martedì 26 febbraio 2013

Multiversum - Memoria di Leonardo Patrignani: recensione!

Ho (ahimè!) terminato il secondo capitolo di una trilogia made in Italy che mi sta appassionando moltissimo, Memoria è il secondo capitolo della saga creata da Leonardo Patrignani, cominciata un anno fa circa con Multiversum.
Non è molto che ho letto il primo libro anche se ad essere sincera era da molti mesi sulla mia scrivania, in questo caso elettronica visto che lo avevo acquistato in formato ebook.
Ho atteso il secondo capitolo, Memoria, per poco, ma vi assicuro che mi sembrava di essere tornata indietro di qualche anno, quando attendevo i libri di Harry Potter, quando facevo il conto alla rovescia e poi il giorno dopo correvo in libreria ad acquistarlo. Leonardo Patrignani mi ha fatto riscoprire l'emozione, la bellezza di attendere un libro. Non accadeva da molto, le ultime saghe che ho letto erano complete, quindi anche se centellinate, sapevo che non avrei dovuto poi attendere troppo per proseguire e passare al capitolo successivo.
Memoria è stata la continuazione di un piacevole viaggio, cominciato con Alex, Jenny e Marco attraverso dimensioni parallele, universi, tra passato e presente, verità e menzogna e soprattutto memoria. Abbiamo lasciato i nostri tre amici in una dimensione strana, costruita dalle loro memorie, una dimensione in loop che continuava sempre dallo stesso punto, da quella partita a basket, nel caso di Alex, da quella giornata nel bagno, nel caso di Jenny. I tre ragazzi non ci mettono molto a capire che qualcosa non va, ci sono dei buchi nella loro memoria, Marco, che scopre di essere molto più di quello che credeva (scusate il gioco di parole, ma non voglio svelarvi nulla!!) sarà di grande aiuto in questa seconda parte del viaggio.
Onestamente non sapevo bene cosa aspettarmi da Memoria, non ho voluto creare delle mie personali risposte a questa dimensione in cui erano capitati, mi sono fidata molto di Leonardo Patrignani e vi dirò: non avrei potuto neanche lontanamente immaginare quello che lui ha creato. Penso che lo anche stesso Nolan potrebbe spaventarsi! Memoria ci porterà infatti a scoprire una civiltà avanzata, ma nemmeno poi così tanto, una civiltà succube di un dittatore, dove tutti credono di essere liberi e invece non lo sono affatto. E' inevitabile percepire una certa critica in questo racconto, che va ben oltre quanto viene normalmente richiesto a un romanzo di questo genere e onestamente apprezzo molto questa frecciatina che porta il lettore a porsi domande come: cos'è realmente la libertà? Quando si è veramente liberi? 
Ma come sono arrivati lì Jenny, Alex e Marco? E soprattutto sono effettivamente usciti da Memoria? Non voglio svelarvi nulla.
Leonardo Patrignani prende per mano il lettore e lo accompagna in questa avventura incredibile e straordinaria e lo fa dimostrando di essere perfettamente padrone della materia, niente è lasciato al caso, tutto torna, tutto viene spiegato per quanto necessario e il lettore ne rimane piacevolmente colpito, viene contagiato.
Direi che questo secondo capitolo è ancora meglio del primo, Leonardo Patrignani è cresciuto come scrittore: si vede e si sente! Se uno si lascia trasportare dalle parole, segue Alex e Jenny nei luoghi della Memoria, è come se li vedesse, li sentisse, come se partecipasse realmente alle loro avventure.
Memoria è un libro molto bello, nato come YA (etichetta che personalmente sto rivalutando molto e che onestamente rischia di diventare un po' un minestrone con dentro un po' di tutto), ma che sono certa appassionerà anche gli adulti.
Sapete una cosa? Sono orgogliosa che Leonardo Patrignani sia uno scrittore italiano, spero che questo libro venga tradotto anche all'estero, perché merita davvero. 


VOTO:


lunedì 25 febbraio 2013

Vidi: Il colpevole. Verdetto finale di David Ellis


Avevo parlato un po' di tempo fa della giovane Tre60 e dei suoi interessanti libri, delle splendide edizioni cartacee e dei suoi prezzi ridotti (9,90€ a libro, non è molto!!).
Il 7 marzo troverete in libreria il Colpevole. Verdetto finale di David Ellis, è un thriller e vi dirò, nonostante io non ne legga poi molti di questo genere, questo mi intriga davvero molto e spero di poterlo leggere a breve.
E voi cosa ne pensate?

TRAMA
Jason Kolarich aveva tutto: una brillante carriera di avvocato, una moglie splendida e una figlia adorabile. Poi non gli è rimasto niente. Mentre lui vinceva in aula il caso più eclatante degli ultimi anni, un tragico incidente gli strappava via la famiglia, trascinandolo in una spirale di sensi di colpa e rimpianti. In poco tempo, la gloria e la fama hanno quindi lasciato il posto all’anonimato e alla mediocrità. In una situazione del genere, sarebbe da pazzi rifiutare una cifra da capogiro – 150.000 dollari – per assumere la difesa in un caso di omicidio. Ma ci sono molti punti oscuri: i soldi gli sono stati offerti da un certo Mr Smith, un uomo misterioso dal cognome fin troppo comune; l’imputato è Sammy Cutler, un suo vecchio amico d’infanzia, che non ha mai avuto un soldo in tasca e con il quale ha un conto in sospeso; e, soprattutto, le prove in mano all’accusa sono schiaccianti. Sammy, infatti, si è vendicato dell’uomo che, molti anni prima, era stato sospettato di aver rapito e fatto sparire la sua sorellina. Perché allora ingaggiare proprio lui? E chi ha interesse a salvare Sammy dalla pena di morte? Jason scoprirà presto che quel caso nasconde molti segreti e che la verità, a volte, è meglio che rimanga sepolta, per sempre…



L'AUTORE
David Ellis è un avvocato di successo ed è stato protagonista di alcuni celebri processi dal grande impatto mediatico, che gli sono valsi un posto nel Consiglio di Stato dell’Illinois. Ma David Ellis è anche uno scrittore di bestseller molto apprezzato da critica, lettori e colleghi, tanto che James Patterson – l’autore di thriller più venduto al mondo – lo ha voluto al suo fianco per l’ideazione e la scrittura di una nuova serie di romanzi. Vive a Chicago con la moglie e i loro tre figli. 

venerdì 22 febbraio 2013

The Carrie Diaries: series and book!

Avete presente Sex and the City? Bene, è giunto il momento di conoscere Carrie prima che diventasse LA CARRIE di Sex and the City. Se vi state domandando come sia possibile...beh, è molto semplice.

