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sabato 5 aprile 2014

Be DIVERGENT!

Questa settimana la mia lista dei libri da leggere si è allungata di un pezzettino, con una saga che in questo momento è sotto gli occhi di tutti grazie all'uscita del film del primo capitolo: Divergent.
Editi da DeAgostini, i libri sono stati scritti da Veronica Roth e vi assicuro che mi ispirano proprio tanto, tanto, tanto!
In rete le recensioni sono molto buone, dicono sia ben scritto e coinvolgente quasi quanto gli Hunger Games...e pure le copertine gli assomigliano molto!

E voi li conoscete?


sabato 2 marzo 2013

Upside Down: recensione!

Fin dal momento in cui ho visto il trailer di Upside Down di Juan Solanas mi sono detta: devo vederlo!
L'idea dei mondi paralleli, fisicamente e non nel senso di realtà simili (come accade nel recentemente recensito Multiversum di Leonardo Patrignani), mi attraeva molto. Sono mondi capovolti, con una loro proprietà gravitazionale. Sfere vicine che convivono a discapito però l'una dell'altra. Infatti il Mondo di Sopra è ricco, benestante, mentre il Mondo di Sotto verte in stato di povertà, i suoi colori sono spenti e mettono bene in luce (forse fin troppo) le differenze con l'altro mondo, che sembra molto simile al nostro. Inoltre il Mondo di Sopra sfrutta le risorse del Mondo di Sotto e addirittura usa i suoi abitanti come cavie. A congiungere questi due mondi c'è una torre, la Mondo di Mezzo, un'industria che si occupa di ricerca in vari campi, all'interno di questa lavorano persone che provengono da entrambi i mondi, ma ovviamente chi proviene dal mondo di Sotto gira con il camice azzurro tipico degli operai o comunque dei tecnici, mentre chi proviene dal mondo di Sopra è ben vestito, gira in giacca e cravatta.
Tre regole fondamentali assicurano la permanenza degli abitanti nel mondo in cui nascono:

1) Tutta la materia è attratta dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, non l'altro.
2) In virtù della prima regola, il peso di un oggetto può essere controbilanciato con la materia del mondo opposto ("materia inversa").
3) Dopo un variabile, ma solitamente breve, lasso di tempo, la materia a contatto con quella inversa dà origine alla combustione.
Ovviamente le cose sono destinate a cambiare grazie a due giovani: Adam ed Eden. Due nomi...un perché!
Adam (Jim Sturgess) appartiene al Mondo di Sotto, mentre Eden (Kirsten Dunst) a quello di Sopra, si conoscono per caso, mentre sono sul monte Salvia (ognuno del proprio mondo) iniziano a parlarsi e si innamorano, trovano un modo per incontrarsi e stare insieme, ma sempre facendo attenzione alla gravità. Il loro amore però è destinato a interrompersi, l'esercito li separerà facendo tornare Eden nel suo mondo, facendola quindi precipitare dal Mondo di Sotto a quello di Sopra. La ragazza picchierà la testa e avrà una forte amnesia che la porterà a dimenticare Adam.
Adam non si abbatte, dopo anni scopre che Eden è viva. Si fa assumere alla Mondo di Mezzo per studiare una magica crema antirughe a base di miele delle api rosa (le uniche in grado di vivere in entrambi i mondi) e inizia a cercarla. 
Un film con una trama molto interessante e piuttosto complessa, che onestamente pensavo fosse stata tratta da qualche romanzo o racconto di fantascienza. Non ha avuto un grande successo, eppure, nonostante il finale che forse meritava due o tre spiegazioni in più, è un film che merita di essere visto.
Certo, alcuni punti sono un po' ovvi, prendiamo ad esempio i nomi dei ragazzi: Adam porta il nome del primo uomo, infatti per quando ne sappiamo noi egli è il primo uomo del Mondo di Sotto ad andare nel Mondo di Sopra senza di fatto venire ucciso. E' anche una specie di Prometeo che "ruba il fuoco agli dei" nel senso che sfrutta la sua invenzione per conoscere Eden e per trovare un modo per rimanere nel Mondo di Sopra.
Eden poi ricorda il nome del paradiso terrestre e ovviamente una che porta questo nome deve per forza di cose stare insieme a un ragazzo che si chiami Adam. A parte questo, è molto interessante la questione di annientamento delle due gravità, che diventa una questione matematica della serie meno per meno dà più. Infatti dalla fusione dei due campi gravitazionali ne esce un terzo che permette agli individui di andare da un mondo all'altro senza correre rischi. Onestamente mi sono persa la questione legata alla terza regola, ovvero la combustione. A quanto sembra devono averla risolta, ma questo punto non mi è molto chiaro. 
Le scene sono costruite con molta attenzione e nel momento in cui Adam passa da una gravità all'altra vengono messe in discussione tutte le problematiche che si hanno quando si sta a testa in giù (a parte il sangue alla testa...ma è un film, quindi non poniamoci troppe domande.), addirittura lo vediamo che fa pipì nel mondo di Sopra e vediamo chiaramente che il liquido va verso il soffitto e non verso lo scarico.
Ci sono poi delle chicche, tipo il "Sottosopra" cocktail che Eden beve in un bicchiere appunto rivolto sottosopra nella sua gravità, quindi a favore del Mondo di Sotto. Due parole infine su Timothy Spall, che diventa in questo film aiutante di Adam, con il nome di Bob: vista la sua partecipazione in Harry Potter nel ruolo dell'odioso e antipatico Minus, temevo fosse cattivo, fortunatamente non è così!
Concludendo, Upside Down è un film molto interessante, che merita di essere visto soprattutto se siete amanti della fantascienza. Probabilmente alcune cose non sono realizzate al meglio, soprattutto alcuni effetti speciali lasciano un po' desiderare, ma credo sia principalmente una questione legata al budget. Chiudete un occhio e provate comunque a guardarlo. Poi fatemi sapere!
Buona visione!



