domenica 30 settembre 2012

The Casual Vacancy: opinione pre-lettura

Questa settimana finalmente è uscito il libro più atteso dell'anno 2012. Più atteso anche delle 50 sfumature varie ed eventuali. E' arrivato in libreria:

THE CASUAL VACANCY
di J. K. Rowling

Gli Inglesi si sono già apprestati smontarlo completamente, per definirlo illeggibile, pessimo, addirittura volgare. Il Mirror ha pensato bene di soprannominarlo: Harry Potter and the Goblet of Filth (Harry Potter e il calice di sudiciume), su The Hufington Post UK è comparsa poi una simpatica proposta di prima pagina del romanzo. CLICCA
Se volete la traduzione italiana: CLICCA
Realtà, cattiveria, opinioni personali, gelosia?
Che cosa sta succedendo?

Onestamente ho avuto modo di leggere solo le primissime pagine del libro e vi posso assicurare che lo stile Johanne è tornato alla grande, ma il punto è: cosa dobbiamo aspettarci?
E' chiaro che The Casual Vacancy è un libro per adulti, non perché sia un porno, ma perché non è collocabile nello stesso scaffale di Harry Potter, pensato per un pubblico di ragazzi. E' un libro diverso dalla solita Johanne, che si discosta chiaramente dal mondo di Hogwarts, dal mondo magico, dall'eterna lotta bene e male. Si narra la storia di politici corrotti, di sesso, droga. Tematiche che sono piaciute poco agli Inglesi, evidentemente...ma con le quali noi Italiani conviviamo quotidianamente. Scusate la battuta ma l'Italia è piena di politici corrotti che passano più tempo a dedicarsi a cose poco legali piuttosto che a fare il loro lavoro. 
A parte questa piccola riflessione, che ammetto lascia il tempo che trova, non me la sento di giudicare a scatola chiusa il libro, non me la sento di denigrarlo e di urlare "al rogo" prima di averlo letto. 
Ammetto di avere molte aspettative, ma allo stesso tempo non so nemmeno cosa aspettarmi...so di aver appena scritto una boiata, ma vi spiego: io mi attendo uno Stephen King misto a Ellroy, con lo stile Rowling e con lo humor britannico. Un minestrone? No, secondo me un libro da leggere.
E visto che King ammette di essere fan di Harry Potter, chissà cosa dirà dopo aver letto questo nuovo volume di J.K. Rowling.

Se pensate di regalarlo a qualche nipotino, figlio di amici, fratellino o sorellina minori...forse è meglio puntare su altro. Siate coscienti che è un libro per adulti e bisogna approcciarsi in altro modo. Riflessione scontata, ma purtroppo temo non sia così ovvia! 

La domanda a questo punto è ovvia: e se il libro farà schifo?
Beh, e se poi te ne penti? Assaggia la minestra e decidi. Intanto la Rowling per me rimane sempre la donna, la maga dietro Harry Potter. 
Dovesse aver scritto 'na ciofeca...lo diciamo? Lo dico? 
Ma sapeste quanta m**** mi è capitato di leggere! Scusate il francesismo, ma onestamente non mi preoccupa più di tanto questa avventura, proprio per niente! Ho letto cose tremende nella mia vita e credo che questo non possa davvero competere con loro. Ho avuto il coraggio di iniziare le sfumature varie ed eventuali e questo in confronto è alta letteratura: deduzione fatta dopo una lettura delle prime pagine. 
La Rowling SA scrivere. Questo è poco ma sicuro e questa è un punto a suo favore. La Mayer (pensiero espresso anche da Stephen King) non è a questi livelli e nemmeno la James (pensiero mio, lo ammetto). 

Per carità, si può leggere di tutto nella vita, ma se c'è una cosa che mi irrita davvero tanto e che mi fa venire l'orticaria sono i libri scritti male, dove devi rileggere sei volte la stessa frase per capire cosa sta cercando di dirti l'autore. Badate bene, non sto parlando di scrittura criptica ed ermetica, sto parlando di libri scritti m-a-l-e, dove evidentemente la figura dell'editor non ha svolto il suo lavoro o non è nemmeno passato nelle mani di un personaggio di questo genere, o anche solo di un semplice e sfigato (mica poi così tanto) correttore di bozze.

Scusate la precisazione, ma credo sia d'obbligo. Lo scrittore deve scrivere per essere letto, la lettura deve essere un piacere: non deve causare effetti collaterali nel lettore.

E detto questo, arrivederci al prossimo post e buone letture a tutti voi! 





mercoledì 26 settembre 2012

Vidi: Il corpo umano di Paolo Giordano

Segnatevi questa data: il 12 ottobre esce il nuovo romanzo di Paolo Giordano! Finalmente arriva il secondo libro dell'autore di La solitudine dei numeri primi, libro amato e criticato da molti. Come sarà questo nuovo romanzo?

LA TRAMA

È un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L'ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent'anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita.
Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l'area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, "un recinto di sabbia esposto alle avversità", dove non c'è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio.
Ad attenderli laggiù, c'è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all'interno di quella precaria "bolla di sicurezza", di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco.
Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti fra loro, cercano distrazioni di ogni tipo e si lasciano andare a pericolosi scherzi camerateschi. Soltanto la notte, sdraiati sulle brande, vengono sorpresi dai ricordi.
Nel silenzio assoluto, che è silenzio della civiltà ma anche della natura, riescono a sentire la pulsazione del proprio cuore, il ronzio degli altri organi interni - l'attività incessante del corpo umano.
L'occasione in cui saranno costretti a addentrarsi in territorio nemico sarà anche quella in cui ognuno, all'improvviso, dovrà fare i conti con ciò che ha lasciato in sospeso in Italia. Al loro ritorno, avranno sorpassato irreversibilmente la linea che separa la giovinezza dall'età adulta.
In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle "nuove guerre". E, nel farlo, ci svela l'esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.


