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sabato 23 giugno 2012

Emma Travet: aperitiviamo?

Come voi tutti saprete ho avuto la fortuna di conoscere l'autrice di Voglio scrivere per Vanity Fair: Emma Travet al secolo Erica Vagliengo, molte di voi mi hanno chiesto come recuperare il libro e ora posso annunciarvi che: è ufficialmente uscito in ebook!!!
E questa non è l'unica novità in casa Travet! 
Sono lieta di annunciare che:
da qualche mese Erica ha intrapreso una collaborazione con una giovane fotografa torinese Cristina Giuliano (kristinagi), eccovi il link alla pagina con le foto scattate a Erica: CLICCA!
Inoltre EmmaT è tra i sostenitori di Doubleswing, la web fiction tutta italiana che sta per conquistare il cuore degli appassionati di fiction e non solo, di cui potete trovare ulteriori informazioni qui (CLICCA!) e...
...proseguiamo poi con un INVITO! Il 3 luglio infatti Emma sarà in piazza Carignano dalle 19.30 alle 21.30 per un aperitivo in rosa!!

Eccovi qui sotto il comunicato stampa e altre varie informazioni sull'autrice e sul libro, vi ricordo anche che sta per uscire il seguito!! 


Emma Travet:
in attesa del seguito, proseguono su internet e nel mondo reale,
le avventure della precaria sì, ma con stile.
 
mart. 3 luglio
h 19.30-21.30
 P.zza Carignano_TORINO
APERITIVO IN… ROSA:
 EMMA TRAVET e CINZIA RAVALLESE
 
Dialogono con le autrici:
Antonella Mariotti (La Stampa) , Gabriella Bardaro (Promotrice di eventi culturali)
e i giornalisti della redazione de “Gli Amanti dei Libri”.

 



prox fermata:


P.S. E da poco, trovate il romanzo anche in formato ebook!



COMUNICATO STAMPA
.

Ve la ricordate? Sì, è sempre lei, Emma T (dove la T. sta per Travet, cognome piemontese assai comune, niente a che vedere con Emma Thompson), nata nel 2007 prima su myspace, poi sul blog di style.it per approdare, in carta e ossa nel romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair”, pubblicato nel 2009. All’epoca aveva ventisei anni, abitava in Italia, nella ridente cittadina, una città di provincia toccata dalla crisi dell’auto, vicino a Torino, dov’è nato uno dei primi locali gay d’Europa. Di lavoro faceva la giornalista pubblicista, quasi giornalmente sfruttata dal suo capo, Mr Vintage (“non perché sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero”). Alzarsi al mattino e rinchiudersi tutti i giorni (sabato mattina compreso) in una redazione locale non era il massimo. Sarebbe stato meglio scrivere per Vanity Fair, al quale inviava, un curriculum a settimana. Nel frattempo continuava a scrivere su “La Voce del Monviso” e sul magazine per i giovani della zona “NEW MAG”.

Sono trascorsi due anni, tanto è cambiato nel mondo, ma per Emmat la situazione è rimasta pressoché uguale, se non fosse che si è avvicinata ai fatidici 30, e quindi altri pensieri affollano la sua testa. Sognatrice ma con i piedi per terra qb (quanto basta), si barcamena nella vita di tutti i giorni con una buona dose di ironia e di inventiva, tra marito ormai consolidato, famiglia, amiche e amici di vecchia data e lavoro ultra-flessibile.

E mentre sforna articoli su fiere paesane e interviste a semi-sconosciuti, continua a rincorrere il grande sogno: scrivere per Vanity Fair. O perlomeno, varcare la soglia dell’ufficio del direttore per fargli sapere che lei esiste, così come la marmellata di fragole e rabarbaro, di Nonna Olga Dionigia- (di cui lui è ghiotto).
In attesa del seguito, prosegue sul web e nella vita reale, la storia di una ragazza normale, come ce ne sono tante, che tra esilaranti avventure e disavventure, con spirito di iniziativa e inguaribile ottimismo, segue le sue aspirazioni. Uno stile fresco e dinamico, quasi un diario in presa diretta, o una sceneggiatura, con immagini e situazioni tratte dalla vita di tutti i giorni, viste attraverso gli occhi di chi si definisce “precaria, sì, ma con stile”.