martedì 26 febbraio 2013

Multiversum - Memoria di Leonardo Patrignani: recensione!

Ho (ahimè!) terminato il secondo capitolo di una trilogia made in Italy che mi sta appassionando moltissimo, Memoria è il secondo capitolo della saga creata da Leonardo Patrignani, cominciata un anno fa circa con Multiversum.
Non è molto che ho letto il primo libro anche se ad essere sincera era da molti mesi sulla mia scrivania, in questo caso elettronica visto che lo avevo acquistato in formato ebook.
Ho atteso il secondo capitolo, Memoria, per poco, ma vi assicuro che mi sembrava di essere tornata indietro di qualche anno, quando attendevo i libri di Harry Potter, quando facevo il conto alla rovescia e poi il giorno dopo correvo in libreria ad acquistarlo. Leonardo Patrignani mi ha fatto riscoprire l'emozione, la bellezza di attendere un libro. Non accadeva da molto, le ultime saghe che ho letto erano complete, quindi anche se centellinate, sapevo che non avrei dovuto poi attendere troppo per proseguire e passare al capitolo successivo.
Memoria è stata la continuazione di un piacevole viaggio, cominciato con Alex, Jenny e Marco attraverso dimensioni parallele, universi, tra passato e presente, verità e menzogna e soprattutto memoria. Abbiamo lasciato i nostri tre amici in una dimensione strana, costruita dalle loro memorie, una dimensione in loop che continuava sempre dallo stesso punto, da quella partita a basket, nel caso di Alex, da quella giornata nel bagno, nel caso di Jenny. I tre ragazzi non ci mettono molto a capire che qualcosa non va, ci sono dei buchi nella loro memoria, Marco, che scopre di essere molto più di quello che credeva (scusate il gioco di parole, ma non voglio svelarvi nulla!!) sarà di grande aiuto in questa seconda parte del viaggio.
Onestamente non sapevo bene cosa aspettarmi da Memoria, non ho voluto creare delle mie personali risposte a questa dimensione in cui erano capitati, mi sono fidata molto di Leonardo Patrignani e vi dirò: non avrei potuto neanche lontanamente immaginare quello che lui ha creato. Penso che lo anche stesso Nolan potrebbe spaventarsi! Memoria ci porterà infatti a scoprire una civiltà avanzata, ma nemmeno poi così tanto, una civiltà succube di un dittatore, dove tutti credono di essere liberi e invece non lo sono affatto. E' inevitabile percepire una certa critica in questo racconto, che va ben oltre quanto viene normalmente richiesto a un romanzo di questo genere e onestamente apprezzo molto questa frecciatina che porta il lettore a porsi domande come: cos'è realmente la libertà? Quando si è veramente liberi? 
Ma come sono arrivati lì Jenny, Alex e Marco? E soprattutto sono effettivamente usciti da Memoria? Non voglio svelarvi nulla.
Leonardo Patrignani prende per mano il lettore e lo accompagna in questa avventura incredibile e straordinaria e lo fa dimostrando di essere perfettamente padrone della materia, niente è lasciato al caso, tutto torna, tutto viene spiegato per quanto necessario e il lettore ne rimane piacevolmente colpito, viene contagiato.
Direi che questo secondo capitolo è ancora meglio del primo, Leonardo Patrignani è cresciuto come scrittore: si vede e si sente! Se uno si lascia trasportare dalle parole, segue Alex e Jenny nei luoghi della Memoria, è come se li vedesse, li sentisse, come se partecipasse realmente alle loro avventure.
Memoria è un libro molto bello, nato come YA (etichetta che personalmente sto rivalutando molto e che onestamente rischia di diventare un po' un minestrone con dentro un po' di tutto), ma che sono certa appassionerà anche gli adulti.
Sapete una cosa? Sono orgogliosa che Leonardo Patrignani sia uno scrittore italiano, spero che questo libro venga tradotto anche all'estero, perché merita davvero. 