L'AUTORE
Paolo Giordano (Torino 1982) è laureato in fisica teorica. Con La solitudine dei numeri primi, suo romanzo d'esordio e bestseller internazionale tradotto in più di quaranta lingue, ha vinto tra gli altri il premio Strega 2008 e il premio Campiello Opera Prima. Collabora con il "Corriere della Sera" e con "Vanity Fair".

lunedì 24 settembre 2012

Cineforum di Borgomanero



So che questo sarà un post per pochi, ma per i Borgomaneresi che passeranno di qua: ecco l'elenco dei film del cineforum 2012/2013


09/10/2012 “Cena tra amici” di Alexandre de La Patellière

16/10/2012 “Diaz – Non pulire questo sangue” di Daniele Vicari
23/10/2012 “E ora dove andiamo?” di Nadine Labaki
30/10/2012 “Le idi di marzo” di George Clooney
06/11/2012 “Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani
13/11/2012 “This must be the place” di Paolo Sorrentino
20/11/2012 “Hunger” di Steve McQueen
27/11/2012 “Un poliziotto da happy hour” di John Michael McDonagh
04/12/2012 “Il primo uomo” di Gianni Amelio 
11/12/2012 “Miracolo a Le Havre” di Aki Kaurismäki
18/12/2012 “Sette opere di misericordia” di Gianluca e Massimiliano De Serio
08/01/2013 “Il mundial dimenticato” di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni
15/01/2013 “Drive” di Nicolas Winding Refn
22/01/2013 “Sister” di Ursula Meier
29/01/2013 “L’amore che resta” di Gus Van Sant
05/02/2013 “Detachment. Il distacco” di Tony Kaye
12/02/2013 “Scialla!” di Francesco Bruni
19/02/2013 “Il cammino per Santiago” di Emilio Estevez
26/02/2013 “Hysteria” di Tanya Wexler
05/03/2013 “The Lady” di Luc Besson
12/03/2013 “Una separazione” di Asghar Farhadi
19/03/2013 “17 ragazze” di Delphine Coulin
26/03/2013 “La guerra è dichiarata” di Valérie Donzelli
09/04/2013 “La kriptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo
16/04/2013 “Là-bas” di Guido Lombardi
23/04/2013 “L’arte di vincere” di Bennett Miller
07/05/2013 …Film a sorpresa!... 



PREZZO TESSERA COMPRENSIVA DI TUTTI I FILM 50 €

PREZZO SINGOLO FILM: 5 €



Calcolando che i film sono 27 con la tessera...sarebbero meno di 2 euro a film!!!!! 



Per info: 
http://blog.libero.it/CineforumBorgo/ 

venerdì 21 settembre 2012

Crisi d'altri tempi

Crisi che vanno crisi che vengono, oggi nessun post libroso, filmoso o altro, solo una foto creata da me...una critica? Una riflessione? Un momento per fermarsi?
Scegliete voi!
Mi piacciono i prodotti Apple, ma mettersi in coda per acquistarli è un po' esagerato, soprattutto in un periodo come questo. La gente in coda mi ha fatto subito pensare ad altre persone che durante la crisi del 1929 stavano in coda, i disoccupati, i poveri, i senza tetto. Gente comune, come noi, in cerca di un pasto caldo per sopravvivere.



giovedì 20 settembre 2012

Libraccio mon amour

E' arrivato: il mio nuovo ordine su Libraccio.it
Okay, non avevo esigenza di acquistare dei libri, ma...avevo un po' di titoli nella lista dei desideri, la  ricaricabile carica...e quindi ho detto: investiamo!
Ed ecco qui il bottino in ordine di visione:
- Il caffè delle donne di Widad Tamimi
- Non buttiamoci giù di Nick Hornby
- Lo Hobbit di Tolkien
- I Mestieri del libro di Oliviero Ponte di Pino
- La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier
- American Gods di Neil Gaiman


Iniziamo subito con la galleria di scatti per dimostrare ancora una volta la validità dell'usato su Libraccio.it


Tutti i libri, come potete notare sono integri, all'interno sono perfettamente puliti, le copertine sono perfette, le coste non hanno pieghe, come se i proprietari li avessero acquistati solo per esporli e non per leggerli. Per carità, non è che se uno legge un libro deve distruggerlo, ma questi si aprono a fatica...come se fossero proprio NUOVI!




Finiamo la carrellata di scatti con i PREZZI!
Che si leggono poco...ma se vi fidate tutti i libri sono al 50% 

Cinquanta sfumature di....

