mercoledì 20 marzo 2013

INSIDE BATMAN

Mi è giunta notizia qualche giorno fa di una fantastica iniziativa che è appena nata sul web. Vi incollo il comunicato stampa che mi è stato girato. Si tratta di una web series e devo dire che promette molto, molto, molto bene! Inoltre è incentrata su un personaggio che adoro, cioè BATMAN..insomma, non vedo l'ora che arrivi il primo episodio.


COMUNICATO STAMPA



presentano


Tutto ciò che avreste voluto sapere sul Cavaliere Oscuro e non avete mai osato chiedere


Inside Batman è una FanFiction senza scopo di lucro co-prodotta dalle giovani case di produzione Le Bain e TroubleDuo Film; una webserie con una formula inedita nel panorama di genere italiano. È un mokumenthary (un falso documentario) che racconta con profonda ironia parodistica il contrasto tra un supereroe e un ambiente per il quale un supereroe è una misura eccessiva, che stona, che può solo scatenare ilarità.
L’idea è quella di mettere in scena gli sketch come se fossero frammenti di un reportage dedicato all’ingresso di Batman nelle forze dell’ordine, a due anni dalla sconfitta dei grandi criminali di Gotham.
Ovviamente, inizierà la sua avventura nelle forze dell’ordine locali da Tenente… un minimo di gradi se li è pure meritati!



Di seguito, l’antefatto:
È un uomo come tanti. Ma non è uno fra tanti. Ha avuto un’infanzia difficile, nonostante i soldi, la ricchezza, il prestigio e il potere. Crescendo è diventato uomo. E non solo. È diventato qualcos’altro. Un essere vendicativo, una bestia, un pipistrello. Nei panni di Batman ha combattuto il crimine di Gotham quasi con spirito di abnegazione. Ed ha affrontato alcuni trai i più grandi criminali della storia: Joker, Two Face, l’Enigmista… sconfiggendoli ad uno ad uno.
Ed oggi? Oggi Batman ha vinto!
L’uomo pipistrello ha sconfitto tutto il male della città, e Gotham sembra essere diventata Pleasentville.
Ma se Batman è l’immagine cupa della lotta al crimine, e il crimine scompare, che fine fa Batman?
I grandi cattivi non esistono più, è vero. Però rimangono tante piccole battaglie da combattere: le infrazioni per guida pericolosa, i passeggeri che si rifiutano di pagare il biglietto sull’autobus, gli evasori fiscali…
Non resta che chiedere aiuto al Commissario Gordon, che conoscendo il valore dell’uomo pipistrello, riuscirà a trovargli un posto nelle forze dell’ordine locali. Un agente speciale… molto “speciale”.
Il gruppo di Inside Batman, inoltre, sta mettendo a punto una vera e propria architettura crossmediale e transmediale che porterà l’esperienza della serie al di fuori mezzo audiovisivo.
Inside Batman è già presente su Facebook, Twitter e Youtube con i teaser e i primi contenuti, ma verrà lanciata a partire dalla seconda settimana di Aprile.

martedì 5 marzo 2013

Uno splendido disastro di Jamie McGuire: recensione!

Ho letto Uno splendido disastro di Jamie McGuire tutto d'un fiato. La storia scorre molto bene, è una lettura piacevole, è piuttosto ben scritto. Il libro racconta le vicende di Abby e Travis, due giovani apparentemente agli antipodi ma che tutti capiscono fin dalle prime righe che sono destinati a stare insieme. Abby è in fuga da un passato che rimane oscuro al lettore per molto tempo, ma sembra che esso sia destinato a riemergere proprio nel momento in cui conosce Travis e inizia ad interessarsi a lui. Tra balli, inviti a cena, serate in confraternita, mense universitarie e tanti pettegolezzi la loro storia nasce in modo bizzarro e ha degli sviluppi a dir poco strampalati.
Un prodotto editoriale molto interessante, eppure ci sono dei piccoli nei che onestamente mi hanno portata a pormi qualche domanda. Con questo non voglio dire che il libro non mi è piaciuto, anzi l'ho letto in un paio di giorni! Ma ho qualcosina da ridire su certe scelte, delle semplici critiche.
In primo luogo il passato di Abby. Carina l'idea di un passato oscuro, è sicuramente uno di quei nodi che porta il lettore ad avanzare nella storia e che fa sì che una storia d'amore possa scadere nel banale, ma non convince.
Abby è in fuga dai genitori e stando a quanto scritto dall'autrice, ha rubato il patrimonio di famiglia, o meglio del padre, grande e noto giocatore di poker, quando aveva solo 13 anni.
Quindi una ragazzina di 13 anni è riuscita a fregare il più famoso giocatore di poker del mondo. Potrebbe anche essere, è un romanzo, quindi nulla lo vieta solo che il fatto che lei sia scappata di casa a 13 anni e sia stata cresciuta un po' dalla mafia, un po' dai genitori della migliore amica...è poco credibile.
Per non parlare poi del mafioso che non fa paura nemmeno a Titti! Insomma, non mi è mai capitato di avere a che fare con un mafioso che praticamente non gira armato e ha degli scagnozzi che a loro volta non girano armati e si fanno mettere al tappeto da Travis, un ragazzo che partecipa a degli incontri di box clandestina, che vince qualsiasi incontro e che non si allena mai se non con i fratelli. Tutte queste cose non stanno molto in piedi. Tornando al boss della mafia, quando propone a Travis di battersi per lui e il ragazzo alla fine rifiuta l'offerta e in quattro e quattr'otto si libera di questo tizio che sembrava sul punto di uccidere il padre di Abby, perché lui è un mafioso cattivissimo e crudelissimo. E non reagisce al NO di Travis? Ho i miei dubbi.
Il fatto che Travis poi vinca tutti gli incontri, mi sarei aspettata almeno una sconfitta, soprattutto nell'ultimo incontro che sfocia nel tragico, oltretutto a mio parere evitabile.
Altra cosa un po' banale è il fatto che guarda caso il padre e i fratelli di Travis sono degli appassionati giocatori di poker. Certo, l'autrice doveva svelare in qualche modo il passato di Abby, ma io avrei scelto un'altra strada, tipo una partita di poker tra compagni di università? Oppure nella confraternita. 
L'amore che Travis prova nei confronti di Abby poi mi lascia largamente perplessa, ma questo non è colpa dell'autrice, lei ci racconta comunque una storia d'amore morbosa, che a mio parere lascia quasi senza fiato: é asfissiante. Travis non vive senza Abby, che poi questa dovrebbe essere l'essenza dell'amore, è quello che ci hanno raccontato le fiabe, ma il modo in cui viene costruita e resa questa relazione fa venire i brividi. 
Riassumendo, il libro in sé è interessante, ha una buona struttura, è bilanciato nelle sue parti, nel senso che non si ha l'impressione che l'autrice si perda nelle parole per allungare la vicenda di proposito, è ben fatto, solo che ha questi piccoli nei che non lo rendono propriamente un capolavoro.
Questo ovviamente è un mio parere, perfettamente contestabile. Anzi, se avete letto Uno splendido disastro mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e se sono io ad essere tremendamente pignola o se alcuni di questi punti hanno lasciato perplessi anche voi.
Se invece non lo avete ancora letto, vi posso dire che comunque non ve ne pentirete, perché ripeto (sono noiosa) la struttura narrativa regge, quindi non è da ascrivere a quei libri insopportabili che "fanno prudere le mani" e viene voglia di chiuderli dopo le prime venti pagine. Anzi! Trascina il lettore, si lascia leggere, l'autrice riesce a raccontare molto bene le vicende, le fa vivere, le rende vive. 
Quindi non mi resta che dirvi: buona lettura, se deciderete di leggerlo, oppure buon commento se già lo avete letto e volete lasciarmi una vostra opinione qui sotto.
Alla prossima!