VOTO:


giovedì 21 febbraio 2013

La Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier: recensione!

I libri sono delle piacevoli trappole, se sono belli e appassionanti vi rapiscono e vi trascinano nelle loro pagine e in men che non si dica vi ritrovate a vivere avventure inimmaginabili, ha provare sentimenti, emozioni, paure insieme ai protagonisti. Intanto intorno a voi il tempo scorre, passa e quando arrivate all'ultima pagina e chiudete il libro, vi guardate intorno: sono le 2 di notte e in casa tutti dormono da ore. Fuori stanno iniziando a cadere i primi fiocchi di neve, il fuoco del camino è spento da un po' e la temperatura nella stanza è scesa di qualche grado.
Ieri sera, o meglio notte, mi è successo proprio così, mentre stavo terminando Green l'ultimo libro della Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier. 
Ho già recensito i precedenti romanzi: Red e Blue in modo molto rapido, promettendo che avrei fatto una recensione conclusiva che rendesse merito all'avvincente storia intessuta dalla Gier.
Nei post sugli altri due libri avevo già lasciato intendere, senza equivoci, che questa libri mi hanno appassionata molto; non li conoscevo, devo infatti ringraziare Sonia di Cuore d'inchiostro per avermeli consigliati. 
Sono del genere YA, io solitamente non leggo romanzi di questo genere, o meglio, li leggo ma non sono il genere principale che occupa la mia libreria, quindi non credo di avere un metro di misura e un'abilità critica tale da dire: sono la solita solfa trita e ritrita, oppure sono geniali.
Detto questo, non voglio dilungarmi oltre e comincio con la recensione di Green e poi dirò qualche parola specifica su due o tre punti della saga.

Green è il mattone conclusivo di questa trilogia, è il punto in cui tutto converge, in cui il cerchio si chiude e vengono spiegati tutti quei dilemmi che ci siamo portati dietro dal primo volume, Red. Gwen prende coscienza di se stessa, del suo destino e tra un salto nel tempo e l'altro, o meglio tra una trasmigrazione e l'altra, inizia a risistemare tutti i tasselli del puzzle che le faranno comprendere che il conte non è proprio quello che sembra e non solo lui. Sono molte le domande che Gwen ha iniziato a porsi fino a quando ha scoperto di essere lei il rubino, la prescelta di casa Montrose per viaggiare nel tempo, questo l'ha portata nelle precedenti avventure a vivere esperienze poco piacevoli per una ragazza di soli 16 anni e in quest'ultima poi le succede davvero di tutto, sia sul piano sentimentale che su quello famigliare. 