Se sei arrivato fino a qui, significa che stavi cercando una recensione sulla trilogia più hot di tutti i tempi.
Se sei arrivato fino a qui, probabilmente speravi di trovarti un post concitato che spezzasse innumerevoli lance a favore della James.
....ciao, tu che sei arrivato fino a qui: se sei un fan della James e delle sue sfumature, chiudi il post e vai a gongolarti altrove di aver terminato la lettura di quei libruncoli, questo non è un post di plauso alla James: è una dichiarazione di guerra. Beh, forse "dichiarazione di guerra" è un tantino esagerato, ma è un ottimo modo per dirle: ma credi di aver fatto una cosa meravigliosa inventandoti quei libri?
Andiamo con ordine.
Io non ho MAI letto interamente un libro della James, ma ne ho leggiucchiati svariati pezzi per farmi un'idea su questo prodotto culturalmente basso.
Molti blogger accaniti lettori si stanno un po' impuntando su questo fanatismo-James, me compresa, ma badate: non lo facciamo contro le tematiche trattate, uno può scrivere quello che ha voglia! Per carità! Il problema è questo: è spaventoso pensare che nel 2012 dopo anni di lotta all'emancipazione delle donne, dopo anni di letteratura, il pubblico scelga di idolatrare un libro del genere. Per non parlare poi dello stile in cui è stato scritto...che già chiamarlo stile... In Peter Pan si dice che ogni volta che qualcuno dice di non credere nelle fate, nel mondo una fata cade morta. Beh, ogni volta che uno dice che Cinquanta sfumature di grigio è un bel libro, uno scrittore si gira nella tomba e una biblioteca va in fiamme. Cinquanta sfumature di varie ed eventuali è nato da una fanfiction che la James ha iniziato a scrivere pensando a Bella ed Edward: i vamPIRLI sbarluccicosi. Scusate, ma chiamarli vampiri, in onore di Dracula è un insulto! Chi ha letto, ma anche chi non ha letto, il fenomeno-tormentone Twilight sa che i due non hanno rapporti prima del matrimonio, beh la James ha scritto "Quello che avreste voluto leggere in Twilight ma che la Meyer non ha mai osato scrivere", più o meno mi sa che è così! 
Era logico che diventasse un caso editoriale in una nazione (mi limito a criticare il mercato italiano, non conoscendo bene quello estero) in cui si pubblicano i vari Moccia, si attaccano lucchetti ai lampioni, votiamo la Minetti e Alfonso Signorini compera le foto di Kate mezza nuda (per carità ha dato il la la Francia, ma noi ovviamente seguiamo a ruota). Una nazione dove a chi dice di aver letto Fitzgerald viene fornito un badile e gli viene suggerito di scavarsi una fossa, perché non si può leggere Fitzgerald! Una nazione dove si va al cinema a vedere i cinepanettoni (che ora sono spariti, grazie al cielo!) e si crede di aver visto il film-figata del secolo. 
Per carità, uno può leggere e fare quello che ha voglia, ma non andate in giro a fare le guerre sante per difendere la James. Primo: lei non vi paga, al massimo vi fate una sacrosanta figura di merda se nel vostro club di amici ne avete uno un po' più intellettualoide, secondo: non prendiamoci in giro, è un fenomeno destinato a morire! Gray non è la figura del Don Giovanni, è un povero sfigato con i soldi a cui piace farlo strano. 
Il fenomeno poi sbarcherà anche nelle sale! Arriverà presto un film da tutta questo arcobaleno di sfumature erotiche: apriti cielo! Non oso immaginare cosa accadrà! 
Ora, so già che mi sto inimicando molti di quelli che saranno passati da queste parti, ma io non dico di non leggere questi libri, dico solo di leggerli sempre con quella obiettività che vi farà dire: "Sì, esiste, ma non è un capolavoro." Solo questo. 
Un altro problema è il seguente: c'è gente che ha letto questa roba e poi non conosce i classici! E' come dire: adoro le crostate, ma ho sempre mangiato solo le crostatine della Mulino bianco. Allora, prova a prendere la ricetta della pastafrolla e a fartela in casa, poi voglio vedere se associ ancora il gusto delle crostatine a quello della crostata. 
Ah, mi hanno anche detto che hanno fatto pure lo spot tv per questa ciofeca!! Lo spot! Come se il passaparola non bastasse a far aumentare le vendite! Peggio dello strategismo sentimentale dell'Arcuri!

E detto questo..chiudo e...alla prossima!! 


martedì 18 settembre 2012

Vidi: Il giardino delle bestie di Erik Larson


Chi non ha adorato e amato The Artist?
Hazanavicious, il regista di The Artist torna al cinema con un adattamento de Il giardino delle Bestie, libro che in Italia è pubblicato da Neri Pozza.
Leggiamo il comunicato stampa! 

Un cast d'eccezione per l'addattamento de Il Giardino delle Bestie di Erik Larson, pubblicato da Neri Pozza nel 2012: Tom Hanks (che produrrà il progetto con Gary Goetzman) e Natalie Portman saranno i protagonisti, il regista sarà invece il Premio Oscar Michel Hazanavicious (The Artist) andrà invece dietro la macchina da presa.