Esiste un libro, edito in Italia da Piemme, intitolato Il diario di Carrie di Candance Bushnell (originale The Carrie Diaries) che racconta appunto il prequel di Sex and the City. Io non l'ho ancora letto, quindi non so darvi un parere, di sicuro sarà un libro molto rilassante e leggero, niente di impegnativo, ma sta di fatto che negli States hanno deciso di reallizzare una Serie TV tratta da questo libro, credo più ispirata a lui. Il titolo appunto è The Carrie Diaries. In Italia, ovviamente non è arrivata, potete guardarla in streaming, ormai non è una novità che le serie americane siano reperibili con largo anticipo anche da noi.
Ho iniziato questa esperienza da poco, sono appena al terzo episodio, e per ora posso dirvi che mi piace. Ovviamente è anni luce distante da Sex and the City, ma sia il "sex" che la "city" ci sono, logicamente proporzionati a una Carrie ancora adolescente e completamente inesperta riguardo entrambi gli argomenti. Una serie tv che sembra un rituale di iniziazione e una specie di work in progress su quella che sarà poi la Carrie che tutti noi conosciamo.

In Italia attualmente, come dicevo, possiamo leggere il libro: Il diario di Carrie eccovi una scheda rapida.
Esiste sia in versione cartacea che in ebook.

TRAMA
Per chi pensa che le puntate di Sex and the City siano finite troppo presto, per chi non ha mai smesso di sognare il giorno in cui metterà l'anello al dito dello Scapolo d'Oro e per chi, in fondo al cuore, si chiede da sempre come si fa a diventare la regina di New York... Il prequel di Sex and the City e racconta, sotto forma di diario segreto, gli esordi della protagonista di una delle più celebri serie televisive di sempre. Primi amori, prime amiche, primi passi verso una carriera come scrittrice, fino al primo taxi a Manhattan... Dedicato alle fedelissime, ma strizzando l'occhio anche alle lettrici più giovani, Il diario di Carrie sarà in libreria in contemporanea con l'uscita del film Sex and the City 2 nelle sale cinematografiche.

Che dire, spero di leggerlo presto e di potervelo recensire con tanto di confronti con la serie TV, che speriamo non chiuda come è successo all'altra che stavo seguendo: 666 Park Avenue.


giovedì 21 febbraio 2013

Ricatto d'amore: recensione!

Ogni tanto un film un po' più leggero non guasta, anzi.
Ieri sera facendo un po' di zapping mentre ero spaparanzata sul divano mi sono imbattuta nel film su Rai 1, Ricatto d'amore. Trattasi di una di quelle pellicole che di fatto sai già come vanno a finire, ma sei sei una sentimentalona romantica come me le guardi ugualmente, metti da parte il tuo snobbismo cinematografico imparato in cinque anni universitari (sto scherzando eh) e lo guardi. Ti concedi quelle scarse due orette con una commediola poco impegnativa che però ti fa sorridere.
Che poi, onestamente, sarà sempre la stessa roba trita e ritrita, ma ogni tanto le cose cambiano.
Iniziamo con la sinossi.

SINOSSI
New York le aspirazioni di un ragazzo, Andrew Paxton, che sogna un futuro nell'editoria, magari anche da scrittore, si infrangono contro le infinite vessazioni del suo capo, la classica donna tutto lavoro e niente divertimento. Il giorno in cui però il capo, Margareth Tate, rischia di essere deportato nel natio Canada per problemi di visto si presenta l'occasione per un matrimonio di interesse, operazione di certo rischiosa ma potenzialmente foriera della sospirata promozione. L'unico problema sarà tenere in piedi la rappresentazione senza che nessuno, nemmeno l'immigrazione, se ne accorga.
La commedia matrimoniale newyorchese, un vero e proprio genere a sè, va in trasferta in Alaska, dove risiedono i genitori dello sposo e dove si svolgerà gran parte del film (dopo l'opportuna introduzione cittadina). Retaggi indiani all'acqua di rose, beghe familiari di poco conto e un'evoluzione dei personaggi ai minimi storici tuttavia non inficiano eccessivamente la godibilità di un film diretto con gusto, ritmo e qualche guizzo.

Come avrete notato, niente di nuovo sotto il sole e nel panorama cinematografico, a parte questa storiella degli uffici della casa editoriale che rendono la questione leggermente diversa, ma sempre di ambiente lavorativo si tratta.
Onestamente apprezzo molto la Bullock come attrice, è effettivamente molto brava e anche Ryan Reynolds è apprezzabile e pure molto bello, in questo film sono ben assortiti come coppia e anche se in un primo momento sembrano estremamente agli antipodi, pian piano, ovviamente, riusciranno a trovare un modo per comunicare tra loro.
A fare da corona ai due, una pazza famiglia, dell'Alaska, i Paxton, capitanati da una nonna novantenne che sembra essere più in forze del nipote e della sua finta-fidanzata. Un personaggio interessante che darà un po' di brio alla storia e varierà un po' la trama che altrimenti risulterebbe troppo scontata e monotona. 
Margaret poi è la tipica donna in carriera che necessita di uno psicanalista, ha perso i genitori quando era sedicenne e non sa più cosa voglia dire avere una famiglia e avere qualcuno che ti vuole bene, la sua acidità sembra dettata da questo, infatti la gita a casa Paxton le servirà proprio per riscoprire se stessa e risistemare i conti con il passato.
Andrew, ovviamente, non va d'accordo con il padre, ma la nonna tutto fare riuscirà a sistemare anche questa cosa, insomma, la novantenne sembra un perfetto deus ex machina, che abbia scritto lei la sceneggiatura? Scherzi a parte, se avete voglia di una pellicola poco impegnativa, se non urlate di fronte alle cose già viste e riviste, se volete staccare un attimo il cervello, vi consiglio di guardare questo film.
Se vi reputate troppo seri e volete guardare solo pellicole impegnate, non necessariamente film muti giapponesi, ma semplicemente pellicole di un certo spessore: non guardatelo.
E poi non ditemi che non vi avevo avvisati.

VOTO:


P.S. Tre Chaplin è un buon voto, 
onestamente fa anche ridere come commedia, 
quindi scorre bene. 
Dai si può sopravvivere,
 ho sinceramente visto di peggio di questo genere!

La Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier: recensione!

I libri sono delle piacevoli trappole, se sono belli e appassionanti vi rapiscono e vi trascinano nelle loro pagine e in men che non si dica vi ritrovate a vivere avventure inimmaginabili, ha provare sentimenti, emozioni, paure insieme ai protagonisti. Intanto intorno a voi il tempo scorre, passa e quando arrivate all'ultima pagina e chiudete il libro, vi guardate intorno: sono le 2 di notte e in casa tutti dormono da ore. Fuori stanno iniziando a cadere i primi fiocchi di neve, il fuoco del camino è spento da un po' e la temperatura nella stanza è scesa di qualche grado.
Ieri sera, o meglio notte, mi è successo proprio così, mentre stavo terminando Green l'ultimo libro della Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier. 
Ho già recensito i precedenti romanzi: Red e Blue in modo molto rapido, promettendo che avrei fatto una recensione conclusiva che rendesse merito all'avvincente storia intessuta dalla Gier.
Nei post sugli altri due libri avevo già lasciato intendere, senza equivoci, che questa libri mi hanno appassionata molto; non li conoscevo, devo infatti ringraziare Sonia di Cuore d'inchiostro per avermeli consigliati. 
Sono del genere YA, io solitamente non leggo romanzi di questo genere, o meglio, li leggo ma non sono il genere principale che occupa la mia libreria, quindi non credo di avere un metro di misura e un'abilità critica tale da dire: sono la solita solfa trita e ritrita, oppure sono geniali.
Detto questo, non voglio dilungarmi oltre e comincio con la recensione di Green e poi dirò qualche parola specifica su due o tre punti della saga.