I PERSONAGGI
I personaggi che transitano nella trilogia sono davvero moltissimi, da quelli in carne ed ossa che vivono nel presente, a quelli che troviamo nel passato e poi in mezzo a loro ci sono i fantasmi, che solo Gwen può vedere e può anche comunicare con loro.
Ognuno di essi è caratterizzato con più o meno attenzione. Sono davvero moltissimi gli uomini in questo romanzo, nonostante sia un prodotto principalmente rivolto ad un pubblico di ragazzine, la storia è sicuramente maschilista. Credo che la Gier sia consapevole di tutto questo, perché questa misoginia è proprio consona al conte di Saint Germain, creatore dei viaggi nel tempo, egli ritiene le donne una razza inferiore, eppure anche loro sono viaggiatrici temporali, ma nonostante ciò si circonda solo di adepti uomini, i guardiani. Le donne fanno lavori da donne all'interno dello staff, abbiamo la segretaria Mrs Jenkins, poi Madam Rossini la sarta, per il resto sono tutti uomini.
A casa di Gwen la popolazione è altamente femminile, fatta eccezione per il fratello Nick e il maggiordono Mr. Bernhard. 

I VIAGGI NEL TEMPO
L'idea dei viaggi nel tempo, che è quella su cui si regge tutta la storia, è sicuramente ben studiata e ben caratterizzata, la Gier non si perde in dettagli iperfantascientifici, che forse potrebbero rendere il tutto più divertente, ma essendo scritto in prima persona, la voce narrante è quella di Gwen, quindi scopriamo insieme a lei come funzionano i cronografi e i salti temporali. Quello che lei sa, lo sappiamo anche noi, niente di più. Il libro è quindi un viaggio all'interno di questo mondo e gradualmente comprendiamo gli schemi al suo interno.

L'ACCURATEZZA DEI DETTAGLI
Si vede che la Gier è una scrittrice maniacale e soprattutto appassionata di storia. Viaggiando nel tempo i nostri protagonisti si vedono "costretti" ad indossare abiti legati all'epoca in cui andranno, si può andare solo nel passato e bisogna fare bene attenzione ad armonizzare i propri abbigliamenti con quelli della gente dell'epoca. Gwen è affascinata dagli abiti e si fa scattare delle foto per l'amica Leslie, a testimonianza di ogni suo salto temporale.
Penso che la Gier abbia anche studiato attentamente la mappadi Londra e le sue variazioni attraverso i secoli, infatti non mancano i riferimenti a gallerie della metropolitana inesistenti oppure tunnel che una volta c'erano e ora non ci sono più, ponti sul Tamigi e quant'altro. 
Grande attenzione viene dedicata anche alla musica classica e ai balli come il minuetto, che Gwen dovrà imparare per il grande ballo alla presenza del conte.
Anche il cinema ha un ruolo importante, sono infatti numerosissime le citazioni fatte da Gwen e da Leslie all'interno della vicenda, niente di importante, ma quei film che le ragazzine guardano alla sera, cose principalmente molto commerciali, ogni tanto sbuca qualche titolo più colto, ma niente di sconosciuto.

LE CITAZIONI ALL'INIZIO DEI CAPITOLI
Ogni capitolo comincia con una citazione, a volte si tratta di scrittori famosi, altre di stralci presi dagli Annali dei Guardiani, libroni in cui venivano accuratamente riportati tutti i viaggi nel tempo. Questo dimostra la grande capacità della Gier nel tessere trame. A mio parere lei ha chiaramente in mente (scusate il gap lessicale) il passato della setta e ha una precisa schematizzazione dei viaggi precedenti. Spesso poi gli Annali ci servono per capire anche il passato del Conte di Saint Germain e saranno proprio questi ad aiutarci a comprendere cosa ha in mente di fare questo singolare personaggio.