IL LIBRO 
 
Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934.Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all’università di Chicago, con una certa notorietà per i suoi scritti sul Sud degli Stati Uniti e la sua biografia di Woodrow Wilson.
Fervente democratico jeffersoniano, a suo agio soltanto negli ambienti frugali della sua piccola fattoria di campagna, Dodd ha una moglie, Mattie, e due figli: William Jr – Bill – e Martha, la prediletta. Ventiquattro anni, i capelli biondi, gli occhi azzurri e un sorriso radioso, Martha ha un’immaginazione venata di romanticismo e un atteggiamento cosí civettuolo, da avere già acceso la passione in molti uomini.
La vita di questa famiglia americana, a detta di tutti felice e unita, muta radicalmente nel giugno del 1933. Mentre siede alla sua scrivania all’università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosvelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino.
Dodd è tutto fuorché il candidato modello per un simile incarico. Non è ricco, non è politicamente influente e non appartiene nemmeno alla cerchia degli amici di Roosvelt. Certo, ha conseguito un dottorato a Lipsia e conosce il tedesco, ma nulla piú.
Tuttavia, per Roosvelt è un ambasciatore perfetto per un paese che, tra la crisi economica dilagante e un altro rovinoso anno di siccità, rappresenta per l’America soltanto una seccatura: la seccatura di un miliardo e duecentomila dollari, debito che Berlino ha contratto con gli Stati Uniti, e che Hitler si mostra sempre meno propenso a voler saldare.
Ed è cosí che, al loro arrivo, William e Martha Dodd si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all’aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.
 
 
«Il Giardino delle Bestie è appassionante, stupefacente […] Larson è davvero bravo a scovare e ricostruire singolari e significativi episodi storici con piglio narrativo».
Susanna Nirenstein - La Repubblica
 
«La forza di una narrazione asciutta e al tempo stesso venata di romanticismo. Erik Larson traccia la lucida e agghiacciante genesi di un disastro. Del disastro. Una ridda di personaggi storici popola queste pagine, animando una vicenda di sentimenti e trame che una semplice ricostruzione non sarebbe riuscita a fornirci».
Rock Reynolds - L'Unità

«Larson trasforma la storia personale dei Dodd in una struggente discesa all'inferno. Perchè il principio del Male non è improvviso, nè dotato di evidenza. Al contrario, è lento e suadente, quasi impercettibile. Ed è così difficile per chi viene da fuori capire che le persone educate incontrate alle feste in realtà hanno le mani lorde di sangue...»
Matteo Sacchi - Il Giornale

«Il lavoro documentario di Larson è eccezionale, ma lo è anche l'abilità narrativa con cui ricostruisce la Berlino di quegli anni»
Lara Crinò - Il Venerdì  -  la Repubblica


L'AUTORE


Erik Larson è nato a Freeport, Long Island, nel 1954. Collaboratore diTimeNew YorkerAtlantic MonthlyHarper’s e altre prestigiose riviste americane, ha scritto numerose opere, tra le quali si segnalano Isaac’s Storm (1999) e The Devil in the White City: Murder, Magic and Madness at the Fair That Changed America (2003), libro vincitore dell’Edgar Award in the Best Fact Crime 2004, di prossima pubblicazione presso Neri Pozza. Erik Larson vive a Seattle con la moglie e tre figlie.

domenica 16 settembre 2012

Gruppo di lettura proposto dal blog Una fragola al giorno!



Carissimi followers lunedì comincio la mia prima esperienza di gruppo di lettura
Curiosando su internet sono capitata sul blog Una fragola al giorno e ho trovato la proposta di leggere The Help.
Il tutto comincia lunedì 17 settembre e terminerà il 18 novembre: 9 parti per 9 settimane. Un ritmo tutto sommato giusto, che permette di leggere e fare anche altro.

La scaletta sarà la seguente:

  • 1^ settimana (17/09 – 23/09): dal capitolo 1 al capitolo 3 (incluso)
  • 2^ settimana (24/09 – 30/09): dal capitolo 4 al capitolo 7 (incluso)
  • 3^ settimana (1/10 – 7/10): dal capitolo 8 al capitolo 11 (incluso)
  • 4^ settimana (8/10 – 14/10): dal capitolo 12 al capitolo 15 (incluso)
  • 5^ settimana (15/10 – 21/10): dal capitolo 16 al capitolo 19 (incluso)
  • 6^ settimana (22/10 al 28/10): dal capitolo 20 al capitolo 24 (incluso)
  • 7^ settimana (29/10 – 4/11): dal capitolo 25 al capitolo 27 (incluso)
  • 8^ settimana (5/11 – 11/11): dal capitolo 28 al capitolo 30 (incluso)
  • 9^ settimana (12/11 – 18/11): dal capitolo 31 al capitolo 34 + appendice autrice (facoltativa)
Se volete partecipare, avete tempo ancora fino a questa sera a mezzanotte per iscrivervi, poi mi sa che dovrete contattare la curatrice del blog per vedere cosa è possibile fare.


The Dark Knight Rises: review!

Su Life in Technicolor si torna a parlare di cinema con la recensione di The Dark Knight Rises.
Premesso che non ho mai letto mezzo fumetto di Batman, devo dire che il film è decisamente ben fatto, ben costruito, due ore e quaranta di intrattenimento, suspense, avventura, azione, effetti speciali e chi più ne ha più ne metta. Nolan non si è risparmiato nel capitolo finale di una trilogia che già prometteva faville dopo il primo Batman Begins.
Ultimamente faccio fatica a trovare film che mi incollino allo schermo e che mi rapiscano a tal punto da finire io stessa nel film senza rendermi conto di quello che accade intorno, The Dark Knight Rises ti rapisce dalla poltroncina cinematografica e ti trasporta a Gotham, ti sembra di essere lì con Batman, Gordon, Cat Woman, Bane, Alfred, sei lì che lotti con loro, che resti senza respiro, che urli e inciti il Bruce Wayne, sussulti quando accade qualcosa di imprevisto e se sei uno che si commuove facilmente, puoi anche lasciarti scappare la lacrimuccia al punto giusto. 
Raccontare in breve la trama di questo film senza fare spoiler è praticamente impossibile, quindi se sei un lettore dal cuore debole, che preferisci mantenerti le sorprese fino alla visione...interrompi la lettura, se invece gli spoiler non ti fanno nulla oppure hai già visto il film, continua pure.