Green è il mattone conclusivo di questa trilogia, è il punto in cui tutto converge, in cui il cerchio si chiude e vengono spiegati tutti quei dilemmi che ci siamo portati dietro dal primo volume, Red. Gwen prende coscienza di se stessa, del suo destino e tra un salto nel tempo e l'altro, o meglio tra una trasmigrazione e l'altra, inizia a risistemare tutti i tasselli del puzzle che le faranno comprendere che il conte non è proprio quello che sembra e non solo lui. Sono molte le domande che Gwen ha iniziato a porsi fino a quando ha scoperto di essere lei il rubino, la prescelta di casa Montrose per viaggiare nel tempo, questo l'ha portata nelle precedenti avventure a vivere esperienze poco piacevoli per una ragazza di soli 16 anni e in quest'ultima poi le succede davvero di tutto, sia sul piano sentimentale che su quello famigliare. 


I PERSONAGGI
I personaggi che transitano nella trilogia sono davvero moltissimi, da quelli in carne ed ossa che vivono nel presente, a quelli che troviamo nel passato e poi in mezzo a loro ci sono i fantasmi, che solo Gwen può vedere e può anche comunicare con loro.
Ognuno di essi è caratterizzato con più o meno attenzione. Sono davvero moltissimi gli uomini in questo romanzo, nonostante sia un prodotto principalmente rivolto ad un pubblico di ragazzine, la storia è sicuramente maschilista. Credo che la Gier sia consapevole di tutto questo, perché questa misoginia è proprio consona al conte di Saint Germain, creatore dei viaggi nel tempo, egli ritiene le donne una razza inferiore, eppure anche loro sono viaggiatrici temporali, ma nonostante ciò si circonda solo di adepti uomini, i guardiani. Le donne fanno lavori da donne all'interno dello staff, abbiamo la segretaria Mrs Jenkins, poi Madam Rossini la sarta, per il resto sono tutti uomini.
A casa di Gwen la popolazione è altamente femminile, fatta eccezione per il fratello Nick e il maggiordono Mr. Bernhard. 

I VIAGGI NEL TEMPO
L'idea dei viaggi nel tempo, che è quella su cui si regge tutta la storia, è sicuramente ben studiata e ben caratterizzata, la Gier non si perde in dettagli iperfantascientifici, che forse potrebbero rendere il tutto più divertente, ma essendo scritto in prima persona, la voce narrante è quella di Gwen, quindi scopriamo insieme a lei come funzionano i cronografi e i salti temporali. Quello che lei sa, lo sappiamo anche noi, niente di più. Il libro è quindi un viaggio all'interno di questo mondo e gradualmente comprendiamo gli schemi al suo interno.

L'ACCURATEZZA DEI DETTAGLI
Si vede che la Gier è una scrittrice maniacale e soprattutto appassionata di storia. Viaggiando nel tempo i nostri protagonisti si vedono "costretti" ad indossare abiti legati all'epoca in cui andranno, si può andare solo nel passato e bisogna fare bene attenzione ad armonizzare i propri abbigliamenti con quelli della gente dell'epoca. Gwen è affascinata dagli abiti e si fa scattare delle foto per l'amica Leslie, a testimonianza di ogni suo salto temporale.
Penso che la Gier abbia anche studiato attentamente la mappadi Londra e le sue variazioni attraverso i secoli, infatti non mancano i riferimenti a gallerie della metropolitana inesistenti oppure tunnel che una volta c'erano e ora non ci sono più, ponti sul Tamigi e quant'altro. 
Grande attenzione viene dedicata anche alla musica classica e ai balli come il minuetto, che Gwen dovrà imparare per il grande ballo alla presenza del conte.
Anche il cinema ha un ruolo importante, sono infatti numerosissime le citazioni fatte da Gwen e da Leslie all'interno della vicenda, niente di importante, ma quei film che le ragazzine guardano alla sera, cose principalmente molto commerciali, ogni tanto sbuca qualche titolo più colto, ma niente di sconosciuto.

LE CITAZIONI ALL'INIZIO DEI CAPITOLI
Ogni capitolo comincia con una citazione, a volte si tratta di scrittori famosi, altre di stralci presi dagli Annali dei Guardiani, libroni in cui venivano accuratamente riportati tutti i viaggi nel tempo. Questo dimostra la grande capacità della Gier nel tessere trame. A mio parere lei ha chiaramente in mente (scusate il gap lessicale) il passato della setta e ha una precisa schematizzazione dei viaggi precedenti. Spesso poi gli Annali ci servono per capire anche il passato del Conte di Saint Germain e saranno proprio questi ad aiutarci a comprendere cosa ha in mente di fare questo singolare personaggio.

LA PROTAGONISTA: GWEN
Gwen è una ragazzina sedicenne, non è proprio una protagonista che ti rimane dentro indelebilmente, ma letto con gli occhi di una giovincella, questo libro è sicuramente carino e affascinante, c'è l'avventura, c'è l'amore, ci sono i compagni di scuola, i litigi con la cugina, le feste..tutte cose che bene o male le ragazzine conoscono e quindi non faticano ad identificarsi con lei. Potrebbe risultare poco simpatica al lettore più adulto a causa della sua parlata, si esprime in modo poco colto, ma la sua cultura è prettamente commerciale, non è un genio a scuola, eppure sembra essere destinata a grandi cose. E' il solito riscatto della ragazzina un po' sfigatella che nessuno nota e riesce a mettersi con il più figo del romanzo. Niente di nuovo sotto il sole, direte. Verissimo. Questo è obiettivamente il mattone base del libro, ma la trama che la Gier tesse intorno, lo rende un libro leggibile e non un semplice Harmony. 

LONDRA
Se ancora avevate qualche dubbio, io amo Londra e questo libro è stato letto anche in quest'ottica. Non che la città abbia un ruolo così centrale nel romanzo, però è una cornice interessante che ci fa intuire come anche una città cambi nel tempo, come varino le sue strutture e gli utilizzi degli edifici.