LA PROTAGONISTA: GWEN
Gwen è una ragazzina sedicenne, non è proprio una protagonista che ti rimane dentro indelebilmente, ma letto con gli occhi di una giovincella, questo libro è sicuramente carino e affascinante, c'è l'avventura, c'è l'amore, ci sono i compagni di scuola, i litigi con la cugina, le feste..tutte cose che bene o male le ragazzine conoscono e quindi non faticano ad identificarsi con lei. Potrebbe risultare poco simpatica al lettore più adulto a causa della sua parlata, si esprime in modo poco colto, ma la sua cultura è prettamente commerciale, non è un genio a scuola, eppure sembra essere destinata a grandi cose. E' il solito riscatto della ragazzina un po' sfigatella che nessuno nota e riesce a mettersi con il più figo del romanzo. Niente di nuovo sotto il sole, direte. Verissimo. Questo è obiettivamente il mattone base del libro, ma la trama che la Gier tesse intorno, lo rende un libro leggibile e non un semplice Harmony. 

LONDRA
Se ancora avevate qualche dubbio, io amo Londra e questo libro è stato letto anche in quest'ottica. Non che la città abbia un ruolo così centrale nel romanzo, però è una cornice interessante che ci fa intuire come anche una città cambi nel tempo, come varino le sue strutture e gli utilizzi degli edifici.

LO STILE
Come ho già detto, il libro è narrato in prima persona e la voce che racconta è quella di Gwen, non abbiamo quindi a che fare con uno stile aulico, non ci sono grandi paroloni o vocaboli colti, la storia scorre molto velocemente e anche in modo piacevole se non si hanno troppe pretese. 
Prima di tutto la Trilogia delle Gemme è stata pensata per un pubblico di adolescenti, come ho già ripetuto alla nausea temo, poi se lo si vuole leggere a 25 anni come la sottoscritta, è un altro discorso. Onestamente a me non è dispiaciuto. Non rimpiango di aver divorato questi libri, anzi, li ho già consigliati almeno a una decina di persone. 
La storia mi ha piacevolmente catturata, l'avventura è molto interessante e ben costruita. La trama non ha grossi scivoloni e alla fine tutto torna, quasi troppo forse. La Gier poteva lasciare qualcosa di più nel mistero, quelle classiche cose che non si spiegano, tutte le domande trovano la loro precisa risposta. Essendo un libro che parla comunque di magia, e questa è l'unica critica che le avanzo, qualcosa poteva terminare nel magico e nel fantasioso. Nessuno lo vietava.

UNA CRITICA CON SPOILER
Ad essere sincera vorrei avanzare un'altra piccola critica: si capiva subito che Lucy e Paul sono i genitori di Gwen!! Troppo mistero intorno alla sua nascita...


Credo di essermi dilungata fin troppo. Concludendo, oppure facendola breve per chi non ha voglia di leggere il libro, a mio parere la Trilogia delle Gemme è un prodotto interessante, piacevole che potrebbe anche essere trasformato in una serie tv, perché la vicenda si svolge di fatto in un arco temporale di poche settimane, sono i viaggi nel tempo ad ampliare...il tempo. Non dico un film perché secondo me non si presta, ma una bella serie tv potrebbe starci. Una cosa tipo I pilastri della terra con un tot di puntate e basta. Niente che abbia a che vedere con pacchetti di 10 stagioni, sarebbe impossibile.

E voi cosa ne pensate? L'avete già letta questa trilogia?
Attendo i vostri commenti.

VOTO:


lunedì 18 febbraio 2013

Vidi: Memoria: il viaggio ricomincia!

Ho appena recensito Multiversum ed ecco la scheda del seguito che sarà domani in tutte le librerie (io attendo l'ebook!).
Ed ecco a voi la presentazione dell'atteso seguito di Multiversum di Leonardo Patrignani: intitolato Memoria, edito ancora una volta da Mondadori.
Se è bello quanto il primo...non vedo l'ora di leggerlo!
Soprattutto per capire come Alex e Jenny riusciranno a uscire da Memoria, luogo che sembra un limbo, almeno così io me lo sono immaginata leggendo Multiversum.
Detto questo...Non posso lasciarmelo sfuggire!!!
E voi?
State aspettando questo libro?
Lo avete già messo nella lista dei desideri?