VOTO:


sabato 2 marzo 2013

Acquisti librosi: qualche aggiornamento!

E' da un po' che non aggiorno il mio status riguardo gli acquisti dei libri e in questo ultimo periodo tra quelli ricevuti nella cassetta delle lettere e quelli acquistati...la lista si è allungata!
Iniziamo subito con i cartacei che in realtà sono giunti da poco a casa mia, praticamente uno ieri e uno oggi. 
Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas me lo ha portato a casa proprio questa mattina mia mamma di ritorno da un convegno. 
Era da un po' che lo volevo leggere e appena è scesa dalla macchina e le ho visto questo libro in mano ho esclamato: "Ma è Se ti abbraccio non aver paura! Era da tempo che volevo leggerlo!!". L'ho adocchiato proprio ieri alla Feltrinelli in stazione a Torino e ho resistito non poco perché volevo acquistarlo e oggi è arrivato a casa mia. La vita!
L'altro libro è un po' diverso dalle solite cose che recensisco, ammesso che io abbia un minimo di linea guida sulle mie recensioni. Più forti dell'odio è il libro che ha ispirato il film Uomini di Dio, quello sui monaci algerini decapitati nel 1996. Ho assistito proprio ieri a una serata che parlava proprio dell'esperienza di questi monaci e, volendo vedere il film da tempo (che vi ricordo è stato premiato a Cannes e non solo!) ho pensato di acquistare il libro. So che probabilmente non rientra nei vostri interessi, ma magari può interessare a qualcuno che passa da queste parti.

Altri acquisti librosi sono in formato digitale, alcuni mi sono stati gentilmente inviati e sono i seguenti:

- Nel cuore del mare di Charlotte Rogan 
L'ho già iniziato ma onestamente non mi sta prendendo più di tanto...viaggia un po' a rilento.

- Il colpevole. Verdetto finale David Ellis
E' un thriller e mi ispira davvero molto!

- Uno splendido disastro di Jamie McGuire
So che lo stanno leggendo in molti e ho già letto le prime recensioni molto positive. Vediamo!

In più ho recentemente acquistato dal Kindle Store:

- Multiversum. Memoria di Leonardo Patrignani
Che ho già recensito QUI

- 666 Park Avenue di Gabrielle Pierce
Dovrebbe essere il libro da cui hanno tratto l'omonima serie tv.

- Il bar delle grandi speranze di L. R. Moehringer
In offerta a 1,99 € era nella wishlist da tempo.Visto il prezzo sono corsa a comprarlo.

- Villa Tre Pini di Marco Polillo
Ambientato sul lago Maggiore, è lo stesso autore de Il pontile sul lago, questo però è ambientato sul Lago d'orta. Era in offerta a 1,99 € sul Kindle Store.

- I miserabili di Victor Hugo
Sull'onda del successo del film ho comprato anche questo, ma non so se riuscirò mai a leggerlo. Ho cominciato l'avventura, ma non credo sia periodo. 

All'elenco interminabile si aggiunge un libro in prestito:
- Sono un uomo morto di Rocco Varacalli e Federico Monga

Che dire, praticamente sono a posto per i prossimi 12 mesi...Aiuto!

Però sono tutti libri che mi ispirano davvero molto, spero siano degli ottimi compagni di viaggio. Avrete presto mie notizie!


The Words: recensione!

The Words racconta la storia di Rory (Bradley Cooper) che vuole diventare scrittore. Purtroppo si sa che per sfondare in questo campo bisogna avere idee geniali e cercare di scrivere qualcosa che non sia mai stato scritto. Rory non riesce facilmente a trovare la sua voce, inizia quindi per motivi economici a lavorare in una casa editrice e quando sembra di essere sul punto di pubblicare il suo libro la risposta che arriva dall'editore è che è un buon prodotto ma troppo eccessivo.
Rory crede di non avere speranze, quando nella cartellina acquistata in un negozio di cose vecchie a Parigi, trova un manoscritto. Si tratta di un romanzo. Lo legge e capisce le sue potenzialità, capisce che è tutto quello che vorrebbe essere lui, ma che non sarà mai; una sera non riuscendo a dormire si sveglia, va alla sua scrivania e comincia a trascriverlo per fare sue quelle parole. Un giorno la moglie per caso lo trova, lo legge e ne rimane colpita. Gli chiede di pubblicarlo ed effettivamente l'editore lo apprezza molto e diviene così un immenso successo editoriale.
Ma si sa che le bugie hanno le gambe corte e un giorno per caso si fa vivo il vero autore del libro.
Questa è la trama principale, ma a fare da cornice a questa, secondo un sistema di scatole cinesi, abbiamo il filone narrativo che ci fa capire che Rory è di fatto un personaggio di un romanzo scritto dal celeberrimo autore Clayton Hammond. Ulteriore passo narrativo è la storia all'interno della storia di Rory, quella del vero autore del romanzo che spiegherà come è nata quella storia.
The Words ha quindi un sistema a scatole cinesi, a Matriosca in cui una storia si intreccia con l'altra, si riversa nell'altra. 
E' un film davvero piacevole che però onestamente mi aspettavo un po' più macabro, magari con qualche punizione fisica nei confronti di Rory da parte del vero autore del manoscritto. Non voglio sembrare tragica, o forse troppo kighiana, ma ci potrebbe tranquillamente stare uno scrittore che rapisce l'uomo che gli ha sottratto il libro e lo sottopone a dei giorni di prigionia. 
Però in questo caso dovrebbe essere uno psicopatico...e non ha proprio niente a che vedere con il personaggio di The Words.
Unica pecca è il finale, che onestamente mi sarei aspettata un po' differente, forse anche alla luce dei pensieri che mi ero originariamente fatta sul film. Probabilmente però a molti di voi piacerà la scelta fatta dal regista.
Osservando The Words nel suo complesso, è sicuramente un film con molto potenziale, che porta lo spettatore a riflettere, che tocca tematiche importanti e che per l'ennesima volta fa capire che se uno vuole diventare uno scrittore deve andare a Parigi (questa è un po' una fissa!). Molto elaborato e ben scritto a livelli di sceneggiatura anche se amplierei la parte con l'autore Clayton Hammond, troppo marginale e allo stesso tempo densa di contenuti. 
E voi? Lo avete visto?
Cosa ne pensate?