Hanno detto di lei

sui giornali:

“Una piccola storia consigliata al ministro Brunetta, per rivedere la sua teoria sui bamboccioni” SILVIA NUCINI- Vanity Fair

“Tra sofferenza e ironia, ecco i consigli per chi vuole sfondare” SARA STRIPPOLI- La Repubblica

“ Emma Travet, che è uno pseudonimo nonché una dichiarazione d'intenti, è un progetto complesso. Un esempio di creatività «glocal» ai tempi di internet e della generazione mille euro. Emma, che si chiama Erica Vagliengo, 33 anni, caparbio segno del Capricorno, incarna perfettamente il prototipo del lavoratore d'inizio Duemila, precario per scelta di libertà, non solo per contingenza” ALESSANDRA COMAZZI- La Stampa
sul web:

Le fan di Emma T sono ragazze di tutte le età, dalla studentessa delle medie alla coetanea di nonna Olga Dionigia. La storia, i personaggi, i temi trattati sono tali da coinvolgere, divertire, interessare un target molto ampio che è già in attesa di una seconda puntata delle gesta normal-vintage-chic di questa eroina.contemporanea.
 Attraverso facebook, un gran numero di lettrici continua a restare in contatto con Emma Travet: dal virtuale dei social network alla realtà dei media e ritorno.
 Con "Voglio scrivere per Vanity Fair" la lettura diventa un fenomeno interattivo. Si può leggere un'intervista sulla carta stampata e il giorno stesso acquistare il libro per poi la sera parlarne online con l'autrice.
Emma Travet esce dalle pagine, in cui riesce a stento a trattenere la sua verve, e si rivela molto più concreta di tanti personaggi "veri" del piccolo schermo.
Com'è nato il progetto emmat? L’autrice è stata 2 anni e mezzo su internet prima di trovare l'editore giusto per la pubblicazione (la Memori di Roma). Il libro è uscito a fine novembre 2009, ma continua a vivere grazie al costante aggiornamento delle avventure di Emma Travet e della sua autrice , caricate settimanalmente su facebook,  friendfeed, sul blog e sul sito www.emmatravet.it.  

L’autrice:
Erica Vagliengo (Pinerolo,1977).
Giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine, collabora anche con Oggi7 (il settimanale di Americaoggi www.americaoggi.info), marieclaire.it, excelsiormilano.com, donnareporter.com, notenews.it.
Adora lasciare tracce su internet, prendere appunti sul Moleskine, la torta Zurigo, il panettone Galup, collezionare borsette (meglio se trovate nei mercatini delle pulci), l'arte contemporanea, abiti e accessori second hand, New York, il caffè macchiato (rigorosamente italiano).

Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf. Ora che è diventata grande ha scritto un romanzo "Voglio scrivere per Vanity Fair" (ed.Memori) con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna presto di regalarsi una Pekaboo color ginger.

Ha lanciato, nel 2007, su internet il progetto emmat: innovativo esempio di self marketing legato al romanzo, che ha come protagonista la sua alter ego ed è supportato da una serie di partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv. Senza dimenticare l'originale progetto grafico e di merchandising ispirato agli accessori che la protagonista cerca, acquista, e indossa, facendoli diventare parte attiva delle sue avventure: un’intera collezione di spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi, venduti, in passato, direttamente sul web. Gli adesivi (o sticker) di Emma Travet, invece, sono stati fotografati dai suoi fan nei luoghi più impensati del pianeta per poi essere pubblicati periodicamente su facebook. Il romanzo è anche stato pubblicato, nella versione digitale, nella libreria del sito www.starbooks.it.

In attesa del secondo romanzo, al quale sta lavorando la sua autrice, le avventure di Madamin Travet proseguono sul blog emmatvanity.style.it diventato ormai un seguitissimo fenomeno sul web (e non solo) E, novità, è stata pubblicata, la versione in american-english del romanzo (tradotto da Rossella Frigerio) su AMAZON.COM.


Erica inoltre scrive su: 


Ultimissima novità il nuovo Sticker by Gioia Corazza!!
Spero possiate colmare l'attesa del sequel di questo meraviglioso e divertentissimo romanzo con tutte queste belle iniziative!



mercoledì 13 giugno 2012

A Midsummer Nights Read

Eccovi, come promesso da facebook, il post sui libri consigliati per l'estate 2012!
Dopo un po' di tempo tornano sul mio blog le LISTE!
Iniziamo attingendo un po' alle letture degli ultimi mesi...e a quello che ho parcheggiato sul comodino virtuale e che quindi vi consiglio a scatola chiusa, se permettete. Se ho già letto oppure ho parlato del libro, trovate i link di lato al titolo. 
Vi avviso che la pagina sarà in continuo aggiornamento, la lista qui sotto è parziale e molto probabilmente verrà estesa nei prossimi giorni! Scegliere che libri consigliarvi implica sempre uno scarto di alcuni a favore di altri...