LO STILE
Come ho già detto, il libro è narrato in prima persona e la voce che racconta è quella di Gwen, non abbiamo quindi a che fare con uno stile aulico, non ci sono grandi paroloni o vocaboli colti, la storia scorre molto velocemente e anche in modo piacevole se non si hanno troppe pretese. 
Prima di tutto la Trilogia delle Gemme è stata pensata per un pubblico di adolescenti, come ho già ripetuto alla nausea temo, poi se lo si vuole leggere a 25 anni come la sottoscritta, è un altro discorso. Onestamente a me non è dispiaciuto. Non rimpiango di aver divorato questi libri, anzi, li ho già consigliati almeno a una decina di persone. 
La storia mi ha piacevolmente catturata, l'avventura è molto interessante e ben costruita. La trama non ha grossi scivoloni e alla fine tutto torna, quasi troppo forse. La Gier poteva lasciare qualcosa di più nel mistero, quelle classiche cose che non si spiegano, tutte le domande trovano la loro precisa risposta. Essendo un libro che parla comunque di magia, e questa è l'unica critica che le avanzo, qualcosa poteva terminare nel magico e nel fantasioso. Nessuno lo vietava.

UNA CRITICA CON SPOILER
Ad essere sincera vorrei avanzare un'altra piccola critica: si capiva subito che Lucy e Paul sono i genitori di Gwen!! Troppo mistero intorno alla sua nascita...


Credo di essermi dilungata fin troppo. Concludendo, oppure facendola breve per chi non ha voglia di leggere il libro, a mio parere la Trilogia delle Gemme è un prodotto interessante, piacevole che potrebbe anche essere trasformato in una serie tv, perché la vicenda si svolge di fatto in un arco temporale di poche settimane, sono i viaggi nel tempo ad ampliare...il tempo. Non dico un film perché secondo me non si presta, ma una bella serie tv potrebbe starci. Una cosa tipo I pilastri della terra con un tot di puntate e basta. Niente che abbia a che vedere con pacchetti di 10 stagioni, sarebbe impossibile.

E voi cosa ne pensate? L'avete già letta questa trilogia?
Attendo i vostri commenti.

VOTO:


lunedì 18 febbraio 2013

Vidi: Memoria: il viaggio ricomincia!

Ho appena recensito Multiversum ed ecco la scheda del seguito che sarà domani in tutte le librerie (io attendo l'ebook!).
Ed ecco a voi la presentazione dell'atteso seguito di Multiversum di Leonardo Patrignani: intitolato Memoria, edito ancora una volta da Mondadori.
Se è bello quanto il primo...non vedo l'ora di leggerlo!
Soprattutto per capire come Alex e Jenny riusciranno a uscire da Memoria, luogo che sembra un limbo, almeno così io me lo sono immaginata leggendo Multiversum.
Detto questo...Non posso lasciarmelo sfuggire!!!
E voi?
State aspettando questo libro?
Lo avete già messo nella lista dei desideri?

TRAMA

"Forza, usciamo da questa gabbia". La frase pronunciata da Marco con cui si conclude il primo romanzo, è il punto di partenza del secondo capitolo della Multiversum Saga. Alex, Jenny e Marco si trovano in Memoria, luogo esclusivamente mentale nel quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine del loro mondo, una nuova era è cominciata sul pianeta Terra. Sarà Jenny a svegliarsi per prima, in una cabina a bordo di un sottomarino, in una realtà di nuovo fisica. La voce di Alex suona ancora nella sua testa ma lui non è con lei. Solo ritrovandolo potrà cercare una via d'uscita da quell'ennesima trappola. Sempre se è vero che nelle infinite biforcazioni del Multiverso esiste una strada alternativa. 


Multiversum di Leonardo Patrignani: recensione!

Multiversum era nella mia lista dei libri da leggere da un bel po', da così tanto tempo che dopodomani (o quasi) esce già il seguito, finalmente sono riuscita a leggerlo e...
Posso dirlo?
Posso urlarlo?
Posso fare un post non "apparecchiato"?
Posso fare un post molto easy?
Posso fare un post ricco di commenti fini a se stessi che non hanno niente di critico, ma sono solo da fan supersfegatata?
Posso?
Vado!

Multiversum è un CAPOLAVORO! Sì, questo libro mi è piaciuto davvero moltissimo, quando sono arrivata all'ultima pagina, oltre ad essere molto triste per averlo terminato ho pensato due cose:
1. è il libro che avrei voluto aver scritto io,
2. è uno dei migliori libri YA scritti da un autore italiano che io abbia letto in questi ultimi mesi.
Devo dire che il primato (punto 2) se lo contende bene con Muses di Francesco Falconi, ma Multiversum di Leonardo Patrignani lo sento più vicino a me perché, caspita, è riuscito a mettere nero su bianco alcuni dei miei sogni, alcuni miei pensieri...(ecco perché dico che è il libro che vorrei aver scritto) e tutto questo mi ha causato una dipendenza da Multiversum tale per cui mi sono vista costretta a terminarlo nel giro di poche ore.
Non riuscivo a staccarmene. E ora ovviamente devo leggere il seguito, che uscirà a breve, per fortuna, ma che devo assolutamente procurarmi per sapere cosa succederà ad Alex e a Jenny. 
Un libro delizioso, avvincente che cattura realmente lo spettatore, io stessa ho viaggiato con Alex e Jenny, li ho davvero conosciuti attraverso queste pagine, ho divorato buona parte di questo libro mentre ero in treno e vi assicuro che sono stata rapita dal sedile e trasportata piacevolmente nella vicenda di Alex e Jenny, delle loro famiglie, dei loro mondi. Ogni pagina era una scoperta e man mano che avanzavo nella lettura capivo che Patrignani è senza ombra di dubbio un genio. 
La teoria delle dimensioni parallele mi ha sempre intrigato un sacco, quanto quella dei viaggi nel tempo, dei futuri possibili. Da bambina guardavo e riguardavo Ritorno al Futuro, affascinata dalla sua sceneggiatura, quella storia che cambiava a seconda delle scelte dei protagonisti, sono cresciuta e ci sono stati film come Sliding Doors piuttosto che Time Line o l'intramontabile L'uomo che visse nel futuro e mi dicono dalla regia che anche Fringe è di questo genere.
Insomma, l'abilità di Leonardo Patrignani è di riuscire a costruire su questo espediente una storia fantastica che è stata apprezzata moltissimo e che sarà apprezzata ancora da molti e molti lettori. Alex e Jenny appartengono a due dimensioni differenti, eppure riescono a comunicare tra loro e sarà proprio questo dono a "costringerli" a cercarsi, vogliono conoscersi, ma incontrarsi non sarà così semplice come sembra.
Onestamente i due personaggi, che nel libro sono sedicenni, sono molto maturi per la loro età, determinati e coraggiosi, scelgono di seguire il loro destino con la paura necessaria dettata dal caso, ma anche con l'incoscienza tipica di chi ha 16 anni.
Rivolto principalmente ad un pubblico di adolescenti, Multiversum in realtà si legge bene a qualsiasi età, fidatevi, vi appassionerete a questa saga!