Upside Down: recensione!

Fin dal momento in cui ho visto il trailer di Upside Down di Juan Solanas mi sono detta: devo vederlo!
L'idea dei mondi paralleli, fisicamente e non nel senso di realtà simili (come accade nel recentemente recensito Multiversum di Leonardo Patrignani), mi attraeva molto. Sono mondi capovolti, con una loro proprietà gravitazionale. Sfere vicine che convivono a discapito però l'una dell'altra. Infatti il Mondo di Sopra è ricco, benestante, mentre il Mondo di Sotto verte in stato di povertà, i suoi colori sono spenti e mettono bene in luce (forse fin troppo) le differenze con l'altro mondo, che sembra molto simile al nostro. Inoltre il Mondo di Sopra sfrutta le risorse del Mondo di Sotto e addirittura usa i suoi abitanti come cavie. A congiungere questi due mondi c'è una torre, la Mondo di Mezzo, un'industria che si occupa di ricerca in vari campi, all'interno di questa lavorano persone che provengono da entrambi i mondi, ma ovviamente chi proviene dal mondo di Sotto gira con il camice azzurro tipico degli operai o comunque dei tecnici, mentre chi proviene dal mondo di Sopra è ben vestito, gira in giacca e cravatta.
Tre regole fondamentali assicurano la permanenza degli abitanti nel mondo in cui nascono:

1) Tutta la materia è attratta dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, non l'altro.
2) In virtù della prima regola, il peso di un oggetto può essere controbilanciato con la materia del mondo opposto ("materia inversa").
3) Dopo un variabile, ma solitamente breve, lasso di tempo, la materia a contatto con quella inversa dà origine alla combustione.
Ovviamente le cose sono destinate a cambiare grazie a due giovani: Adam ed Eden. Due nomi...un perché!
Adam (Jim Sturgess) appartiene al Mondo di Sotto, mentre Eden (Kirsten Dunst) a quello di Sopra, si conoscono per caso, mentre sono sul monte Salvia (ognuno del proprio mondo) iniziano a parlarsi e si innamorano, trovano un modo per incontrarsi e stare insieme, ma sempre facendo attenzione alla gravità. Il loro amore però è destinato a interrompersi, l'esercito li separerà facendo tornare Eden nel suo mondo, facendola quindi precipitare dal Mondo di Sotto a quello di Sopra. La ragazza picchierà la testa e avrà una forte amnesia che la porterà a dimenticare Adam.
Adam non si abbatte, dopo anni scopre che Eden è viva. Si fa assumere alla Mondo di Mezzo per studiare una magica crema antirughe a base di miele delle api rosa (le uniche in grado di vivere in entrambi i mondi) e inizia a cercarla. 
Un film con una trama molto interessante e piuttosto complessa, che onestamente pensavo fosse stata tratta da qualche romanzo o racconto di fantascienza. Non ha avuto un grande successo, eppure, nonostante il finale che forse meritava due o tre spiegazioni in più, è un film che merita di essere visto.
Certo, alcuni punti sono un po' ovvi, prendiamo ad esempio i nomi dei ragazzi: Adam porta il nome del primo uomo, infatti per quando ne sappiamo noi egli è il primo uomo del Mondo di Sotto ad andare nel Mondo di Sopra senza di fatto venire ucciso. E' anche una specie di Prometeo che "ruba il fuoco agli dei" nel senso che sfrutta la sua invenzione per conoscere Eden e per trovare un modo per rimanere nel Mondo di Sopra.
Eden poi ricorda il nome del paradiso terrestre e ovviamente una che porta questo nome deve per forza di cose stare insieme a un ragazzo che si chiami Adam. A parte questo, è molto interessante la questione di annientamento delle due gravità, che diventa una questione matematica della serie meno per meno dà più. Infatti dalla fusione dei due campi gravitazionali ne esce un terzo che permette agli individui di andare da un mondo all'altro senza correre rischi. Onestamente mi sono persa la questione legata alla terza regola, ovvero la combustione. A quanto sembra devono averla risolta, ma questo punto non mi è molto chiaro. 
Le scene sono costruite con molta attenzione e nel momento in cui Adam passa da una gravità all'altra vengono messe in discussione tutte le problematiche che si hanno quando si sta a testa in giù (a parte il sangue alla testa...ma è un film, quindi non poniamoci troppe domande.), addirittura lo vediamo che fa pipì nel mondo di Sopra e vediamo chiaramente che il liquido va verso il soffitto e non verso lo scarico.
Ci sono poi delle chicche, tipo il "Sottosopra" cocktail che Eden beve in un bicchiere appunto rivolto sottosopra nella sua gravità, quindi a favore del Mondo di Sotto. Due parole infine su Timothy Spall, che diventa in questo film aiutante di Adam, con il nome di Bob: vista la sua partecipazione in Harry Potter nel ruolo dell'odioso e antipatico Minus, temevo fosse cattivo, fortunatamente non è così!
Concludendo, Upside Down è un film molto interessante, che merita di essere visto soprattutto se siete amanti della fantascienza. Probabilmente alcune cose non sono realizzate al meglio, soprattutto alcuni effetti speciali lasciano un po' desiderare, ma credo sia principalmente una questione legata al budget. Chiudete un occhio e provate comunque a guardarlo. Poi fatemi sapere!
Buona visione!



martedì 26 febbraio 2013

Multiversum - Memoria di Leonardo Patrignani: recensione!