- Le domande di Brian di David Nicholls *TRAMA da Wikipedia*  *RECENSIONE*
- Il sostituto di David Nicolls *TRAMA*  *RECENSIONE*
- La trilogia delle Gemme di Kerstin Gier *TRAMA*  *RECENSIONE di Red*
- Un anello da Tiffany di Lauren Weisberger *TRAMA*
- Per l'amore basta un click di Rowell Rainbow *TRAMA*
- L'incontro di Michela Murgia *TRAMA*
- L'estate senza uomini di Siri Hustvedt *TRAMA*
- Romanzo rosa di Stefania Bertola *TRAMA da Einaudi Editore* 
- Dark Shadows di Lara Parker *TRAMA*
- Agosto ottobre di Andres Barba *TRAMA*
- Voglio scrivere per Vanity Fair di Emma Travet *RECENSIONE*
- Multiversum di Leonardo Patrignani *TRAMA dal sito dell'autore*
- Muses di Francesco Falconi *TRAMA*

Non posso poi non citare il libro cult-scandalo-più desiderato del momento: Cinquanta sfumature di grigio di E. L. James ed Mondadori, onestamente non so se lo leggerò. Per ora ho dato un occhio all'anteprima  che ho scaricato ieri sera dallo store dei libri di Apple, nei primi due capitoli e mezzo non succede nulla di piccante, quindi non ho abbastanza materiale per dirvi quanto sia o meno esplicito, dettagliato eccetera. Di fatto è un caso editoriale che mi ha fatto ripensare a Cento colpi di spazzola che io onestamente mi sono rifiutata di leggere, non tanto per i fatti narrati ma per l'eccessiva campagna mediatica che lo ha lanciato.
A parte i fatti narrati, che sicuramente potrebbero attribuire a questo libro l'etichetta Harmony, devo dire che la scrittrice ha una scrittura poco adatta al mondo letterario, ma si sa ormai pubblicano tutti. Niente di eccelso o che cambierà radicalmente la storia dello stile narrativo, è sicuramente un romanzo da ombrellone.


Romanzi più impegnati ma da leggere entro fine anno!
- Il giardino dei Finzi-contini di Giorgio Bassani
Quest'anno ricorrono i 50 anni dalla sua uscita, non è forse un libro semplice o di evasione. La Storia si intreccia con le storie dei giovani protagonisti, incidendo fortemente su amicizie, studi e poi sulla vita e la morte. Forse non è un libro propriamente estivo, nel senso che uno magari non va al mare a leggersi Il giardino dei Finzi-contini, ma personalmente amo moltissimo questa storia, adoro come Bassani ha costruito e reso il personaggio di Micol.

- Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
Un classico senza tempo che quest'anno ritornerà sul grande schermo ad opera di Baz Luhrman, a dire il vero in Italia arriverà l'anno prossimo.
E' un libro stupendo, una storia d'amore indimenticabile e meravigliosa. Uno stile impeccabile e come dimenticare l'evocazione di Gatsby che è nominato da tutti, ma il protagonista non ha il piacere di conoscerlo fino a quasi metà libro.

Solitamente poi d'estate leggo sempre il vincitore del premio Strega o comunque sia uno dei libri della cinquina finale. Parentesi, non che io legga solo i primi cinque, ma solitamente attingo da quelli per le mie letture estive. Avevo parlato dei dodici finalisti di quest'anno QUI!

E voi cosa leggerete sotto l'ombrellone?
Avete già stilato la vostra lista personale?



domenica 22 aprile 2012

Emma Travet: the meeting!