[SPOILERANDIA e poi non ditemi che non vi avevo avvisati!]
Dunque, oltre agli spoiler prevedo anche che non sarò in grado di mantenere toni seri e pacati, quindi preparatevi ad esclamazioni un po' folcloristiche e degne di una festa popolare. 
Questo film è spettacolare! Trascorsi i primi minuti in cui non si capisce cosa stia accadendo su quell'aereo...quando si arriva a casa Wayne (che è uno dei luoghi che io amo in assoluto) allora si inizia a capire qualcosa. Bruce vive come un eremita, negli ultimi otto anni è scomparso completamente, vediamo gli strascichi dell'ultimo episodio: la commemorazione pubblica del procuratore distrettuale Harvey Dent, che viene idolatrato e immolato come eroe, mentre Batman diventa il cattivo di turno perché secondo la logica dei cittadini è stato lui a uccidere Dent. Allo stesso tempo vediamo la commemorazione privata e riservata di Rachel Dawes, che viene poco ricordata ma è palese che sia al centro del malessere di Bruce.
Gotham insomma sembra essere diventata il luogo più sicuro della terra dopo il decreto di Dent, tutti i criminali sono in carcere, ma ragazzi è Gotham, il luogo più criminoso della terra e a cui convergono tutti i criminali, quindi non può andare tutto liscio.
Arriva infatti il cattivone di turno che questa volta è Bane. Chi sia, chi non sia, cos'abbia sulla faccia sono alcune delle domande che lo spettatore si pone, oltre a quella: ma quanto è cattivo?
Se il Joker faceva paura nella sua follia, oltre al make up eccessivamente colato, in confronto a Bane era un santarellino: il cattivo di The Dark Knight Rises non è solo cattivo, di più! E' il male fatto persona, è di un malvagio che tutti i cattivi della storia del cinema vorrebbero andare a scuola da lui e quel che è peggio...è che non è nemmeno la mente diabolica del piano: è solo un esecutore!
Infatti la mente diabolica è quella simpatica donna interpretata da Marion Cotillard: Miranda Tate.
Avanti, ammettetelo anche voi: ma non vi viene voglia di prenderla a schiaffi quando scoprite che lei è la figlia di quel grandissimo fetente e cattivo della setta delle ombre: Ra's Al Ghul. Quando lo rivela si possono dire solo due cose: grandissima stronza e complimenti a Nolan, giuro, sospettavo qualcosa ma non fino a questo punto. Poi scusatemi, ma la Cotillard...con quella faccia, fare la cattiva...ci vuole un attimino a digerirlo! Soprattutto visto che il caro Bruce sembra si sia innamorato di lei. Nel film viene proprio da dire: insomma Bruce, c'è la Hathaway, è più giovane, nel tempo libero fa la supereroina in stile Robin Hood, mi sembra più adatta a te! Oltretutto è la prima donna a scoprire chi sei veramente! 
Il che non tarda a succedere perché dal primo bacio della serie: ti bacio per fregarti le chiavi della Lamborghini (e chiamala scema!), si arriva al bacio: siamo due cretini disposti a morire per Gotham, ti bacio prima che schiatti e qui si capiscono molte cose sul finale.
Il finale. Ecco.
Allora, la storia del pilota automatico: me l'avete detto in tutte le salse che quel velivolo non ha il pilota automatico, Nolan se lo dici ancora una volta anche lo spettatore più idiota lo capisce che Wayne l'ha sistemato prima di salirci. Caspita è Batman, ha capito che l'unico modo per distruggere la bomba è farla esplodere in mezzo alla baia, vuoi che non abbia calcolato di sistemare il pilota automatico in modo da utilizzarlo all'occorrenza? 
Certo, ti rimane un po' il dubbio: è vivo, è morto, che fine ha fatto?
Ma non vedendo corpi o simili...è dura decidere!
Morale della storia NON MUORE, a scanso di equivoci noliani della serie cade la trottola/non cade la trottola in questo caso Nolan ce lo fa capire chiaramente. Nonostante Alfred pianga a dirotto di fronte alle tombe della famiglia Wayne, chiedendo perdono per non essere stato in grado di stargli vicino, nonostante ci sia una lettura del testamento, ci sono segni che ci fanno capire che Batman è vivo!