Ho (ahimè!) terminato il secondo capitolo di una trilogia made in Italy che mi sta appassionando moltissimo, Memoria è il secondo capitolo della saga creata da Leonardo Patrignani, cominciata un anno fa circa con Multiversum.
Non è molto che ho letto il primo libro anche se ad essere sincera era da molti mesi sulla mia scrivania, in questo caso elettronica visto che lo avevo acquistato in formato ebook.
Ho atteso il secondo capitolo, Memoria, per poco, ma vi assicuro che mi sembrava di essere tornata indietro di qualche anno, quando attendevo i libri di Harry Potter, quando facevo il conto alla rovescia e poi il giorno dopo correvo in libreria ad acquistarlo. Leonardo Patrignani mi ha fatto riscoprire l'emozione, la bellezza di attendere un libro. Non accadeva da molto, le ultime saghe che ho letto erano complete, quindi anche se centellinate, sapevo che non avrei dovuto poi attendere troppo per proseguire e passare al capitolo successivo.
Memoria è stata la continuazione di un piacevole viaggio, cominciato con Alex, Jenny e Marco attraverso dimensioni parallele, universi, tra passato e presente, verità e menzogna e soprattutto memoria. Abbiamo lasciato i nostri tre amici in una dimensione strana, costruita dalle loro memorie, una dimensione in loop che continuava sempre dallo stesso punto, da quella partita a basket, nel caso di Alex, da quella giornata nel bagno, nel caso di Jenny. I tre ragazzi non ci mettono molto a capire che qualcosa non va, ci sono dei buchi nella loro memoria, Marco, che scopre di essere molto più di quello che credeva (scusate il gioco di parole, ma non voglio svelarvi nulla!!) sarà di grande aiuto in questa seconda parte del viaggio.
Onestamente non sapevo bene cosa aspettarmi da Memoria, non ho voluto creare delle mie personali risposte a questa dimensione in cui erano capitati, mi sono fidata molto di Leonardo Patrignani e vi dirò: non avrei potuto neanche lontanamente immaginare quello che lui ha creato. Penso che lo anche stesso Nolan potrebbe spaventarsi! Memoria ci porterà infatti a scoprire una civiltà avanzata, ma nemmeno poi così tanto, una civiltà succube di un dittatore, dove tutti credono di essere liberi e invece non lo sono affatto. E' inevitabile percepire una certa critica in questo racconto, che va ben oltre quanto viene normalmente richiesto a un romanzo di questo genere e onestamente apprezzo molto questa frecciatina che porta il lettore a porsi domande come: cos'è realmente la libertà? Quando si è veramente liberi? 
Ma come sono arrivati lì Jenny, Alex e Marco? E soprattutto sono effettivamente usciti da Memoria? Non voglio svelarvi nulla.
Leonardo Patrignani prende per mano il lettore e lo accompagna in questa avventura incredibile e straordinaria e lo fa dimostrando di essere perfettamente padrone della materia, niente è lasciato al caso, tutto torna, tutto viene spiegato per quanto necessario e il lettore ne rimane piacevolmente colpito, viene contagiato.
Direi che questo secondo capitolo è ancora meglio del primo, Leonardo Patrignani è cresciuto come scrittore: si vede e si sente! Se uno si lascia trasportare dalle parole, segue Alex e Jenny nei luoghi della Memoria, è come se li vedesse, li sentisse, come se partecipasse realmente alle loro avventure.
Memoria è un libro molto bello, nato come YA (etichetta che personalmente sto rivalutando molto e che onestamente rischia di diventare un po' un minestrone con dentro un po' di tutto), ma che sono certa appassionerà anche gli adulti.
Sapete una cosa? Sono orgogliosa che Leonardo Patrignani sia uno scrittore italiano, spero che questo libro venga tradotto anche all'estero, perché merita davvero. 


VOTO:


lunedì 25 febbraio 2013

Vidi: Il colpevole. Verdetto finale di David Ellis


Avevo parlato un po' di tempo fa della giovane Tre60 e dei suoi interessanti libri, delle splendide edizioni cartacee e dei suoi prezzi ridotti (9,90€ a libro, non è molto!!).
Il 7 marzo troverete in libreria il Colpevole. Verdetto finale di David Ellis, è un thriller e vi dirò, nonostante io non ne legga poi molti di questo genere, questo mi intriga davvero molto e spero di poterlo leggere a breve.
E voi cosa ne pensate?

TRAMA
Jason Kolarich aveva tutto: una brillante carriera di avvocato, una moglie splendida e una figlia adorabile. Poi non gli è rimasto niente. Mentre lui vinceva in aula il caso più eclatante degli ultimi anni, un tragico incidente gli strappava via la famiglia, trascinandolo in una spirale di sensi di colpa e rimpianti. In poco tempo, la gloria e la fama hanno quindi lasciato il posto all’anonimato e alla mediocrità. In una situazione del genere, sarebbe da pazzi rifiutare una cifra da capogiro – 150.000 dollari – per assumere la difesa in un caso di omicidio. Ma ci sono molti punti oscuri: i soldi gli sono stati offerti da un certo Mr Smith, un uomo misterioso dal cognome fin troppo comune; l’imputato è Sammy Cutler, un suo vecchio amico d’infanzia, che non ha mai avuto un soldo in tasca e con il quale ha un conto in sospeso; e, soprattutto, le prove in mano all’accusa sono schiaccianti. Sammy, infatti, si è vendicato dell’uomo che, molti anni prima, era stato sospettato di aver rapito e fatto sparire la sua sorellina. Perché allora ingaggiare proprio lui? E chi ha interesse a salvare Sammy dalla pena di morte? Jason scoprirà presto che quel caso nasconde molti segreti e che la verità, a volte, è meglio che rimanga sepolta, per sempre…



L'AUTORE
David Ellis è un avvocato di successo ed è stato protagonista di alcuni celebri processi dal grande impatto mediatico, che gli sono valsi un posto nel Consiglio di Stato dell’Illinois. Ma David Ellis è anche uno scrittore di bestseller molto apprezzato da critica, lettori e colleghi, tanto che James Patterson – l’autore di thriller più venduto al mondo – lo ha voluto al suo fianco per l’ideazione e la scrittura di una nuova serie di romanzi. Vive a Chicago con la moglie e i loro tre figli. 

venerdì 22 febbraio 2013

The Carrie Diaries: series and book!