VOTO



giovedì 14 febbraio 2013

La fallace forza dei blog

--> COMUNICATO STAMPA <--

La rete, talvolta, produce iniziative meritevoli. A volte i progetti migliori nascono proprio da scambi inconsapevoli. Giunge la proposta, poi il rilancio, e infine la frenesia derivante dall'idea di stare facendo qualcosa di buono, per cui vale la pena spendere energie. Succede così, per caso, anche l'ultima iniziativa scaturita dalle menti di alcuni blogger letterari italiani. Un infelice epilogo ha troncato la possibilità di far evolvere un progetto grezzo in un'iniziativa dall'interessante intento: scoprire e analizzare l'influenza dei blogger sul mercato libraio
L'iniziativa sorge dopo alcune discussioni successive alla fiera della piccola e media editoria di Roma, Più libri più liberi. In una tavola rotonda alla quale erano presenti alcuni blogger e giornalisti, l'AIE presenta la propria zoppicante ricerca di mercato. Si è pensato quindi di rilanciare l'idea, facendola scaturire "dal basso". I blogger stessi che cercano di definire la propria importanza e il proprio valore all'interno di quel girone infernale che è l'editoria italiana. In data 16 gennaio il progetto ha mosso i primi, timidi passi. Ne è scaturito un vivace gruppo su facebook, teso al coordinamento interno, nel quale sono stati invitati alla partecipazione circa un centinaio di blog (numero che si sarebbe ampliato significativamente nell'"ideale", e ormai irrealizzabile, secondo test).
Le modalità di partecipazione erano semplici: scrivere e pubblicare una segnalazione/recensione de Il Canto del Cielo (Beat, 2012), romanzo scelto perché considerato un ottimo esempio di letteratura, nominato come Best British Book of the Last 25 years e apprezzato a tal punto in suolo britannico da trarne anche una serie targata BBC. In nessun caso, è bene specificarlo, è stata richiesta la pubblicazione di una recensione falsata, dichiaratamente positiva quand'anche il recensore avesse espresso il proprio giudizio negativo all'opera. Non sono state prese in considerazione le recensioni negative - che rappresentavano l'1% del totale e sarebbero state ugualmente pubblicate per correttezza e trasparenza alla fine del periodo stabilito, ovvero dal 15 febbraio - perché lo scopo di questo studio di settore (nella sua fase embrionale e sperimentale) era valutare il peso della valutazione positiva (sincera e non condizionata) dei blogger sull'andamento delle vendite. L'analisi dell'impatto di giudizi discordanti e spesso sfavorevoli riguardo un determinato romanzo sarebbe stato il punto focale della seconda parte del progetto. Lo scopo delle segnalazioni, invece, era rendere consapevole il lettore della presenza de Il Canto del Cielo in libreria, giacché era stato ampiamente ignorato dal pubblico e dalla critica sul web. 
I blogger hanno stabilito un periodo limitato di tempo nel quale pubblicare gli articoli nei rispettivi blog al termine del quale, in collaborazione con la casa editrice, analizzare l'andamento delle vendite de Il Canto del Cielo nel mese precedente, corrente e successiva all'iniziativa. Dati che sarebbero stati resi noti da tutti i blogger partecipanti se non fossero intervenute cause esterne che hanno impedito il completamento e la riuscita del progetto. 
Il sentimento comune, tra i promotori del progetto, è quello di amaro disappunto e dispiacere per aver visto travisare, pur dopo attente e lunghe spiegazioni, lo scopo del progetto. A causa di notizie distorte, successivamente utilizzate per screditare una iniziativa che aveva come unico scopo quello di verificare l'ascendente dei blogger sulle variazioni di mercato, è stato vanificato il lavoro di moltissime persone, che hanno visto andarsene ore di lavoro senza poterne apprezzare il risultato finale. Ci lascia interdetti la poca professionalità di alcuni, che senza interpellare gli organizzatori dell'esperimento si sono sentiti in dovere di informare i lettori riguardo un'iniziativa che a loro dire ledeva la fiducia necessaria in un rapporto lettore/blogger probabilmente per fini pubblicitari e per fomentare un sensazionalismo che, fatto in mala fede, danneggia la blogosfera. 
Non intendiamo raccogliere alcuna provocazione o dare adito a sterili discussioni demagogiche; ci auguriamo inoltre che i lettori dei nostri blog capiscano e comprendano le buone intenzioni sottese alla nostra iniziativa. Garantiamo per l'assoluta onestà di qualunque recensione pubblicata riguardo il romanzo sopracitato. Qualsiasi altro chiarimento verrà comunicato, eventualmente, tramite un altro comunicato stampa, diffuso dai partecipanti. 

mercoledì 13 febbraio 2013

Vidi: Il canto del cielo di Sebastian Faulks


Durante una delle mie peregrinazioni librose, mi sono imbattuta in Il canto del cielo di Sebastian Faulks edizioni Beat, un interessante libro ambientato praticamente tra gli anni 10 e gli anni 70.
Un periodo storico molto ampio, durante il quale si è svolta la maggior parte degli eventi del 900. Un libro sicuramente molto ambizioso, che mi incuriosisce in primo luogo perché scritto da uno scrittore inglese, in secondo luogo perché è già stato fatto uno sceneggiato dalla BBC e prima di vederlo vorrei leggerlo.
Voi lo conoscete?
Cosa ne pensate?


TRAMA
Stephen Wraysford è un ventenne inglese, orfano e senza più legami, trasferitosi in Francia per lavorare in un’industria tessile. Isabelle è una ragazza irreprensibile, che rispetta, con rassegnazione, i doveri coniugali di un matrimonio combinato. Quando si incontrano, ad Amiens, nel 1910, i due vengono travolti da una passione bruciante che non possono ignorare. Ma quando Isabelle scopre di essere incinta, la loro relazione s’interrompe bruscamente. Entrambi torneranno alla vita di tutti i giorni, ma la cicatrice di quell’amore
segnerà per sempre le loro esistenze. Pochi anni dopo, la Grande Guerra sconvolge il continente. Nel 1917 Stephen è di nuovo in Francia, a lottare per la vita nel corso dei conflitti in cui si ritroverà a combattere tra le fila dell’esercito inglese, nel mezzo delle carneficine a cui dovrà assistere. Sopravvissuto, e di nuovo sui luoghi della passione, ritroverà Isabelle, profondamente segnata, nel corpo e nello spirito, dalle atrocità del conflitto; ma, per l’indecifrabile alchimia dei sentimenti, ne sposerà la sorella, Jeanne. Londra, 1978. Elizabeth, nipote di Stephen Wraysford, decide di indagare la storia della sua famiglia. Sarà nelle pagine del diario di suo nonno che troverà le risposte a molte domande e la forza per cominciare una nuova vita. Il canto del cielo è un’indimenticabile narrazione storica. Una struggente storia d’amore, di passione, di abbandono e speranza. Un racconto che si snoda attraverso i decenni e le generazioni del Novecento, per restituire il dramma di un’intera epoca e ricostruire la tragedia, collettiva e individuale, di chi ha contemplato con i propri occhi l’orrore della guerra.