  • Il pilota automatico c'è, esiste.
  • Gordon trova il batsegnale riparato (e qui dopo ne parliamo!).
  • Alfred vede Bruce e Selina in un bar a Firenze.
Torniamo alla questione batsegnale.
Ora, se Batman è morto, o meglio, se lo credono morto...a cosa serve sto batsegnale?
L'unica ipotesi è che verrà utilizzato da Robin, personaggio che viene rivelato alla fine in un modo un po' gnè gnè, grazie anche a questo tour della caverna che, diciamolo, è un po'...problematico. Allora: la villa Wayne è diventata un orfanotrofio...okay, ora...la caverna non è nel sottosuolo? Un orfano non potrebbe trovarla? Poi scusate, ma sta villa non fa un po' X Men? Non so...mi ha dato questa impressione...
Dettagli a parte, devo dire che questo film mi è piaciuto davvero molto, chiedo scusa se mi sono lasciata trascinare dagli eventi e dalla carica che mi ha lasciato questo film.  E' un film ben fatto, ben strutturato, la trama è perfettamente costruita tenendo in considerazione non solo i passaggi al suo interno, ma anche quelli che sono avvenuti nelle precedenti puntate. Questo dimostra che Nolan aveva concepito la trilogia di batman come un tutt'uno, bilanciandola attentamente e riempendola di aneddoti e collegamenti che si comprendono solo se si hanno ben presente tutti gli episodi.
Quasi mi spiace che la saga sia finita, ma almeno sono contenta che Bruce non è morto e che sta con Seline. Okay, questa cosa è marginale, ma neanche più di tanto. Dimostra infatti che egli ha ritrovato l'equilibrio e che quindi Batman non dovrebbe servire più!
E voi?
Cosa ne pensate?


Un ultimo appunto: è inevitabile ricordare il fatto di cronaca strettamente connesso a questo episodio di Batman, ovvero la sparatoria avvenuta in una sala cinematografica a Denver durante l'anteprima di mezzanotte. Un pensiero e un ricordo va a tutte le persone decedute e ferite durante questa triste vicenda. 


VOTO: 




sabato 15 settembre 2012

Morire dal ridere di Antonietta Usardi: recensione!

Ho terminato ieri sera Morire dal ridere di Antonietta Usardi
Non sapevo sinceramente cosa aspettarmi da questo libro, la copertina dice che è un Horror e sinceramente io non sono una grande appassionata di questo genere. Appena ho iniziato a leggere le prime pagine ho potuto constatare che c'è sì un retroscena che vuole essere horror, ma...c'è qualcosa che lo rende piacevole, meno spaventoso e davvero interessante. 
Morire dal ridere narra la storia di una famiglia che ha un negozio di oggetti per suicidarsi a Milano, vicino a Chinatown. I loro clienti sono persone che cercano un modo per morire: chi in modo economico, chi velocemente, che in modo teatrale...insomma hanno un metodo di suicidio per tutti i gusti. Ovviamente la famiglia stessa vive con l'idea che il suicidio non sia niente di così negativo, è un diritto che le persone hanno e la morte non è spaventosa, anzi è bella, affascinante e soprattutto per loro è un business!
Ma la vita di questa famiglia cambia quando arriva a casa loro Robespierre, il nipotino rimasto orfano, un bimbo dai capelli rossi, con le lentiggini e che sprizza gioia da tutti i pori. Il suo pensiero si contrappone fortemente a quello degli zii e creerà non poco scompiglio nella famiglia.
Antonietta Usardi riesce a regalarci un'opera divertente, il suo stile di scrittura è scorrevole e piacevole e riesce a esorcizzare la paura della morte e il suicidio. Morire dal ridere di fatto è una fiaba moderna che consiglierei a tutti quelli che sono sempre di cattivo umore, tristi e depressi: c'è sempre un motivo per sorridere nella propria vita!
Non è un libro corposo, lo potete leggere tranquillamente tutto d'un fiato, e sinceramente ve lo consiglio perché è davvero un'esperienza piacevole, per lo meno, io ho gradito molto, che fa anche riflettere e pensare su queste tematiche. 


Questo libro mi è stato gentilmente inviato dall'autrice. Colgo l'occasione per ringraziarla e per augurarle in bocca al lupo per tutto!


VOTO


venerdì 14 settembre 2012

Vidi: Il caffè delle donne di Widad Tamimi

Appena ho visto la copertina di questo libro me ne sono innamorata: io amo il caffè e adoro il viola/fuxia come colore. Un mix perfetto che mi sussurra: leggimi, Fra, leggimi!
Non potendo resistere e avendolo trovato scontato del 50% su libraccio.it...l'ho prenotato!
Speriamo arrivi presto!

LA TRAMA
Il caffè è un punto fermo nella vita di Qamar: espresso e vigoroso come lo beve la madre, ingentilito da un goccio di latte come piace al suo compagno, oppure fatto bollire tre volte, amaro e profumato di cardamomo, come ha imparato a berlo in Giordania. Da sempre Qamar è in equilibrio tra due mondi, ma lo ha scoperto solo il giorno del suo quattordicesimo compleanno, quando è diventata ufficialmente donna. Sottratta a ogni contatto promiscuo, costretta a una improvvisa separazione dagli amici, Qamar deve confrontarsi con le differenze profonde tra le due culture di cui è figlia. Eppure, nelle lunghe giornate trascorse con le donne di famiglia, impara a curare il corpo come ogni sposa deve saper fare, a cucinare, a essere seducente e insieme modesta. Ed è durante queste lunghe ore al femminile che viene introdotta all'antico, affascinante rituale del caffè: nonna, zie, sorelle, riunite nel salotto si scambiano confidenze e si preparano a conoscere il destino. Solo una, ogni giorno, è la prescelta per l'interpretazione dei fondi da parte di Khalto Sherin, che sa leggere nel sedimento i segreti del cuore e del futuro. Anni dopo, di fronte al dolore di una maternità mancata, Qamar sentirà la necessità di recuperare le proprie radici e ripensare alle parole ascoltate il giorno lontano in cui lesse la propria vita nel sedimento. Scegliere gli ingredienti del proprio caffè, deciderne aroma e intensità, significa capire che gusto vogliamo dare alle nostre giornate.