Avete presente Sex and the City? Bene, è giunto il momento di conoscere Carrie prima che diventasse LA CARRIE di Sex and the City. Se vi state domandando come sia possibile...beh, è molto semplice.

Esiste un libro, edito in Italia da Piemme, intitolato Il diario di Carrie di Candance Bushnell (originale The Carrie Diaries) che racconta appunto il prequel di Sex and the City. Io non l'ho ancora letto, quindi non so darvi un parere, di sicuro sarà un libro molto rilassante e leggero, niente di impegnativo, ma sta di fatto che negli States hanno deciso di reallizzare una Serie TV tratta da questo libro, credo più ispirata a lui. Il titolo appunto è The Carrie Diaries. In Italia, ovviamente non è arrivata, potete guardarla in streaming, ormai non è una novità che le serie americane siano reperibili con largo anticipo anche da noi.
Ho iniziato questa esperienza da poco, sono appena al terzo episodio, e per ora posso dirvi che mi piace. Ovviamente è anni luce distante da Sex and the City, ma sia il "sex" che la "city" ci sono, logicamente proporzionati a una Carrie ancora adolescente e completamente inesperta riguardo entrambi gli argomenti. Una serie tv che sembra un rituale di iniziazione e una specie di work in progress su quella che sarà poi la Carrie che tutti noi conosciamo.

In Italia attualmente, come dicevo, possiamo leggere il libro: Il diario di Carrie eccovi una scheda rapida.
Esiste sia in versione cartacea che in ebook.

TRAMA
Per chi pensa che le puntate di Sex and the City siano finite troppo presto, per chi non ha mai smesso di sognare il giorno in cui metterà l'anello al dito dello Scapolo d'Oro e per chi, in fondo al cuore, si chiede da sempre come si fa a diventare la regina di New York... Il prequel di Sex and the City e racconta, sotto forma di diario segreto, gli esordi della protagonista di una delle più celebri serie televisive di sempre. Primi amori, prime amiche, primi passi verso una carriera come scrittrice, fino al primo taxi a Manhattan... Dedicato alle fedelissime, ma strizzando l'occhio anche alle lettrici più giovani, Il diario di Carrie sarà in libreria in contemporanea con l'uscita del film Sex and the City 2 nelle sale cinematografiche.

Che dire, spero di leggerlo presto e di potervelo recensire con tanto di confronti con la serie TV, che speriamo non chiuda come è successo all'altra che stavo seguendo: 666 Park Avenue.


giovedì 21 febbraio 2013

Ricatto d'amore: recensione!

Ogni tanto un film un po' più leggero non guasta, anzi.
Ieri sera facendo un po' di zapping mentre ero spaparanzata sul divano mi sono imbattuta nel film su Rai 1, Ricatto d'amore. Trattasi di una di quelle pellicole che di fatto sai già come vanno a finire, ma sei sei una sentimentalona romantica come me le guardi ugualmente, metti da parte il tuo snobbismo cinematografico imparato in cinque anni universitari (sto scherzando eh) e lo guardi. Ti concedi quelle scarse due orette con una commediola poco impegnativa che però ti fa sorridere.
Che poi, onestamente, sarà sempre la stessa roba trita e ritrita, ma ogni tanto le cose cambiano.
Iniziamo con la sinossi.

SINOSSI
New York le aspirazioni di un ragazzo, Andrew Paxton, che sogna un futuro nell'editoria, magari anche da scrittore, si infrangono contro le infinite vessazioni del suo capo, la classica donna tutto lavoro e niente divertimento. Il giorno in cui però il capo, Margareth Tate, rischia di essere deportato nel natio Canada per problemi di visto si presenta l'occasione per un matrimonio di interesse, operazione di certo rischiosa ma potenzialmente foriera della sospirata promozione. L'unico problema sarà tenere in piedi la rappresentazione senza che nessuno, nemmeno l'immigrazione, se ne accorga.
La commedia matrimoniale newyorchese, un vero e proprio genere a sè, va in trasferta in Alaska, dove risiedono i genitori dello sposo e dove si svolgerà gran parte del film (dopo l'opportuna introduzione cittadina). Retaggi indiani all'acqua di rose, beghe familiari di poco conto e un'evoluzione dei personaggi ai minimi storici tuttavia non inficiano eccessivamente la godibilità di un film diretto con gusto, ritmo e qualche guizzo.

Come avrete notato, niente di nuovo sotto il sole e nel panorama cinematografico, a parte questa storiella degli uffici della casa editoriale che rendono la questione leggermente diversa, ma sempre di ambiente lavorativo si tratta.
Onestamente apprezzo molto la Bullock come attrice, è effettivamente molto brava e anche Ryan Reynolds è apprezzabile e pure molto bello, in questo film sono ben assortiti come coppia e anche se in un primo momento sembrano estremamente agli antipodi, pian piano, ovviamente, riusciranno a trovare un modo per comunicare tra loro.
A fare da corona ai due, una pazza famiglia, dell'Alaska, i Paxton, capitanati da una nonna novantenne che sembra essere più in forze del nipote e della sua finta-fidanzata. Un personaggio interessante che darà un po' di brio alla storia e varierà un po' la trama che altrimenti risulterebbe troppo scontata e monotona. 
Margaret poi è la tipica donna in carriera che necessita di uno psicanalista, ha perso i genitori quando era sedicenne e non sa più cosa voglia dire avere una famiglia e avere qualcuno che ti vuole bene, la sua acidità sembra dettata da questo, infatti la gita a casa Paxton le servirà proprio per riscoprire se stessa e risistemare i conti con il passato.
Andrew, ovviamente, non va d'accordo con il padre, ma la nonna tutto fare riuscirà a sistemare anche questa cosa, insomma, la novantenne sembra un perfetto deus ex machina, che abbia scritto lei la sceneggiatura? Scherzi a parte, se avete voglia di una pellicola poco impegnativa, se non urlate di fronte alle cose già viste e riviste, se volete staccare un attimo il cervello, vi consiglio di guardare questo film.
Se vi reputate troppo seri e volete guardare solo pellicole impegnate, non necessariamente film muti giapponesi, ma semplicemente pellicole di un certo spessore: non guardatelo.
E poi non ditemi che non vi avevo avvisati.

VOTO:


P.S. Tre Chaplin è un buon voto, 
onestamente fa anche ridere come commedia, 
quindi scorre bene. 
Dai si può sopravvivere,
 ho sinceramente visto di peggio di questo genere!

La Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier: recensione!

I libri sono delle piacevoli trappole, se sono belli e appassionanti vi rapiscono e vi trascinano nelle loro pagine e in men che non si dica vi ritrovate a vivere avventure inimmaginabili, ha provare sentimenti, emozioni, paure insieme ai protagonisti. Intanto intorno a voi il tempo scorre, passa e quando arrivate all'ultima pagina e chiudete il libro, vi guardate intorno: sono le 2 di notte e in casa tutti dormono da ore. Fuori stanno iniziando a cadere i primi fiocchi di neve, il fuoco del camino è spento da un po' e la temperatura nella stanza è scesa di qualche grado.
Ieri sera, o meglio notte, mi è successo proprio così, mentre stavo terminando Green l'ultimo libro della Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier. 
Ho già recensito i precedenti romanzi: Red e Blue in modo molto rapido, promettendo che avrei fatto una recensione conclusiva che rendesse merito all'avvincente storia intessuta dalla Gier.
Nei post sugli altri due libri avevo già lasciato intendere, senza equivoci, che questa libri mi hanno appassionata molto; non li conoscevo, devo infatti ringraziare Sonia di Cuore d'inchiostro per avermeli consigliati. 
Sono del genere YA, io solitamente non leggo romanzi di questo genere, o meglio, li leggo ma non sono il genere principale che occupa la mia libreria, quindi non credo di avere un metro di misura e un'abilità critica tale da dire: sono la solita solfa trita e ritrita, oppure sono geniali.
Detto questo, non voglio dilungarmi oltre e comincio con la recensione di Green e poi dirò qualche parola specifica su due o tre punti della saga.

Green è il mattone conclusivo di questa trilogia, è il punto in cui tutto converge, in cui il cerchio si chiude e vengono spiegati tutti quei dilemmi che ci siamo portati dietro dal primo volume, Red. Gwen prende coscienza di se stessa, del suo destino e tra un salto nel tempo e l'altro, o meglio tra una trasmigrazione e l'altra, inizia a risistemare tutti i tasselli del puzzle che le faranno comprendere che il conte non è proprio quello che sembra e non solo lui. Sono molte le domande che Gwen ha iniziato a porsi fino a quando ha scoperto di essere lei il rubino, la prescelta di casa Montrose per viaggiare nel tempo, questo l'ha portata nelle precedenti avventure a vivere esperienze poco piacevoli per una ragazza di soli 16 anni e in quest'ultima poi le succede davvero di tutto, sia sul piano sentimentale che su quello famigliare. 


I PERSONAGGI
I personaggi che transitano nella trilogia sono davvero moltissimi, da quelli in carne ed ossa che vivono nel presente, a quelli che troviamo nel passato e poi in mezzo a loro ci sono i fantasmi, che solo Gwen può vedere e può anche comunicare con loro.
Ognuno di essi è caratterizzato con più o meno attenzione. Sono davvero moltissimi gli uomini in questo romanzo, nonostante sia un prodotto principalmente rivolto ad un pubblico di ragazzine, la storia è sicuramente maschilista. Credo che la Gier sia consapevole di tutto questo, perché questa misoginia è proprio consona al conte di Saint Germain, creatore dei viaggi nel tempo, egli ritiene le donne una razza inferiore, eppure anche loro sono viaggiatrici temporali, ma nonostante ciò si circonda solo di adepti uomini, i guardiani. Le donne fanno lavori da donne all'interno dello staff, abbiamo la segretaria Mrs Jenkins, poi Madam Rossini la sarta, per il resto sono tutti uomini.
A casa di Gwen la popolazione è altamente femminile, fatta eccezione per il fratello Nick e il maggiordono Mr. Bernhard. 

I VIAGGI NEL TEMPO
L'idea dei viaggi nel tempo, che è quella su cui si regge tutta la storia, è sicuramente ben studiata e ben caratterizzata, la Gier non si perde in dettagli iperfantascientifici, che forse potrebbero rendere il tutto più divertente, ma essendo scritto in prima persona, la voce narrante è quella di Gwen, quindi scopriamo insieme a lei come funzionano i cronografi e i salti temporali. Quello che lei sa, lo sappiamo anche noi, niente di più. Il libro è quindi un viaggio all'interno di questo mondo e gradualmente comprendiamo gli schemi al suo interno.

L'ACCURATEZZA DEI DETTAGLI
Si vede che la Gier è una scrittrice maniacale e soprattutto appassionata di storia. Viaggiando nel tempo i nostri protagonisti si vedono "costretti" ad indossare abiti legati all'epoca in cui andranno, si può andare solo nel passato e bisogna fare bene attenzione ad armonizzare i propri abbigliamenti con quelli della gente dell'epoca. Gwen è affascinata dagli abiti e si fa scattare delle foto per l'amica Leslie, a testimonianza di ogni suo salto temporale.
Penso che la Gier abbia anche studiato attentamente la mappadi Londra e le sue variazioni attraverso i secoli, infatti non mancano i riferimenti a gallerie della metropolitana inesistenti oppure tunnel che una volta c'erano e ora non ci sono più, ponti sul Tamigi e quant'altro. 
Grande attenzione viene dedicata anche alla musica classica e ai balli come il minuetto, che Gwen dovrà imparare per il grande ballo alla presenza del conte.
Anche il cinema ha un ruolo importante, sono infatti numerosissime le citazioni fatte da Gwen e da Leslie all'interno della vicenda, niente di importante, ma quei film che le ragazzine guardano alla sera, cose principalmente molto commerciali, ogni tanto sbuca qualche titolo più colto, ma niente di sconosciuto.

LE CITAZIONI ALL'INIZIO DEI CAPITOLI
Ogni capitolo comincia con una citazione, a volte si tratta di scrittori famosi, altre di stralci presi dagli Annali dei Guardiani, libroni in cui venivano accuratamente riportati tutti i viaggi nel tempo. Questo dimostra la grande capacità della Gier nel tessere trame. A mio parere lei ha chiaramente in mente (scusate il gap lessicale) il passato della setta e ha una precisa schematizzazione dei viaggi precedenti. Spesso poi gli Annali ci servono per capire anche il passato del Conte di Saint Germain e saranno proprio questi ad aiutarci a comprendere cosa ha in mente di fare questo singolare personaggio.