L'AUTORE

Sebastian Faulks, ha collaborato con il Daily Telegraph, il Sunday Mirror e l’Indipendent. Scrittore di conclamata fama e vincitore del British Book Award, è autore di biografie e di romanzi storici di successo. Vive a Londra con la moglie e i loro tre figli.





martedì 12 febbraio 2013

Blue di Kerstin Gier: recensione!

Prosegue la mia lettura della Trilogia delle gemme di Kerstin Gier, il primo capitolo della saga era intitolato Red e trovate QUI la mia recensione.
Il secondo libro è Blue e l'ho terminato proprio ieri sera.
Che dire.
Non saranno i libri del secolo, ma a me piacciono. Il genere YA mi è sempre piaciuto un sacco, soprattutto se è bello farcito di ingredienti magici.
Se siete capitati su questa pagina, probabilmente siete già al corrente della trama e della vicenda di Gwendolyn che ha scoperto da pochi giorni di essere lei la vera viaggiatrice nel tempo e non la cugina, Charlotte, come avevano pensato.
La storia si fa più intricata, ancora non riusciamo a sapere se Lucy e Paul hanno buone o cattive intenzioni dopo aver rubato il Cronografo, i guardiani dicono che sono male intenzionati, ma Gwen non è sicura. Tra abiti improponibili, giri di danza e cuori in preda ai primi innamoramenti, l'avventura di Gwen prende forma e nelle sue peregrinazioni nel passato scoprirà cose molto interessanti che sembrano confutare le tesi dei guardiani, conoscerà qualcuno di molto importante, che sarà molto utile per alcuni chiarimenti.
Saltando tra passato e presente, feste e punch altamente alcolico, Gwen inizierà pian piano a conoscere i segreti che si celano dietro la setta dei Viaggiatori del tempo e allora sarà bene non fidarsi più di nessuno, nemmeno del proprio istinto. Ma la ragazza non potrà fare a meno di innamorarsi di Gideon, affascinante rampollo del ramo de Ville dei viaggiatori nel tempo, e, se nel primo libro c'erano soltanto pensieri e sguardi, in questo accade qualcosa di più, nel bene e nel male. Ammetto che la Gier è brava a descrivere Gideon, tant'è vero che...sfido chiunque a non innamorarsene, anche se in alcuni punti viene voglia di prenderlo a schiaffi...
Non voglio raccontarvi niente perché è un'avventura molto avvincente, una scrittura scorrevole, come avevo già detto, una trilogia che merita davvero di essere letta. Forse potrebbe sembrare semplice, non saranno libri che riformeranno la letteratura internazionale, ma pazienza. A me ha dato delle emozioni, si legge bene, senza inceppamenti, non viene l'orticaria...onestamente io mi aspetterei un bel film su di loro. Che ne pensate?
Alla prossima, con l'ultimo capitolo della saga: Green.

venerdì 8 febbraio 2013

Vidi: Nel cuore del mare di Charlotte Rogan


In questo periodo sto re-impolpando la mia lista dei desideri librosi, altrimenti detto comodino. Ultimo ad essere entrato in questa lista è Nel cuore del mare di Charlotte Rogan.

TRAMA
È l’estate del 1914. L’Europa sta correndo con sciagurata determinazione verso una guerra disastrosa, eppure per Grace Winter l’avvenire appare ricco di promesse. Insieme al suo ricco marito appena sposato si è imbarcata alla volta di New York, dove spera di farsi accettare dalla suocera, donna altera che si era dimostrata poco propensa a quel matrimonio. Ma in seguito a una misteriosa esplosione la nave su cui viaggia la coppia affonda. All’ultimo momento, quando la fine sembra ormai inevitabile, un membro dell’equipaggio trova un posto a Grace su una scialuppa già sovraccarica. Alla deriva in condizioni climatiche ostili, la giovane e i suoi compagni di sventura sono ben presto costretti a fare una scelta di campo tra John Hardie, un vecchio lupo di mare feroce che ha assunto il comando dell’imbarcazione, e Ursula Grant, enigmatica passeggera che contesta la sua autorità. Le tre settimane che seguono il naufragio trascorreranno così fra paura, intrighi e rari momenti di conforto, rimettendo in dubbio le più intime convinzioni di ognuno riguardo alla giustizia, all’umanità… e a Dio. Salvata, Grace finirà però sotto processo con accuse infamanti. Non sapendo esattamente cosa pensare della loro cliente, i suoi avvocati le suggeriscono di stendere un memoriale in cui raccontare l’intera vicenda. Il risultato è una narrazione che toglie il fiato e solleva domande inquietanti sui limiti della morale di fronte alla morte, restituendoci nel contempo il ritratto di una donna complessa e indimenticabile tanto quanto gli avvenimenti che descrive.

L'AUTRICE
Charlotte Rogan si è laureata a Princeton nel 1975. Dopo aver lavorato per anni nel campo dell’architettura e dell’ingegneria, ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Nel cuore del mare è il suo primo romanzo. Lo spunto per la storia gliel’hanno fornito un vecchio articolo di diritto penale e i suoi ricordi di bambina cresciuta in una famiglia di marinai. Vive a Westport, nel Connecticut, con il marito e i tre figli gemelli.


Kindle Paperwhite VS iPad

Da quando esiste Life in Technicolor i luoghi e i metodi di lettura sono gradualmente cambiati. Il libro cartaceo è stato gradualmente affiancato da quello digitale, che, dopo un iniziale periodo di scetticismo, pian piano anche noi italiani ci siamo abituati a tollerarlo, me compresa.
Ho iniziato a leggere i miei primi ebook sull'iPad e da questa settimana sono sbarcata sul Kindle Paperwhite e le differenze si vedono.
Devo essere sincera con voi, così come lo sarei anche se mi dovessero fermare per strada: leggere i libri sull'iPad è da delirio! A me da fastidio, ma a livelli di nausea!
Ne ho letti soltanto 3 o 4 su iPad, ora non ricordo nello specifico, ma sono state esperienze un po' da panico! All'inizio leggevo bene, poi pian piano...gli occhi iniziano ad urlare...
Non mi stancherò mai di dirlo: lo schermo dell'iPad è uno schermo RETRO illuminato, quindi è come leggere dallo schermo del PC, leggi una pagina e poi accendi la stampante. Per carità...qualcuno ci riesce, ma non è una lettura comoda, rilassante.
Lo schermo del Kindle Paperwhite è SOVRAILLUMINATO.
E su questo è bene fare un appuntino, perché anche qui ci hanno presi per il naso.
Se io vado a modificare la luminosità dello schermo del Paperwhite, ecco cosa esce:


Quindi, fatemi capire: sta sovrailluminazione non serve per leggere al buio, serve per contrastare la fonte luminosa sopra di noi...Ma allora perché dal sito di Amazon si vede chiaramente una tipa che legge al buio con la luce al massimo?
Ieri in treno, ho provato a mettere la luminosità al massimo visto che mi entrava il sole diretto dal finestrino e ho notato che effettivamente si legge meglio...ma in camera alla sera preferisco leggere con la luminosità a 8-9 e poi la mia fidata lampada da lettura che illumina oltre lo schermo.
So che alcuni pensano di usarlo quest'estate per leggere in camera cercando di sopravvivere alle zanzare, forse potrebbe essere un ottimo modo per utilizzare questa illuminazione.
Personalmente ho dei problemi a leggere al buio e a fissare il Kindle fluorescente. Succede anche a voi?
Per il resto, si legge benissimo, sicuramente l'ebook reader è un oggetto che entrerà nella nostra quotidianità come lo scolapasta e lo spazzolino, ho già sentito qualcuno dire che da quando ha scoperto il Kindle legge molto di più. 
Insomma, ben vengano questi ebook reader, siano essi Kindle o Kobo o altro. 
Però, c'è un però da lettore.
Adoro guardare la mia libreria, ripercorrere le copertine dei romanzi e pensare a quello che ho letto là dentro, ripensare alle emozioni provate mentre leggevo quel libro, con l'ebook reader questa sensazione non c'è. Non c'è l'esclusività della lettura. Nel senso che se io leggo Harry Potter, associo determinate emozioni ad un tipo di carta, ad un tipo di scrittura, ad un tipo di odore.
Con l'ebook reader sembra di leggere sempre lo stesso libro, senza odore, senza carta, con i caratteri sempre grandi uguali. E' proprio tutta un'altra esperienza di lettura. Un altro mondo.
I libri cartacei sono insostituibili, certo però che se mi devo leggere Les Misérables, non posso tirarmi dietro 1600 pagine di libro. Cioè, un tempo si faceva anche, ma onestamente sul treno con la valigia, lo zaino, la borsetta...preferisco avere il mio fidato Kindle. 
E voi? Vi siete già ebookreaderizzati? 

Vi lascio qui sotto due scatti del mio Kindle, acquistato con apposita custodia che onestamente costa, ma è ben fatta!
Alla prossima!





Fai bei sogni di Massimo Gramellini: recensione!

Avevo messo sul comodino questo libro fin dal momento in cui è uscito, così come il precedente: L'ultima riga delle favole, ma non ero mai riuscita a leggerli. Non avevo mai sentito il bisogno di cominciarli, fino a quando mercoledì sera ho visto l'ennesima intervista a Gramellini a Le invasioni barbariche.
Stimo molto Massimo Gramellini, adoro leggere ogni giorno il suo Buongiorno, mi piace ascoltarlo da Fazio a Che tempo che fa, è un uomo colto e ha un cervello a forma di cuore: un maschio femmina. Sto delirando?
No, seguitemi con calma.
Fai bei sogni è un romanzo autobiografico, che racconta la storia di Massimo Gramellini e della madre, morta quando lui aveva 9 anni.
Una vita da orfano di madre, cresciuto da un padre che a fatica riusciva a mostrargli quanto bene gli volesse, non perché non gliene volesse, ma perché abituato a nascondere i suoi sentimenti, a schermarli, a non farli conoscere in pubblico. In quanto uomo non poteva cedere alle emozioni come le donne.
Gramellini ci racconta una vita durante la quale ha dovuto gradualmente accettare la morte della mamma e tutte le mancanze ad essa connesse, a partire dai caldi abbracci, dall'odore dei suoi capelli che lentamente non ricorderà più ai suoi modi di fare. Eppure la mamma era cambiata da tempo, non era più la stessa donna piena di vita, da qualche mese era diventata triste, sembrava divorata da un demone. Fai bei sogni ci racconta il viaggio di un bambino che deve diventare uomo senza madre, un cammino condiviso con il solo padre, degli amici di famiglia che gradualmente vengono allontanati dal padre, una Madrina (con la M maiuscola) che mi piace pensarla uguale alla fatina di Cenerentola della Disney, questa donna sarà infatti il Deus ex machina della vicenda.
Il libro di Gramellini è anche un viaggio verso la verità, tutti gli hanno sempre detto che la mamma è morta di infarto, in salotto, dopo essere stata nella sua stanza a rimboccargli le coperte. Eppure questa verità è stata costruita ad hoc per "non farlo soffrire ulteriormente", nessuno ha voluto raccontargli l'altra verità, che lui ha scoperto da adulto, pochi anni fa. 
Durante l'intervista con Daria Bignardi, Gramellini ha raccontato come la scrittura di questo romanzo ha fatto riemergere in lui episodi che aveva eliminato, accantonato nella testa, ma che gradualmente sono emersi. Un viaggio psicologico insomma, leggere Fai bei sogni è come ospitare Gramellini sul divanetto di uno psicanalista, non lo dico in modo negativo, anzi.
Penso che abbia avuto molto coraggio a mettere nero su bianco questa storia, che non è nient'altro che la sua storia, ha messo in pubblico un torto che gli è stato fatto, lui che è una delle firme più importanti del quotidiano La Stampa.
Fai bei sogni forse a molti può non piacere, è una storia semplice, scritta con le parole semplici, una storia di sentimenti ed emozioni, una storia che si lascia leggere e vivere. Molti lettori hanno versato lacrime mentre divoravano le pagine, io stessa mi meravigliavo man mano che andavo avanti nella lettura. 
Un libro sicuramente che merita di essere letto, consigliato a quelle persone che non hanno paura di mostrare le loro emozioni, ma consigliato anche a chi ha paura di mostrarle, perché magari dopo averlo letto la paura svanirà. Consigliato a chi ha subito una perdita, dice lo stesso autore, ma in questo caso preparatevi a non essere compianti.
Credo che Gramellini sia stato coraggioso a raccontare questa storia, egli è un maschio femmina perché dimostra di essere un uomo dotato di sensibilità, questa definizione è presente nel suo libro ed è stata ripresa anche durante l'intervista con Daria Bignardi. 
Quindi, se non lo avete letto...leggetelo! E se già lo avete letto, visto che obiettivamente è uscito da un po'...fatemi sapere cosa ne pensate!

Non avendo fatto precedentemente una scheda del libro, vi incollo qui sotto la trama.