Libraccio, mon amour

Chi mi segue da tempo è già al corrente, chi invece mi segue da meno forse ancora non lo sa, ma sono sempre e più fan del sito libraccio.it e adoro la politica libraccio!
Qualche giorno fa ero a Torino e sono andata nel mio solito negozio libraccio e ho comprato un altro libro di Stephen King, Le notti di Salem, che è il secondo libro che ha scritto. Pagato veramente poco, 4,75 euro, un usato a dir poco perfetto come al solito.
Cercavo anche Lo Hobbit, ma era disponibile nella versione Adelphi nuovo oppure usato, ho preferito non prenderlo perché era parecchio usurato soprattutto sulla copertina, quindi ho preferito aspettare, inoltre volevo la versione Bompiani visto che Il Signore degli Anelli ce l'ho in quella versione.
Ho provato a cercarlo su altre bancarelle di libri usati ma era esaurito. Ottimo!
Morale della storia ieri sera presa da una voglia di libri usati ho fatto acquistoni on line su libraccio.it.
In ordine ho messo:
- Lo Hobbit
- Il caffè delle donne
- American Gods
- I mestieri del libro. Dall'autore all'editore
- Non buttiamoci giù
- La ragazza con l'orecchino di perla.

Spero siano tutti reperibili perché sono tutti libri che mi interessano davvero molto, alcuni che volevo leggere da tempo e altri che mi sono stati consigliati anche recentemente.
Detto questo, vi lascio qualche scatto della tessera di Libraccio (vale solo in negozio e ogni 2€ di spesa si guadagna un punto) e dei miei attuali acquisti tra il negozio fisico e il negozio on line. 

giovedì 13 settembre 2012

Caro Michele di Natalia Ginzburg: recensione!


Caro Michele di Natalia Ginzburg, libro sempre del comodino 2012, è uno di quei libri che potete leggere duecento volte e per duecento volte resterete basiti. La storia è molto semplice: una serie di personaggi scrive a Michele, a volte questi si scrivono anche tra loro per lamentarsi delle disgrazie capitategli. Che divertimento!
Il problema principale è che questi personaggi non si ascoltano tra loro, si vomitano addosso i problemi, ma nessuno prende in considerazione quelli dell'altro. L'unico che sembra essere disposto ad aiutare gli altri è Osvaldo, un caro amico di Michele, che è quello meno statico nell'intero complesso di personaggi. 
Raccontare una trama è alquanto difficile perché sono tante microvicende, sono tante vite, sono persone che si raccontano, sono storie drammatiche, persone con forti problemi esistenziali e tremendamente apatici. Anche questo libro era nel pacchetto ultimo esame e devo dire che tra quelli che ho letto (I Malavoglia, Tra donne sole e Il giardino dei Finzi-Contini) è quello che mi è piaciuto meno. Prima di tutto perché questi personaggi fanno accapponare la pelle, poi sono davvero apatici, morti...insomma: insopportabili. Con questo non mi permetto di avanzare critiche alla Ginzburg, perché non potrei mai permettermi di commentare le sue scelte, motivate sicuramente da logiche di vita e di pensiero, però non è proprio il mio genere. 
Detto questo, non metto in dubbio che sia uno di quei libri canonici da conoscere, ma preparatevi a qualcosa di molto particolare, fidatevi!
Da questo libro è stato tratto l'omonimo film Caro Michele di Mario Monicelli, che sconvolge alcuni dei personaggi della Ginzburg, ad esempio la madre di Michele, che diventa quasi simpatica...e ce ne vuole!

VOTO


Tra donne sole di Cesare Pavese: recensione!

Tra donne sole di Cesare Pavese è uno dei libri del comodino 2012, anche questo letto per un esame. 

Clelia è una donna in carriera, di origine torinese, abita ormai da qualche anno a Roma dove lavora in una boutique. Ritorna a Torino per aprire un negozio di sartoria, inviata da Madame, il suo capo. Tornare a Torino per Clelia significa ritornare in quei luoghi dove è cresciuta ed è vissuta da povera, da cui è andata via e ai quali ora torna con una pelliccia, ritorna da gran signora. 

Tra donne sole è un libro di denuncia della borghesia del dopoguerra, una borghesia che tende a divertirsi, a vivere nell'ozio, a pensare alle cose frivole, una borghesia che sembra costituita da eterni Peter Pan incapaci di prendere in mano la propria vita e di decidere cosa fare di essa. Le donne sono anime perdute, incapaci di manifestare sentimenti veri. 
Clelia sembra essere diventata una di loro, ma riesce ancora ad essere critica nei loro confronti, riesce ancora a vedere cosa esiste oltre quei quartieri ricchi in cui si ritrova e dove abitano i suoi nuovi amici. Riesce a interagire con Rosetta, la ragazza che all'inizio del libro tenta il suicidio e cerca di capire il perché del suo gesto, sembra essere l'unica ad essere in grado di andare oltre alle apparenze, a capire che oltre al divertimento nella vita c'è anche altro. Tra le donne è anche l'unica a lavorare, l'unica che sembra mantenersi in modo onesto da sola. 
Tra donne sole è un romanzo breve che si legge molto velocemente, raccontato con i toni tipici di Pavese, scrittore che non molti amano, ma che io apprezzo molto. Consigliatissimi tra i suoi libri sono La casa in collina e La luna e i falò
Da questo libro è stato tratto il film Le amiche di Antonioni.