TRAMA

"Forza, usciamo da questa gabbia". La frase pronunciata da Marco con cui si conclude il primo romanzo, è il punto di partenza del secondo capitolo della Multiversum Saga. Alex, Jenny e Marco si trovano in Memoria, luogo esclusivamente mentale nel quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine del loro mondo, una nuova era è cominciata sul pianeta Terra. Sarà Jenny a svegliarsi per prima, in una cabina a bordo di un sottomarino, in una realtà di nuovo fisica. La voce di Alex suona ancora nella sua testa ma lui non è con lei. Solo ritrovandolo potrà cercare una via d'uscita da quell'ennesima trappola. Sempre se è vero che nelle infinite biforcazioni del Multiverso esiste una strada alternativa. 


Multiversum di Leonardo Patrignani: recensione!

Multiversum era nella mia lista dei libri da leggere da un bel po', da così tanto tempo che dopodomani (o quasi) esce già il seguito, finalmente sono riuscita a leggerlo e...
Posso dirlo?
Posso urlarlo?
Posso fare un post non "apparecchiato"?
Posso fare un post molto easy?
Posso fare un post ricco di commenti fini a se stessi che non hanno niente di critico, ma sono solo da fan supersfegatata?
Posso?
Vado!

Multiversum è un CAPOLAVORO! Sì, questo libro mi è piaciuto davvero moltissimo, quando sono arrivata all'ultima pagina, oltre ad essere molto triste per averlo terminato ho pensato due cose:
1. è il libro che avrei voluto aver scritto io,
2. è uno dei migliori libri YA scritti da un autore italiano che io abbia letto in questi ultimi mesi.
Devo dire che il primato (punto 2) se lo contende bene con Muses di Francesco Falconi, ma Multiversum di Leonardo Patrignani lo sento più vicino a me perché, caspita, è riuscito a mettere nero su bianco alcuni dei miei sogni, alcuni miei pensieri...(ecco perché dico che è il libro che vorrei aver scritto) e tutto questo mi ha causato una dipendenza da Multiversum tale per cui mi sono vista costretta a terminarlo nel giro di poche ore.
Non riuscivo a staccarmene. E ora ovviamente devo leggere il seguito, che uscirà a breve, per fortuna, ma che devo assolutamente procurarmi per sapere cosa succederà ad Alex e a Jenny. 
Un libro delizioso, avvincente che cattura realmente lo spettatore, io stessa ho viaggiato con Alex e Jenny, li ho davvero conosciuti attraverso queste pagine, ho divorato buona parte di questo libro mentre ero in treno e vi assicuro che sono stata rapita dal sedile e trasportata piacevolmente nella vicenda di Alex e Jenny, delle loro famiglie, dei loro mondi. Ogni pagina era una scoperta e man mano che avanzavo nella lettura capivo che Patrignani è senza ombra di dubbio un genio. 
La teoria delle dimensioni parallele mi ha sempre intrigato un sacco, quanto quella dei viaggi nel tempo, dei futuri possibili. Da bambina guardavo e riguardavo Ritorno al Futuro, affascinata dalla sua sceneggiatura, quella storia che cambiava a seconda delle scelte dei protagonisti, sono cresciuta e ci sono stati film come Sliding Doors piuttosto che Time Line o l'intramontabile L'uomo che visse nel futuro e mi dicono dalla regia che anche Fringe è di questo genere.
Insomma, l'abilità di Leonardo Patrignani è di riuscire a costruire su questo espediente una storia fantastica che è stata apprezzata moltissimo e che sarà apprezzata ancora da molti e molti lettori. Alex e Jenny appartengono a due dimensioni differenti, eppure riescono a comunicare tra loro e sarà proprio questo dono a "costringerli" a cercarsi, vogliono conoscersi, ma incontrarsi non sarà così semplice come sembra.
Onestamente i due personaggi, che nel libro sono sedicenni, sono molto maturi per la loro età, determinati e coraggiosi, scelgono di seguire il loro destino con la paura necessaria dettata dal caso, ma anche con l'incoscienza tipica di chi ha 16 anni.
Rivolto principalmente ad un pubblico di adolescenti, Multiversum in realtà si legge bene a qualsiasi età, fidatevi, vi appassionerete a questa saga!