TRAMA
Fai bei sogni è un romanzo, a tratti autobiografico, del vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini. E' la storia di un segreto, rimasto nascosto per quarant'anni. E' la storia di una persona che dall'età di nove anni, fino alla vita da adulto, è rimasto all'oscuro circa i fatti relativi alla morte di sua madre. Come se il silenzio fosse un modo per cancellare le tragedie della vita. In realtà questo è un modo per rifiutarsi di accettare l'evento drammatico. Il silenzio come rifugio per non soffrire, uno stratagemma dell'anima a cui ricorre chi si trova di fronte ad una perdita improvvisa. Un rifugio temporaneo che non serve. Un'illusione che fornisce linfa vitale al malessere esistenziale, al timore di vivere. Non è il superamento del dolore, ma è il rifiuto e la paura di conoscere la verità, è una condizione che trascina verso lo smarrimento del proprio Io più profondo. Ed è questa la situazione del protagonista, un uomo insicuro a causa di una perdita che non è mai stato in grado di superare. E' la sua storia, la storia del suo tormento e di come, un giorno, ha deciso di immergersi nel dolore, per superarlo e per vivere un'esistenza autentica. Fai bei sogni è un romanzo in cui Gramellini parla della perdita, della verità e dei percorsi che il nostro Io compie per cercare di superare i drammi dell'esistenza.

martedì 5 febbraio 2013

Vidi: Uno splendido disastro di Jamie McGuire

Sono davvero molto incuriosita dal libro di cui vi parlo oggi, Uno splendido disastro di Jamie McGuire: non vedo l'ora che arrivi in libreria per poterlo leggere e quindi recensire.

TRAMA

Camicetta immacolata, coda di cavallo, gonna al ginocchio. Abby Abernathy sembra la classica ragazza perbene, timida e studiosa. Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università, ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. 
Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. Dietro di sé ha una scia di adoratrici disposte a tutto per un suo bacio.
C'è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza. 
Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli profondi di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare. Lei no, non ci cadrà come tutte, lei sa quello che deve fare, quel ragazzo porta solo guai. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover condividere lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un'inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto…

Uno splendido disastro è un caso editoriale unico, un fenomeno mondiale. La rete è invasa di commenti, schiere di lettori reclamano un secondo romanzo al più presto, dilagano forum dedicati ai due romantici protagonisti. Venduto a una delle più importanti case editrici americane dopo un'asta agguerrita, ha scalato la classifica del «New York Times» rimanendo per settimane ai primi posti. Sentimenti inconfessabili, lotte interiori, passione proibita fanno di Uno splendido disastro un romanzo da cui è difficile non diventare dipendenti. 

lunedì 4 febbraio 2013

My G-Day!

Il 25 settembre 2006, in una uggiosa mattinata settembrina, sono salita su un pullman alle ore 5.49 alla volta di Santhià per prendere il Milano-Torino che mi avrebbe portato per la prima volta a Torino.
Ero stata ammessa al DAMS, avevo passato il test d'ingresso e quel giorno stava per iniziare la mia carriera universitaria. Avevo deciso di fare la pendolare. Una pazza, direte, effettivamente farsi un'ora e mezza di treno all'andata più un'altra ora e mezza al ritorno, non era proprio un divertimento. Il primo anno è volato, tra amici nuovi conosciuti per caso in fondo a un'aula, oppure nella pausa pranzo, persone con le quali condividere intense lezioni dalle 12 alle 14, con le quali correre a prendere il treno, con le quali versi il caffè-disgustoso delle macchinette. Con le quali realizzare il "paper" per l'esame di Inglese del professor Bajma Griga, che è scomparso da un anno circa.
Il primo anno è volato e il mio umore, nonostante il pendolarismo, era migliorato moltissimo rispetto agli anni del liceo, durante i quali il greco e il latino erano stati per me come Scilla e Cariddi.
Ho iniziato così il secondo anno, pendolare di nuovo. Questa volta però me la cavavo prendendo il treno delle 7.10 e finalmente avevo scelto il mio percorso: volevo studiare cinema, avevo avuto un iniziale svarionamento e volevo puntare tutto sull'arte, ma dopo aver sentito i racconti di ragazzi che erano più avanti di me negli studi, ho capito che non poteva essere la mia strada.
Nel cinema ho trovato...un mondo, che non immaginavo minimamente. Non ero una grande esperta, lo ammetto, come non lo sono tutt'ora. Mi erano quasi sconosciuti Orson Welles e Griffith, ma ricordo benissimo che appena ho visto le loro pellicole non ho potuto fare a meno di innamorarmi di loro.
Tra un film e l'altro, conversazioni di messenger intrecciate, ennesime pause pranzo e primi folli progetti....ho conosciuto molti altri amici, con i quali ho stretto anche grandi amicizie.
Anche il secondo anno è volato senza quasi che me ne rendessi conto, ma già ventilavo qualcosa di nuovo per la mia vita torinese: trasferirmi finalmente a Torino. Dovevo iniziare il terzo anno, che prevedeva corsi dal 8 del mattino, dovevo fare la tesi...quindi, di comune accordo con mamma e papà, ho inviato la mia richiesta per abitare presso il Collegio Einaudi e quello, me ne sono resa conto dopo, era un piccolo passo per l'uomo, ma un grande passo per la mia vita torinese.
Sono entrata in collegio in una soleggiata mattina di settembre. Ricordo ancora che ero stanchissima perché la sera prima ero in piazza ad ascoltare i Cluster, e quella mattina ero asociale, parlavo pochissimo...e i miei co-collegiali mi avranno presa per pazza.
Ho iniziato quindi la mia vita torinese: durante il primo semestre mi ero caricata ogni corso possibile e immaginabile, otto ore di lezione per tre giorni...dalle 8 alle 16.. Pazza!
Tra un corso e l'altro avevo poi trovato una proposta di tirocinio molto interessante: una settimana al festival del cinema di Courmayeur. Wow! Presa al volo. Esperienza bellissima! Che mi ha fatto conoscere un sacco di gente e di compagni di corso.
E poi....è arrivato il momento di chiedere la tesi...e mi sono lanciata su una tesi che trattava di cinema muto. Ricercavo libri per la tesi, pensavo alla specialistica....e continuavo a dare esami. A settembre 2009 mi mancava l'ultimo, tutto incastrato per laurearmi a gennaio 2010, ma le cose non sono andate come speravo. Purtroppo questo fatidico esame mi ha ritardato la laurea facendomi andare un anno fuori corso, nonostante stessi già frequentando la specialistica.
Mi sono laureata così durante un'afosa mattina di luglio del 2010.
Ovviamente a settembre ho iniziato la specialistica, carica come non mai!
Due anni intensi, che però mi sono serviti per approfondire ulteriormente le mie conoscenze e anche per ampliarle, perché c'è sempre qualcosa da sapere.
E il 31 gennaio...ho concluso il percorso, laureandomi di magistrale. Finalmente o purtroppo sono arrivata alla fine del percorso.
Sono felice, ma allo stesso tempo un po' dispiaciuta. Credo di aver capito in questi anni che questa è davvero la mia strada, che poi si è intrecciata con altre strade. Mi è sempre piaciuto il cinema, la narrazione, il racconto, le storie, la Storia, i libri. Ho sempre adorato queste cose e sono felice della scelta che ho fatto. Ho inseguito un sogno, lo inseguo tutt'ora e continuerò. Ho 25 anni e sono autorizzata a sognare. Ne sono convinta.
Non so ancora con certezza cosa farò da grande, ma pian piano lo scoprirò.

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