Mercoledì 18 aprile ho avuto la fortuna di conoscere finalmente dal vivo Emma Travet, alias Erica Vagliengo, autrice di Voglio scrivere per Vanity Fair. L'evento è stato organizzato presso e dal Circolo dei lettori, punto culturale di Torino che personalmente amo non solo per la sua ragione di vita, ma anche per la bellezza di ogni sala che lo costituisce. Appena arrivata al Circolo avevo una missione: presentarmi a Erica, visto che la stessa mi aveva comunicato più volte su facebook che se avessi deciso di partecipare all'incontro mia sarei dovuta far conoscere. 
Varcare il portone di Palazzo Granieri della Rocca ti fa sentire intelligente, nel senso che non stai entrando in uno dei soliti posti mondani, già dal red carpet che si stende oltre il portone si capisce che lì dentro succede qualcosa di strano, di diverso.
La tua seconda prova di intelligenza la mostri quando digiti il codice sul campanello, codice che è inciso sull'apposita targhetta di ottone, ma il solo fatto di pigiare una sequenza di tasti in un palazzo di quel genere ti fa sentire più figo di James Bond e di tutti gli agenti speciali del mondo.
Una volta varcata la porta di legno e vetro ecco che compare davanti ai tuoi occhi: la meravigliosa scala, anche quella ricoperta da un fantastico tappeto rosso, e un gradino dopo l'altro si arriva finalmente alla sede del circolo al primo piano e da lì in avanti, non ce n'è per nessuno. Insomma dopo aver avuto tutta questa serie di sensazioni, che credetemi si ripete ogni volta che io vado al Circolo, sono arrivata nell'atrio e, dopo i consueti bagni di folla over 70, che ti fanno capire quanto sia bello essere in pensione, ecco che sulle sedie verde acido del bar vedo seduta Erica. Avevo visto le sue foto dalle varie interviste sul web, ma si sa che spesso non è così semplice associare un'immagine 2D a una in 3D.
Mi sono avvicinata e dopo un mio timido Ciao, Erica mi ha subito riconosciuta, che mito! E da lì mi ha invitato a sedermi al tavolino con la sua, chiamiamola, cricca di amici e fotografi, poi dopo pochi minuti ci ha regalato un fantastico tartufo della Galup. E beh, chi regala Tartufi , secondo la mia logica, può solo acquistare punti. Io AMO i tartufi di cioccolato!
Alle 18 poi ci siamo recati nella sala rossa, meraviglioso salotto del circolo: divani, sedie tavolini, tutto era disposto in modo che Erica potesse essere intervistata comodamente seduta ad un tavolino rotondo e il resto del pubblico potesse guardarla e ascoltarla in completo relax! Prima però di cominciare Erica ha distribuito a tutti i presenti i famosi tartufi, ottimo modo di cominciare e ottimo modo di presentarsi, infatti tutti hanno gradito il delizioso pensiero!
Mentre i denti sminuzzavano i dolcetti e assaporavano il cacao che li avvolge e che costituisce la maggior parte dell'impasto, l'intervista é cominciata, punto di partenza di tutto era ovviamente il libro scritto da Erica: Voglio scrivere per Vanity Fair e il progetto di comunicazione che ha costruito creando il personaggio di Emma Travet.
Le domande di Federico Audisio di Somma sono state molte, parecchio divertenti, si è passati dall'amore per il vintage al fidanzato e marito (di Emma) Marco, a un suo presunto tradimento, ai viaggi, alla data 11 settembre 2001 che nella vita di Erica ha inciso molto: infatti era in America quando sono crollate le Torri Gemelle. Largo spazio è stato dato anche alla nascita della vocazione di scrittrice nella sua vita, Erica ha raccontato di aver scritto diari fin dall'età di 13 anni.
Lia Bianco, amica di Erica, ha dato voce al romanzo, leggendo alcuni stralci dei punti più significativi, aiutando così i presenti a conoscere meglio lo stile e la storia narrata.
Un'oretta e tante simpatiche domande hanno fatto conoscere a pubblico non solo il libro, ma anche l'autrice, perché si sa che, quando si legge un libro, il rischio, che io stessa corro sempre, è quello di mitizzare l'autore, di crederlo lontano, gobbo, parzialmente cieco e racchiuso in una torre d'avorio circondato da carte, calamai, vocabolari e fogli, fogli e fogli, quintali di carta appallottolata e disordinata. Erica no! Penso abbia dimostrato e penso lo dimostri ogni giorno di essere una di noi, una giovane che ha la passione di scrivere e ci riesce anche bene! Erica non è cieca, non è gobba e non credo abbia una torre d'Avorio in cui rinchiudersi, Erica ci vede bene e il suo racconto del precariato lo mostra pagina dopo pagina, senza omissioni e tanti giri di parole.
Sono stata molto contenta di averla conosciuta da vivo e soprattutto di aver potuto toccare con mano quanto ci sia di Erica in Emma e di Emma in Erica.

