Sul sito di Repubblica ho trovato, giusto qualche minuto fa, questo interessantissimo articolo (CLICCA) che racconta di come Romano Montroni abbia deciso di radunare un'equipe di scrittori al fine di invogliare gli Italiani a leggere, o comunque sia ad insegnargli perché è così importante leggere.
Se siete capitati su Life in Technicolor probabilmente tutti voi avrete una risposta a questa domanda, ognuno di voi avrà un suo motivo per leggere e soprattutto saprete ritagliarvi quella mezz'oretta o oretta al giorno da dedicare completamente alla lettura.
Molti fuggono dai libri perché troppo presi da altro, perché non hanno tempo da dedicare alla lettura, eppure leggere è importante, leggere cambia davvero la vita. Questo libro mi incuriosisce molto perché è sempre bello vedere come gli scrittori si approcciano alla lettura, prima di essere scrittori si è sempre, in qualsiasi caso lettori e quelli che questo libro vuole raccogliere sono i libri che hanno cambiato la vita a questa rosa di scrittori scelti.
Ne varrà la pena?
Spero di riuscire a leggerlo prima o poi, credo sia anche un regalo carino per qualche vostro amico lettore compulsivo e non. Mi sento di raccomandarlo a prescindere visto che parte da obiettivi nobili e, come leggerete dall'articolo di Repubblica, anche gli scrittori intervistati non sono proprio gli ultimi arrivati in materia!

TRAMA
La letteratura è una lanterna magica, un caleidoscopio di segni e di sogni: i più si dissolvono immediatamente; altri vivono una breve esistenza fatalmente destinata all'oblio; altri ancora, pochissimi, vivono per sempre. Questo libro ne è un'appassionata testimonianza. Oltre cento autori - scrittori, giornalisti, gente di spettacolo - raccontano in queste pagine l'incontro con un libro che in un certo momento della loro vita ha segnato un punto di non ritorno. Tutti, come dice il curatore Romano Montroni, un uomo che dei libri ha fatto una delle ragioni di vita, si sono messi in gioco, "con generosità hanno accettato di condividere emozioni, sensazioni e pensieri nati dalla lettura". Ci sono quasi tutti, i giganti: Omero, Dante, Cervantes, Manzoni, Dostoevskij, Tolstoj, Proust, Kafka. Ma ci sono altri nomi spesso sorprendenti, solo in apparenza figli di un dio minore, che hanno scandito in modo indelebile i giorni e le ore di molti lettori. E se poi, come in questo caso, parlare di un libro significa anche contribuire alla ricostruzione di un santuario della lettura profanato dagli elementi come la Biblioteca Comunale di Aulla, allora forse è vero che i libri possono cambiare non solo la vita ma anche un po' il mondo.

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