VOTO



I Malavoglia di Giovanni Verga: recensione!

Nel comodino 2012 avevo inserito la lettura di questo libro che per me è stata parzialmente obbligata a "causa" dell'ultimo esame della magistrale. Vi dico la sincera verità, sono contenta che mi sia stato imposto di leggere questo libro perché altrimenti so già che non l'avrei mai letto di mia iniziativa.

I Malavoglia è uno dei testi più noti del romanziere Verga e narra la storia della famiglia Toscano, detti anche Malavoglia, residenti ad Aci Trezza nei pressi di Catania. Esso appartiene insieme a Mastro don Gesualdo e La duchessa di Leyra al ciclo dei vinti.
Verga, come voi tutti ben saprete, appartiene alla corrente del Verismo, quindi egli narrava i fatti attraverso un sistema perfettamente obiettivo e distaccato, non troviamo un narratore onnisciente nelle sue opere, ma il lettore scopre pian piano i personaggi attraverso le loro scelte. Non è un romanzetto leggero, è del 1881 e la narrazione, che se non erro ricopre un arco di quindici anni, procede in modo molto rallentato e la continua variazione del nome dei personaggi suscita nel lettore un senso di smarrimento. A parte questo qual è il succo del discorso di questo libro? I Malavoglia è la storia di un decadimento, un impoverimento della famiglia Toscano che dal possedere una casa, nello specifico la casa del nespolo, e una barca, chiamata Provvidenza, si ritrovano a dover pagare affitto, senza imbarcazione, costretti ad andare a giornata per sopravvivere. Oltre a questo filone principale, ogni personaggio ha una sua storia e un suo percorso. Padron 'Ntoni, dopo la morte del figlio Bastianazzo, cerca di inculcare nella testa dei nipoti gli ideali che hanno sempre coltivato in casa Toscano, ma 'Ntoni, il nipote, non vuole vivere come hanno vissuto i suoi genitori, egli vuole fare i soldi e vivere di rendita. Egli quindi è colui che rompe la tradizione e decide di andarsene di casa. Contrapposto lui e quindi continuatore della tradizione, è Alessi, il fratello minore, ma sarà lui alla fine del romanzo a riprendersi la casa del nespolo e a ricostruire la famiglia.
Molto interessanti sono anche le figure femminili, i loro destini e le loro scelte, che mostrano anche quale fosse la condizione della donna non ricca che viveva in un paesino di pescatori. 
Un libro, ripeto, non semplice, ma che sicuramente deve essere conosciuto, perché rappresenta una parte di storia della nostra Italia.

Da questo libro è stato tratto il film La terra trema con la regia di Luchino Visconti, due opere differenti che meritano entrambe di essere conosciute. 

VOTO
(N.B. Essendo un classico..si deve leggere)


Pigchic di Demetra Dossi: recensione!

Ormai è chiaro: di libri in stile Il diavolo veste Prada non ne ho mai abbastanza! L'ultimo entrato sulla mia libreria non è nuovo, ma è stato ripubblicato quest'estate nella collana dei libri estivi di A. Il libro in questione si chiama Pigchic ed è stato scritto dalla blogger Demetra Dossi.


L'ho letto tutto d'un fiato in treno, non è un libro spesso, ma è un ottimo compagno di viaggio perché vi permette di trascorrere delle ore divertenti e piacevoli mentre lo leggete. Il pregio di questo libro, che non presenta una storia complessa, è quello di raccontare la vita di una fashion blogger in erba, Dafne, del suo gatto Paolo e del suo fidanzato Andrea con scene esilaranti, momenti di cadute di stile (e non solo di stile!) e momenti di crescita sia lavorativa che personale. Incontri più o meno piacevoli e alcuni sorprendenti come quello con Valeria, nota fashion blogger che rimanda sicuramente a Chiara Ferragni.  Il tutto per rincorrere quel posto tanto sognato di stagista a Gevou, rivista di moda gestita da Ludmilla Wintour, sorella gemella della ben nota Anne.

Esiste Gevou?
Esiste Ludmilla?

Non importa, l'importante è capire come e quanto Dafne crede nel suo sogno, come decide di rincorrerlo e se ci riesce o meno. Onestamente, visto come finisce, mi aspetterei un seguito! (Demetra, scrivi un seguito?)


Ammetto di aver letto e visto di tutto sull'argomento moda in questi ultimi anni, le storie a volte si somigliano, ma c'è sempre quel qualcosa di diverso che vi strappa un sorriso e vi regala un momento di evasione.

Come avevo detto recensendo il libro Voglio scrivere per Vanity Fair, certo non siamo di fronte a quei libri tipo Guerra e Pace, ma ripeto che nella vita non si può sempre leggere tomi, mattoni, ogni tanto ci si può anche dedicare a letture più easy, che fanno tanto bene alla mente e al cuore.


Vi consiglio di leggere questo libro se:

- amate la moda

- volete una storia senza impegno

- avete davanti a voi un viaggio in treno

- avete anche voi come Dafne un sogno nel cassetto

- vi piace la moda ma non siete delle modelle e quindi non vi sta bene tutto, tutto, tutto


Libro sconsigliato:

- a chi si prende troppo sul serio

- a chi legge solo libri impegnati

- a chi non sa più sognare

- a chi non vuole dare una possibilità agli esordienti

- a chi crede che la moda sia una perdita di tempo

VOTO



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