Prima di andare al Circolo un'amica mi ha scritto un SMS: "Speriamo non sia una delusione!" Purtroppo è vero, spesso ci facciamo delle idee sugli scrittori che non coincidono con la realtà, quando poi abbiamo la fortuna di conoscerli veramente. Fin da quando sono piccola ho un sogno, poter conoscere la Rowling, ma viste certe esperienze di conoscenza degli scrittori...preferirei mantenere il beneficio del dubbio, a meno che sia come Erica: una persona vera, spontanea e non costruita secondo canoni dettati da qualche manciata di libri venduti. Già perchè come dice sempre mio papà non è il titolo che onora l'uomo, ma è l'uomo che onora il titolo. Grazie Emma/Erica per il bellissimo incontro. Ora attendo il secondo libro, perché dai minuscoli spoiler fatti durante l'intervista...ci sarà di che divertirsi!

mercoledì 18 aprile 2012

How I Met...Emma T. (promo!)


La giornata di oggi è stata a dir poco STRAPIENA!

Ore 15 ero alla Bibliomediateca Mario Gromo per la presentazione del libro Perché noir. Come funziona un genere cinematografico, di Locatelli Massimo professore presso l'Università Cattolica di Milano, libro di cinema, quindi è frutto di una ricerca e non è uno dei soliti romanzi che consiglio qui sul mio blog. Penso che leggerò questo libro, in particolare perché tocca un periodo successivo a quello su cui sto scrivendo la mia tesi di magistrale, ovvero gli anni 30, e soprattutto perché gli anni 30 sono un po' il luogo dove il noir si è parzialmente creato. 
Ore 18 poi ero in centro, sempre a Torino in via Bogino nel MERAVIGLIOSO circolo dei Lettori perché dovevo conoscere una persona: Erica Vagliengo, l'autrice di Voglio scrivere per Vanity Fair. Ho assistito alla sua intervista, di cui vi parlerò nello specifico in un futuro post (appena riuscirò a trovare una buona connessione wi-fi per passarmi l'unica foto dall'iPad al PC). Vi dico solo che è stato un incontro divertentissimo, spumeggiante, brillante, in perfetto stile Emma T. Il tutto addolcito con meravigliosi e dolcissimi Tartufi di Galup. Buonissimi!!! 
Ma non voglio dilungarmi ora nei dettagli vari ed eventuali! Come avrete letto questo è un postPromo, quindi vi lascio con una foto alla sala dove eravamo e una foto alla mia borsa, molto apprezzata da Erica! E ricevere i complimenti da lei mi ha veramente emozionata!!!!!!






P.S. La foto della borsa è stata scattata poche ore dopo l'acquisto, pregasi notare il cartellino ciondolante ancora appeso...

mercoledì 14 marzo 2012

Voglio scrivere per Vanity Fair

Ebbene sì, dopo soli due giorni, ho terminato il libro di Emma Travet (al secolo Emma Vagliengo). Insomma, non sono riuscita a staccarmi, l'ho letto fino a notte fonda, dovevo sapere come andava a finire, mi mancavano 10 pagine: come si fa a lasciare un libro fermo per otto ore quando manca così poco alla fine?
Beh, ho resistito e ho spento la luce un po' più tardi del solito e credetemi: ho fatto benissimo!

Questi due giorni, trascorsi in compagnia di Emma, sono stati a dir poco piacevoli e spero di rendere merito al libro attraverso questa recensione.
Andiamo con ordine.