VOTO



giovedì 19 luglio 2012

Il tredicesimo piano

Qualche settimana fa, chiacchierando con degli amici durante la tournée del nostro spettacolo, ci siamo ritrovati a ipotizzare titoli di libri che potrebbero o meno vendere attualmente. Ridendo e scherzando abbiamo ipotizzato anche di aprire una casa editrice e tra una sciocchezza e l'altra di comune accordo abbiamo deciso che il primo libro pubblicato nella nostra pseudo casa editrice sarà intitolato Il tredicesimo piano. Si sa che nei paesi anglosassoni il numero 13 è sinonimo di sfortuna, addirittura in alcuni palazzi viene proprio omesso dai piani, non esiste la stanza 13 in alcuni alberghi. Riflettendo intorno a queste leggende metropolitane abbiamo ipotizzato molte cose, che ora non sto a scrivere, perchè sono convinta che potrebbero essere un quid molto interessante su cui costruirci un romanzo in perfetto stile Stephen King. Tornata a casa mi sono documentata riguardo l'esistenza di qualcosa di letterario o cinematografico che avesse a che fare con il tredicesimo piano e...ho trovato un film! L'ho guardato e... Bello eh, carino... Ma sto tredicesimo piano non è che fosse poi così fondamentale ai fini della narrazione. Ma andiamo con ordine.
Il film è del 1999 diretto da Josef Rusnak, non è una sceneggiatura originale ma è tratto dal romanzo Simulacron-3 di Daniel F. Galouye, é un film di fantascienza che visto oggi potrebbe essere definito in questo modo: un mix tra Matrix, Inception e Avatar.
La narrazione inizia nel 1937 poi da quest'anno ci spostiamo nel 1999, anno in cui si svolge la vicenda, e terminiamo nel 2024. Non è però una timeline quella che si presenta davanti ai nostri occhi: ogni anno rappresenta una realtà parallela creata da dei computer, solo uno di questi è il mondo vero: ma quale? A partire dall'omicidio di Hannon Fuller ripercorreremo l'intera vicenda che ci porterà a conoscere cose che voi umani non potrete neanche immaginare, cito Blade Runner, perché secondo me c'è qualcosa anche di lui in questo film.
C'è il sistema delle scatole cinesi di Inception e dell'accedere ad altre realtá attraverso i sogni, c'è l'idea dell'avatar che in questo caso chiamerei altre ego, c'è il trasferimento dati, che qui sembra neurologico, mentre in Matrix è legato a un codice, c'è Los Angeles e ci sono gli occhi di Blade Runner.
Un film "panettonico", visto l'impasto, carino ma di certo non è un capolavoro. Forse nelle mani della persona giusta avrebbe straguadagnato diventando un film cult di tutto rispetto, se pensiamo poi che è uscito lo stesso anno di Matrix... Purtroppo ci sono delle pecche a livello di sceneggiatura: scoperte che il protagonista fa e che restano eccessivamente immotivate, luoghi che raggiunge dopo aver reperito e memorizzato indirizzi in modi non ben chiari... Ma in tutto questo la cosa che mi ha lasciato più a bocca asciutta è questo tredicesimo piano, che è il piano in cui abita il protagonista, ma che fondamentalmente non è così utile... Certo potremmo vederlo come un non luogo, considerando il fatto che la sua realtà sia un non luogo e quindi quello è il non luogo nel non luogo, e lo definisco tale riferendomi al fatto che appunto in alcuni palazzi il tredicesimo piano non esiste. Il numero tredici è inquadrato più volte, ma davvero, non ho capito quanto possa incidere. Magari qualcuno di voi ha letto il romanzo e sa darmi una spiegazione che va oltre il libro, onestamente non so che dire...
Riguardo la superstizione legata al numero 13, ho trovato questo interessante post http://www.vivereny.it/tradizione-e-cultura/superstiziosi
E aggiungo anche questo in inglese! Buona lettura!

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