LA PROTAGONISTA: GWEN
Gwen è una ragazzina sedicenne, non è proprio una protagonista che ti rimane dentro indelebilmente, ma letto con gli occhi di una giovincella, questo libro è sicuramente carino e affascinante, c'è l'avventura, c'è l'amore, ci sono i compagni di scuola, i litigi con la cugina, le feste..tutte cose che bene o male le ragazzine conoscono e quindi non faticano ad identificarsi con lei. Potrebbe risultare poco simpatica al lettore più adulto a causa della sua parlata, si esprime in modo poco colto, ma la sua cultura è prettamente commerciale, non è un genio a scuola, eppure sembra essere destinata a grandi cose. E' il solito riscatto della ragazzina un po' sfigatella che nessuno nota e riesce a mettersi con il più figo del romanzo. Niente di nuovo sotto il sole, direte. Verissimo. Questo è obiettivamente il mattone base del libro, ma la trama che la Gier tesse intorno, lo rende un libro leggibile e non un semplice Harmony. 

LONDRA
Se ancora avevate qualche dubbio, io amo Londra e questo libro è stato letto anche in quest'ottica. Non che la città abbia un ruolo così centrale nel romanzo, però è una cornice interessante che ci fa intuire come anche una città cambi nel tempo, come varino le sue strutture e gli utilizzi degli edifici.

LO STILE
Come ho già detto, il libro è narrato in prima persona e la voce che racconta è quella di Gwen, non abbiamo quindi a che fare con uno stile aulico, non ci sono grandi paroloni o vocaboli colti, la storia scorre molto velocemente e anche in modo piacevole se non si hanno troppe pretese. 
Prima di tutto la Trilogia delle Gemme è stata pensata per un pubblico di adolescenti, come ho già ripetuto alla nausea temo, poi se lo si vuole leggere a 25 anni come la sottoscritta, è un altro discorso. Onestamente a me non è dispiaciuto. Non rimpiango di aver divorato questi libri, anzi, li ho già consigliati almeno a una decina di persone. 
La storia mi ha piacevolmente catturata, l'avventura è molto interessante e ben costruita. La trama non ha grossi scivoloni e alla fine tutto torna, quasi troppo forse. La Gier poteva lasciare qualcosa di più nel mistero, quelle classiche cose che non si spiegano, tutte le domande trovano la loro precisa risposta. Essendo un libro che parla comunque di magia, e questa è l'unica critica che le avanzo, qualcosa poteva terminare nel magico e nel fantasioso. Nessuno lo vietava.

UNA CRITICA CON SPOILER
Ad essere sincera vorrei avanzare un'altra piccola critica: si capiva subito che Lucy e Paul sono i genitori di Gwen!! Troppo mistero intorno alla sua nascita...


Credo di essermi dilungata fin troppo. Concludendo, oppure facendola breve per chi non ha voglia di leggere il libro, a mio parere la Trilogia delle Gemme è un prodotto interessante, piacevole che potrebbe anche essere trasformato in una serie tv, perché la vicenda si svolge di fatto in un arco temporale di poche settimane, sono i viaggi nel tempo ad ampliare...il tempo. Non dico un film perché secondo me non si presta, ma una bella serie tv potrebbe starci. Una cosa tipo I pilastri della terra con un tot di puntate e basta. Niente che abbia a che vedere con pacchetti di 10 stagioni, sarebbe impossibile.

E voi cosa ne pensate? L'avete già letta questa trilogia?
Attendo i vostri commenti.

VOTO:


lunedì 18 febbraio 2013

Vidi: Memoria: il viaggio ricomincia!

Ho appena recensito Multiversum ed ecco la scheda del seguito che sarà domani in tutte le librerie (io attendo l'ebook!).
Ed ecco a voi la presentazione dell'atteso seguito di Multiversum di Leonardo Patrignani: intitolato Memoria, edito ancora una volta da Mondadori.
Se è bello quanto il primo...non vedo l'ora di leggerlo!
Soprattutto per capire come Alex e Jenny riusciranno a uscire da Memoria, luogo che sembra un limbo, almeno così io me lo sono immaginata leggendo Multiversum.
Detto questo...Non posso lasciarmelo sfuggire!!!
E voi?
State aspettando questo libro?
Lo avete già messo nella lista dei desideri?

TRAMA

"Forza, usciamo da questa gabbia". La frase pronunciata da Marco con cui si conclude il primo romanzo, è il punto di partenza del secondo capitolo della Multiversum Saga. Alex, Jenny e Marco si trovano in Memoria, luogo esclusivamente mentale nel quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine del loro mondo, una nuova era è cominciata sul pianeta Terra. Sarà Jenny a svegliarsi per prima, in una cabina a bordo di un sottomarino, in una realtà di nuovo fisica. La voce di Alex suona ancora nella sua testa ma lui non è con lei. Solo ritrovandolo potrà cercare una via d'uscita da quell'ennesima trappola. Sempre se è vero che nelle infinite biforcazioni del Multiverso esiste una strada alternativa. 


Multiversum di Leonardo Patrignani: recensione!

Multiversum era nella mia lista dei libri da leggere da un bel po', da così tanto tempo che dopodomani (o quasi) esce già il seguito, finalmente sono riuscita a leggerlo e...
Posso dirlo?
Posso urlarlo?
Posso fare un post non "apparecchiato"?
Posso fare un post molto easy?
Posso fare un post ricco di commenti fini a se stessi che non hanno niente di critico, ma sono solo da fan supersfegatata?
Posso?
Vado!