Emma Travet è una giornalista precaria, che viene pagata 699€ al mese. Sogna, fin da piccola, di lavorare nel mondo del giornalismo, in particolare di scrivere su Vanity Fair, ma si sa che in questo paese, l'Italia, la strada per il successo è costellata da gente che ti passa davanti perché figlio di, amico di, cugino di, fratello di, oppure è stata/è stato con. Quindi in attesa di tempi migliori, Emma si ritrova a lavorare per il meno famoso La Voce del Monviso alle dipendenze del famigerato Mr. Vintage come pubblicista. 
I fili con cui Erica ha tessuto la trama di questo libro ci portano inevitabilmente a pensare ad altri due libri americani: in primis Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger e poi tutta la saga di I love shopping di Sophie Kinsella. Certo, la moda è centrale in Voglio scrivere per Vanity Fair, ma l'ingrediente che rende questa vicenda diversa dalle sorelle d'oltreoceano è il precariato. 
Emma ha uno di quei disgraziatissimi contratti co.co.pro., per questo è pagata una miseria, Andrea de Il diavolo veste Prada è schiavizzata, ma il suo lavoro viene definito: "Per pagare l'affitto" cosa che, per vivere a New York, significa guadagnare un bel gruzzoletto di soldi anche per la stanza più schifida del mondo, inoltre il suo periodo di prigione presso Runway è sicuramente un ottimo trampolino di lancio per diventare poi giornalista. E' una cattività che di sicuro porterà a qualcosa, mentre Emma non sa cosa l'attende e soprattutto se esiste un futuro oltre il suo attuale impiego.
L'altra fashionista, Rebecca Bloomwood, tutto sommato, tra una spesa eccessiva e l'altra alla fine riesce sempre a salvare capra e cavoli grazie a un fidanzato ricco e ad altri stratagemmi. Emma ha un marito, ma non è ricco, è precario quanto lei, fa due lavori per guadagnare a fine mese 1100 euro. 
La storia di Emma può essere quella di Sara, Lucia, Maria, Lorenzo, Marco, è la storia dei giovani Italiani, è un percorso di presa di coscienza che fa capire che dall'attuale sistema lavorativo italiano non ci si può aspettare nulla: bisogna solo avere il coraggio di rimboccarsi le maniche e cercare di tirare a fine mese, arrivando a volte anche a compromessi e a inventarsi i lavori. Già perché quello che di certo non manca a Emma è proprio questo: la fantasia.
Altro punto che la differenzia dalle due sorelle americane, è il "dove e come" è nata Emma. Dalle numerose interviste fatte ad Erica sappiamo infatti che Emma è sbarcata prima di tutto su Myspace e poi in un blog su style.it, che potete leggere a questo indirizzo: CLICCA!
Emma Travet quindi, prima di finire in un libro, è diventata molto popolare sul web, Erica ha creato una vera e propria campagna di Self Marketing che dice davvero molto riguardo le sue abilità dimostrando di conoscere molto bene le potenzialità legate al mondo del web e in particolare dei tanto criticati social network, che nonostante tutto sono gratis e se sfruttati bene ti fanno tanta pubblicità.
Sempre parte di questa sua campagna sono gli adesivi che Erica regala alle presentazioni dei suoi libri e che mi ha gentilmente inviato con il libro insieme al magazine free press di Erica: LookoutMag, un interessante rivista di cui potete avere un'anteprima on line qui: CLICCA!
Sulla fascetta che avvolge il libro mi ha fatto sorridere il commento di Silvia Nucini per Vanity Fair: "Una piccola storia consigliata al ministro Brunetta per rivedere la sua teoria sui bamboccioni", ora abbiamo un governo tecnico e fortunatamente per il momento il ministro più alto del mondo sembra aver finito di sparare sentenze, ma mi domando, gli domando, come è possibile non essere bamboccioni con 699€ al mese, quando per abitare da soli in città almeno 300/350€ per una stanza te li chiedono, quando vai a fare spesa e minimo sono 50€ la settimana. Certo, si può risparmiare,  fino a quando uno è da solo i sacrifici li fa anche, ma se si vuole creare una famiglia? Cosa fai con 699 euro al mese più 1100 euro del marito? Fai la fame. Ecco la risposta! E allora perché investire tutto lo stipendio per casa e cibo, quando i tuoi genitori non ti buttano fuori casa e ti danno vitto e alloggio? Purtroppo la vita costa e uno deve fare le sue scelte in base anche ai soldi che guadagna, certo, alcuni hanno il coraggio di osare, altri no. Sinceramente non gliene farei una colpa. 
Emma però ha una marcia in più: non si arrende, niente la abbatte, anche se il perfido e puzzolente capo, Mr. Vintage è ottuso e insensibile verso le esigenze delle nuove generazioni, lei è sempre propositiva, alla ricerca di argomentazioni per i nuovi pezzi.
Voglio scrivere per Vanity Fair è un libro da leggere assolutamente perché è la voce di una generazione (se andiamo avanti di questo passo), è una storia vera, non fermatevi al titolo, nella vita non si può leggere solo Guerra e Pace, ogni tanto buttate un occhio sugli scrittori contemporanei, perché anche loro hanno molte cose da dire. 
E' un libro da leggere in particolar modo se siete di Torino o avete vissuto in questa città, perché nonostante tutto Emma non dice mai di voler scappare all'estero, amici che lavorano in altre nazioni ne ha un sacco, ma lei vuole fare la giornalista in Italia. Ama la sua città e la racconta nei migliore dei modi. 
Speriamo esca presto la seconda puntata!

Terminato il libro mi è rimasta in testa una domanda: ma Vanity Fair ha mai contattato Erica per proporle una collaborazione? Spero prima o poi di poterglielo domandare! 


lunedì 12 marzo 2012

Voglio scrivere per Vanity Fair


E' arrivato!
Sono rientrata da lezione e il pacchettino postale color giallo/ocra era lì ad aspettarmi insieme alla chiave della mia stanza. Già saltellavo sul posto in attesa di ricevere il prezioso oggettino che era stato riposto nella cassetta delle lettere, ma dovevo attendere che il ragazzo davanti a me terminasse di spiegare che la lavatrice numero 2 era nuovamente rotta. Come se fosse una novità, visto che ha deciso di smettere di fare il suo dovere da qualche settimana. Terminata la spiegazione tecnico-ingegneristica, conclusasi con un "Attaccaci un post-it così lo sanno anche gli altri", il ragazzo ha iniziato a scribacchiare l'avviso per il popolo del collegio mentre finalmente la portinaia mi consegnava LA MIA POSTA. 
Carica per la borsa dell'università, che come al solito pullula di libri che mi porto dietro "nel caso in cui...", e per la borsa della spesa, cerco di aprire il pacchetto mentre salgo in ascensore. Entro in cucina per vedere chi avesse già fame in un orario tipicamente piemontese (12.30) e intanto riesco finalmente a liberare il prezioso libro. Voglio scrivere per Vanity Fair è finalmente nelle mie mani.
Dopo averlo cercato in diverse librerie del centro città ho deciso di tagliare la testa al toro e provare a contattare l'autrice. Sinceramente pensavo che il mio messaggio passasse inosservato, invece Erica Vagliengo mi ha risposto e nel giro di una settimana mi ha inviato il suo libro!!!! Mi ha anche regalato ben due sticker che, preciso, ha deciso di realizzare autosponsorizzandosi. In più mi ha fatto la dedica, mi ha regalato il giornale (free press) che si chiama LOOKOUTmag di cui è Direttore Responsabile...insomma, per me oggi era Natale, quasi!
Naturalmente dopo pranzo non ho potuto attendere oltre e mi sono precipitata a leggerlo, accantonata la Ginzburg e il suo Caro Michele (che onestamente sto facendo fatica a leggere...), ho iniziato a leggere le avventure di Emma T. 
Non posso assolutamente farvi una recensione per ora, ma a 50 pagine dall'inizio posso assicurarvi che: Mi piace! 
Diciamo non potevo non leggere un libro che comincia con una gita a Londra, o meglio un viaggio di lavoro a Londra e con la visione di un musical durante il soggiorno! Io amo Londra, amo i Musical....due piccioni con una fava! Poi è ambientato a Torino, terzo piccione... e come se non bastasse, Emma ama le macchine da scrivere. Parliamone! Veramente, parliamone!!
Insomma, sono già intrippatissima (che slang!), se vado avanti di questo passo oggi non studierò e mi perderò totalmente nel mondo di Emma T. 
Riuscirò a riprendere in mano i libri per la tesi questo pomeriggio? 
Chi vivrà, vedrà!

Per il resto...grazie Erica del prezioso pacchetto con tante sopresine!!

mercoledì 1 febbraio 2012

Voglio scrivere per Vanity Fair

Tra un esame e l'altro trovo il tempo per scrivere un rapidissimo post su un libro che ho recentemente "avvistato" (come dice la curatrice del Blog Cuore d'Inchiostro) ma che di fatto è già nelle librerie da un po'.
Il tomo in questione è "Voglio scrivere per Vanity Fair" di Emma Travet, pseudonimo di Erica Vagliengo che ha fatto di Emma un vero e proprio personaggio, tanto che ha pure un suo Blog!
L'avete mai letto? Cosa ne pensate?
Per il momento è sul comodino, ma gli passeranno davanti Hemingway, Fitzgerald, Faulkner, Ginzburg, Verga e Pavese: è inevitabile, meravigliosamente inevitabile! 
E ora torno alla finestra a ripassare mentre una timida neve cerca di scendere nuovamente su una Torino imbiancata e piena di ghiaccio...

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