Multiversum è un CAPOLAVORO! Sì, questo libro mi è piaciuto davvero moltissimo, quando sono arrivata all'ultima pagina, oltre ad essere molto triste per averlo terminato ho pensato due cose:
1. è il libro che avrei voluto aver scritto io,
2. è uno dei migliori libri YA scritti da un autore italiano che io abbia letto in questi ultimi mesi.
Devo dire che il primato (punto 2) se lo contende bene con Muses di Francesco Falconi, ma Multiversum di Leonardo Patrignani lo sento più vicino a me perché, caspita, è riuscito a mettere nero su bianco alcuni dei miei sogni, alcuni miei pensieri...(ecco perché dico che è il libro che vorrei aver scritto) e tutto questo mi ha causato una dipendenza da Multiversum tale per cui mi sono vista costretta a terminarlo nel giro di poche ore.
Non riuscivo a staccarmene. E ora ovviamente devo leggere il seguito, che uscirà a breve, per fortuna, ma che devo assolutamente procurarmi per sapere cosa succederà ad Alex e a Jenny. 
Un libro delizioso, avvincente che cattura realmente lo spettatore, io stessa ho viaggiato con Alex e Jenny, li ho davvero conosciuti attraverso queste pagine, ho divorato buona parte di questo libro mentre ero in treno e vi assicuro che sono stata rapita dal sedile e trasportata piacevolmente nella vicenda di Alex e Jenny, delle loro famiglie, dei loro mondi. Ogni pagina era una scoperta e man mano che avanzavo nella lettura capivo che Patrignani è senza ombra di dubbio un genio. 
La teoria delle dimensioni parallele mi ha sempre intrigato un sacco, quanto quella dei viaggi nel tempo, dei futuri possibili. Da bambina guardavo e riguardavo Ritorno al Futuro, affascinata dalla sua sceneggiatura, quella storia che cambiava a seconda delle scelte dei protagonisti, sono cresciuta e ci sono stati film come Sliding Doors piuttosto che Time Line o l'intramontabile L'uomo che visse nel futuro e mi dicono dalla regia che anche Fringe è di questo genere.
Insomma, l'abilità di Leonardo Patrignani è di riuscire a costruire su questo espediente una storia fantastica che è stata apprezzata moltissimo e che sarà apprezzata ancora da molti e molti lettori. Alex e Jenny appartengono a due dimensioni differenti, eppure riescono a comunicare tra loro e sarà proprio questo dono a "costringerli" a cercarsi, vogliono conoscersi, ma incontrarsi non sarà così semplice come sembra.
Onestamente i due personaggi, che nel libro sono sedicenni, sono molto maturi per la loro età, determinati e coraggiosi, scelgono di seguire il loro destino con la paura necessaria dettata dal caso, ma anche con l'incoscienza tipica di chi ha 16 anni.
Rivolto principalmente ad un pubblico di adolescenti, Multiversum in realtà si legge bene a qualsiasi età, fidatevi, vi appassionerete a questa saga!

VOTO



giovedì 14 febbraio 2013

La fallace forza dei blog

--> COMUNICATO STAMPA <--

La rete, talvolta, produce iniziative meritevoli. A volte i progetti migliori nascono proprio da scambi inconsapevoli. Giunge la proposta, poi il rilancio, e infine la frenesia derivante dall'idea di stare facendo qualcosa di buono, per cui vale la pena spendere energie. Succede così, per caso, anche l'ultima iniziativa scaturita dalle menti di alcuni blogger letterari italiani. Un infelice epilogo ha troncato la possibilità di far evolvere un progetto grezzo in un'iniziativa dall'interessante intento: scoprire e analizzare l'influenza dei blogger sul mercato libraio
L'iniziativa sorge dopo alcune discussioni successive alla fiera della piccola e media editoria di Roma, Più libri più liberi. In una tavola rotonda alla quale erano presenti alcuni blogger e giornalisti, l'AIE presenta la propria zoppicante ricerca di mercato. Si è pensato quindi di rilanciare l'idea, facendola scaturire "dal basso". I blogger stessi che cercano di definire la propria importanza e il proprio valore all'interno di quel girone infernale che è l'editoria italiana. In data 16 gennaio il progetto ha mosso i primi, timidi passi. Ne è scaturito un vivace gruppo su facebook, teso al coordinamento interno, nel quale sono stati invitati alla partecipazione circa un centinaio di blog (numero che si sarebbe ampliato significativamente nell'"ideale", e ormai irrealizzabile, secondo test).
Le modalità di partecipazione erano semplici: scrivere e pubblicare una segnalazione/recensione de Il Canto del Cielo (Beat, 2012), romanzo scelto perché considerato un ottimo esempio di letteratura, nominato come Best British Book of the Last 25 years e apprezzato a tal punto in suolo britannico da trarne anche una serie targata BBC. In nessun caso, è bene specificarlo, è stata richiesta la pubblicazione di una recensione falsata, dichiaratamente positiva quand'anche il recensore avesse espresso il proprio giudizio negativo all'opera. Non sono state prese in considerazione le recensioni negative - che rappresentavano l'1% del totale e sarebbero state ugualmente pubblicate per correttezza e trasparenza alla fine del periodo stabilito, ovvero dal 15 febbraio - perché lo scopo di questo studio di settore (nella sua fase embrionale e sperimentale) era valutare il peso della valutazione positiva (sincera e non condizionata) dei blogger sull'andamento delle vendite. L'analisi dell'impatto di giudizi discordanti e spesso sfavorevoli riguardo un determinato romanzo sarebbe stato il punto focale della seconda parte del progetto. Lo scopo delle segnalazioni, invece, era rendere consapevole il lettore della presenza de Il Canto del Cielo in libreria, giacché era stato ampiamente ignorato dal pubblico e dalla critica sul web. 
I blogger hanno stabilito un periodo limitato di tempo nel quale pubblicare gli articoli nei rispettivi blog al termine del quale, in collaborazione con la casa editrice, analizzare l'andamento delle vendite de Il Canto del Cielo nel mese precedente, corrente e successiva all'iniziativa. Dati che sarebbero stati resi noti da tutti i blogger partecipanti se non fossero intervenute cause esterne che hanno impedito il completamento e la riuscita del progetto. 
Il sentimento comune, tra i promotori del progetto, è quello di amaro disappunto e dispiacere per aver visto travisare, pur dopo attente e lunghe spiegazioni, lo scopo del progetto. A causa di notizie distorte, successivamente utilizzate per screditare una iniziativa che aveva come unico scopo quello di verificare l'ascendente dei blogger sulle variazioni di mercato, è stato vanificato il lavoro di moltissime persone, che hanno visto andarsene ore di lavoro senza poterne apprezzare il risultato finale. Ci lascia interdetti la poca professionalità di alcuni, che senza interpellare gli organizzatori dell'esperimento si sono sentiti in dovere di informare i lettori riguardo un'iniziativa che a loro dire ledeva la fiducia necessaria in un rapporto lettore/blogger probabilmente per fini pubblicitari e per fomentare un sensazionalismo che, fatto in mala fede, danneggia la blogosfera. 
Non intendiamo raccogliere alcuna provocazione o dare adito a sterili discussioni demagogiche; ci auguriamo inoltre che i lettori dei nostri blog capiscano e comprendano le buone intenzioni sottese alla nostra iniziativa. Garantiamo per l'assoluta onestà di qualunque recensione pubblicata riguardo il romanzo sopracitato. Qualsiasi altro chiarimento verrà comunicato, eventualmente, tramite un altro comunicato stampa, diffuso dai partecipanti. 

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